C’è stato un errore di comunicazione, a morire è stato Luciano Mancini
L’errata notizia della morte di Antonio Mancini, uno degli ex capi della banda della Magliana, si era diffusa nella serata di ieri, 2 gennaio. Il decesso è stato però smentito perché Mancini è stato sentito al telefono, il giornalista Gianluca Zanella ha detto: «è vivo e vi saluta tutti».
È stata l’AdnKronos a riportare per prima le parole del 75enne, prese da una chat di conoscenti: “dicono che sono morto a 85 anni. Pertanto c’ho altri dieci anni assicurati…”. Il vero decesso è un altro, a morire a Roma è stato Luciano Mancini, anch’egli legato alla banda della Magliana. Mancini, detto “er Principe”, aveva 88 anni ed era stato considerato in passato un investitore dei capitali che provenivano dall’organizzazione criminale.
In merito alla sua morte, il figlio Massimiliano ha detto: «in queste ore nel dare conto della morte di mio padre, Luciano, c’è stato un errore di comunicazione, legato al fatto che mio papà aveva lo stesso cognome del collaboratore di giustizia Antonio Mancini, anche lui componente della banda della Magliana, il quale invece è vivo».
Chi è Antonio Mancini?
Antonio Mancini è stato uno degli ex capi della banda della Magliana, poi diventato collaboratore di giustizia. Si avvicinò agli ambienti criminali romani fin da giovanissimo, per poi diventare uno degli esponenti della banda della Magliana. Nel 1994 ha iniziato a collaborare con la giustizia, fornendo informazioni su molte vicende di cronaca nera, come l’agguato e l’omicidio di Mino Pecorelli e il ruolo della banda della Magliana nelle ricerche di Aldo Moro.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/MONTEFORTE