Legale di Pileri: “contestiamo che Inver sia nata per fare corruzione”
Tommaso Verdini è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine della procura della Capitale sulle commesse Anas in cui si ipotizza anche il reato di corruzione. Per altre quattro persone sono scattati i domiciliari, sono inoltre state disposte due misure interdittive.
Tra gli indagati compare anche il padre di Tommaso, Dennis Verdini. Nel procedimento si ipotizzano anche i reati di turbativa d’asta e traffico di influenze illecite.
Verdini jr si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Gip, e la stessa scelta è stata fatta da Fabio Pileri, socio di Verdini e cotitolare di Inver, la società di consulenza finita al centro dell’inchiesta. Il legale ha detto: «ci siamo un po’ dimenticati tutti quella che è la presunzione di innocenza. I processi in Italia non si riescono più a fare a piede libero dato che dopo due anni di indagini avevamo dato la disponibilità a chiarire ma oggi ci troviamo con delle misure cautelari che privano la libertà di persone che in maniera presuntiva potrebbero essere innocenti. Contestiamo che la società Inver sia una società creata per fare corruzione. Lo contestano le carte».
La notizia non passa inosservata alla Camera. I deputati 5 Stelle, seguiti da Pd e Alleanza Verdi e Sinistra, hanno subito chiesto al ministro Salvini di riferire in Aula. «Bisogna che il parlamento sappia in quale misura i fatti coinvolgano Anas, per quanti e quali appalti, quali misure adottate per prevenire la corruzione, quale coinvolgimento degli esponenti delle istituzioni» rivendica Fedeico Cafiero de Raho.
“In agenda non ha inserito alcun intervento in Aula per un’informativa”. È la risposta arrivata da fonti vicine al vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Salvini, a chi chiede se terrà un’informativa in Parlamento.
A quest’ultimo si associa il deputato di Avs, Angelo Bonelli, spiegando che “non siamo interessati alla vicenda giudiziaria, il punto è un altro: è una questione che dovrebbe cominciare a preoccupare la maggioranza e la premier Meloni, perché quando si incominciano a incontrare imprenditori a casa, nei ristoranti per discutere questioni che attengono alle attività di un dicastero, c’è un problema relativo al comportamento rigoroso che dovrebbe avere un sottosegretario, un componente del governo”.
Freni: “completamente estraneo a questa vicenda”
«Chi fa il mio nome millanta. Sono assolutamente tranquillo, la preoccupazione si riserva a cose gravi, non certo a citazioni di terze persone. Se dovessi preoccuparmi di tutti i giudizi o le chiacchiere altrui, oltre un limite ragionevole, non dovrei uscire di casa. La mia serenità deriva dal fatto che sono completamente estraneo a questa inchiesta», ha detto il sottosegretario all’Economia Federico Freni.
di: Flavia DELL’ERTOLE
Aggiornamento di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI