Una realtà che fa parte di un settore di nicchia nel quale si distingue per la flessibilità, la fidelizzazione e le competenze tecniche
Grazie ad una profonda esperienza come consulente tecnico nel settore e all’aiuto della figlia Lara Bignotti e di altri soci, Matteo Bignotti nel 2000 dà vita a Combiwood, azienda specializzata nella produzione di persiane ripiegabili. Oggi è uno dei due unici produttori di questo particolare articolo presenti in Italia, a spiegarci la realtà è Lara Bignotti, che dal 2005 è amministratore e socio unico.
Qual è il vostro core business?
«Siamo partiti specializzandoci nella produzione di antoncini in legno a pacchetto chiamati SLIT sviluppando tre importanti brevetti. Inizialmente era un prodotto di nicchia che aveva bisogno di un nodo murario e ingombri specifici per alloggiare, rendendo inutilizzabili altre tipologie di oscuranti. Intorno al 2006 però il mercato ha richiesto qualcosa di alternativo e di nuovo, così abbiamo iniziato a pensare a nuovi progetti con l’alluminio (oggi è utilizzato per la maggior parte della produzione) mantenendo come priorità le richieste degli acquirenti senza dimenticare l’estetica e la funzionalità del prodotto. Successivamente, sono nati anche altri prodotti: ECOPAN (antoncini ripiegabili con pannelli coibentati) e SMART che ha sostituito la prima versione in alluminio SLIT».
Tra i punti di forza flessibilità e duttilità…
«Con il passare del tempo siamo arrivati a studiare soluzioni che la concorrenza al momento non possiede. Il nostro è un prodotto flessibile e adattabile a ogni esigenza del cliente, a tutti i tipi di ristrutturazione e a qualsiasi soluzione di oscuramento che consente di rimanere all’interno della mazzetta del muro, lasciando così la facciata del palazzo pulita. In questo momento va molto il minimal, abbiamo quindi studiato un prodotto lineare che ci permettesse di avere una chiusura senza troppa ferramenta poco impattante a livello estetico. La nostra persiana ripiegabile può essere applicata a serramenti di qualsiasi grandezza, serramenti esistenti o per quelli di nuova installazione. Impacchettata su se stessa occupa pochi centimetri di spazio consentendo di scegliere persiane ad uno o più pannelli per parte conformandosi alle varie esigenze di spessore e forma del muro».
L’azienda ha superato non solo la crisi economica del 2008 ma anche la pandemia di Covid con un aumento del fatturato di circa il 50%, superando ogni aspettativa di crescita. Combiwood lavora principalmente in Italia ma anche all’estero dove ha già operato in Nepal e Dubai. Oggigiorno può contare su un portafoglio di circa 1.000/1.200 clienti divisi tra società del settore, professionisti, falegnami, serramentisti, rivendite e showroom, industrie di serramenti, escludendo il cliente privato. Questa strategia, non adottata dai loro competitor, ha permesso all’azienda di creare un rapporto di partnership e fidelizzazione naturali con gli operatori.
Quali sono i vostri progetti futuri?
«Tra i progetti futuri vi è la creazione di nuovi prodotti in alluminio, attualmente in studio, e la ricerca di nuovi tecnici/commerciali per poter garantire una gestione più capillare su tutto territorio sia nazionale che internazionale. Particolare attenzione è rivolta allo scarto della materia prima nel rispetto sempre più attento della sostenibilità ambientale, tema assai delicato e di grande interesse pubblico. Ovviamente non possono mancare le attenzioni al tema della sicurezza sul posto di lavoro che ci vede continuamente aggiornati agli standard richiesti dal settore avvalendoci di collaborazioni con società specializzate».
Grazie ad uno staff molto specializzato e focalizzato sull’interesse comune di una continua crescita, Combiwood è sempre più consapevole che oggi più che mai la qualità del prodotto, la duttilità, la collaborazione, la fidelizzazione, il servizio e le competenze tecniche, sono e resteranno sempre i suoi punti di forza.