I due natanti di lusso del leader iracheno, giustiziato nel 2006, hanno avuto due destini molto diversi

La città di Bassora dista appena qualche metro da due resti di un passato sanguinoso, crudele e devastante, che ha lasciato causato migliaia di morti e minato le fondamenta dell’Iraq. Sono due superyacht, grandi barche super lusso, ferme nella corrente creata dal congiungersi di due fiumi gemelli: il Tigri e l’Eufrate, che intrecciano le proprie pigra moli d’acqua dolce e torbida nel Shatt al-Arab. Lì le due barche giacciono, il loro corso diviso dal destino.

L’Al-Mansur (Vittorioso) giace su un fianco dopo essere stato colpito durante l’invasione dell’Iraq nel 2003. Il Basrah Breeze è invece ormeggiato in una banchina vicina, parzialmente aperto ai visitatori desiderosi di salire a bordo di questa reliquia del passato. Sajjad Kadhim, un istruttore del centro di scienze marittime dell’Università di Bassora che ora ha giurisdizione sulla barca e la utilizza per i suoi progetti di ricerca, dichiara: «tutti quelli che vengono sono stupiti dal lusso dello yacht». Paradossalmente, questa barca non salpò mai con il dittatore a bordo: nei suoi 82 metri rimase sul fiume, ancorata, come sfoggio della ricchezza e della grandezza di Saddam. La suite del leader è color oro e crema, arredata con sfarzo. Un monumento al potere che si autocelebra, si copre di gloria, per poi restare un gioiello senza valore sulle rive della Storia.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA