Von der Leyen presenta la “rosa dei convocati”, ma per entrare nella squadra occorre passare l’esame del Parlamento. E non si tratta solo di una formalità
Martedì 17 settembre la rieletta presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha reso nota la nuova squadra europea di commissari che presenterà al Parlamento Europeo. La squadra della presidente conta 26 membri, oltre von der Leyen, in rappresentanza di ogni Stato membro, sono 11 donne e 16 uomini. A rappresentare l’Italia Raffaele Fitto, unico esponente dell’eurogruppo dei Conservatori (ECR).
I nomi proposti da Ursula von der Leyen dovranno passare l’esame del Parlamento Europeo – le audizioni dovrebbero tenersi tra il 4 e il 12 novembre – e i lavori della Commissione non cominceranno, probabilmente, prima di dicembre.
La squadra
La vicepresidente esecutiva per la transizione pulita, giusta e competitiva è stata nominata la spagnola Teresa Ribera (S&D); alla vicepresidenza esecutiva per la sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia siede la finlandese Henna Virkkunen (PPE); per la vicepresidenza esecutiva per la prosperità e la strategia industriale è stato scelto il francese Stéphane Séjourné (Renew); Roxana Minzatu (S&D) dalla Romania è alla vicepresidenza esecutiva per le persone, le competenze e la preparazione; come anticipato l’italiano Raffaele Fitto (ECR) è stato designato come vicepresidente esecutivo per la coesione e le riforme. L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza è l’estone Kaja Kallas (PPE); mentre agli affari interni e migrazione è stato nominato Magnus Brunner (PPE) dall’Austria; dal Belgio arriva Hadja Lahbib (Renew) che si occuperà di preparazione, gestione delle crisi, uguaglianza. Alla gestione di startup, ricerca e innovazione è stata nominata la bulgara Ekaterina Zaharieva (PPE), al Mediterraneo la croata Dubravka Šuica (PPE), a pesca e oceani il cipriota Costas Kadis (PPE). La nomina per i partenariati internazionali è caduta sul ceco Jozef Síkela (Indipendenti), a energia e alloggi il danese Dan Jørgensen (S&D), per i trasporti sostenibili e turismo è stato nominato il greco Apostolos Tzitzikostas (PPE), l’ungherese Olivér Várhelyi (Indipendenti) si occuperà di salute e benessere animale, l’irlandese Michael McGrath (Renew) è stato nominato per democrazia, giustizia e Stato di diritto. Valdis Dombrovskis (PPE) dalla Lettonia è stato scelto per economia e produttività, implementazione e semplificazione; mentre a difesa e spazio il nome è quello del lituano Andrius Kubilius (PPE). Alla guida di agricoltura e alimentazione siederà Christophe Hansen (PPE) dal Lussemburgo; a occuparsi di equità a intergenerazionale, gioventù, cultura e sport sarà il maltese Glenn Micallef (S&D); al clima, crescita pulita e obiettivi net-zero è stato nominato l’olandese Wopke Hoekstra (PPE). Al bilancio, anti-frode e pubbliche amministrazioni è stato designato il polacco Piotr Serafin, mentre la portoghese Maria Luís Albuquerque (PPE) si occuperà di servizio finanziari; per commercio e sicurezza economica, relazioni interistituzionali e trasparenza è stato nominato lo slovacco Maroš Šefcovic (S&D); all’allargamento è stata posta la slovena Marta Kos (Renew); ad occuparsi di ambiente, resilienza idrica ed economia circolare competitiva si occuperà la svedese Jessika Roswall (PPE).

La presidente von der Leyen ha presentato così i candidati: «Teresa Ribera sarà vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva. Sarà inoltre responsabile della politica di concorrenza. Guiderà gli sforzi volti a garantire che l’Europa rimanga sulla buona strada per conseguire gli obiettivi previsti dal Green Deal europeo e che la nostra economia venga al contempo decarbonizzata e industrializzata. Henna Virkkunen sarà la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. Sarà inoltre responsabile del portafoglio sulle tecnologie digitali e di frontiera. Chiederò a Henna di occuparsi degli aspetti interni ed esterni della sicurezza, ma anche di rafforzare le fondamenta della nostra democrazia, come lo Stato di diritto, e di proteggerla ogniqualvolta sia fatta oggetto di attacchi. Stéphane Séjourné sarà il vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale. Sarà inoltre responsabile dell’industria, delle PMI e del portafoglio del mercato unico. Guiderà il lavoro volto a creare le condizioni affinché le nostre imprese possano prosperare, occupandosi di investimenti, innovazione, stabilità economica, commercio e sicurezza economica. Come già sapete, Kaja Kallas sarà la nostra Alta rappresentante e vicepresidente. Viviamo un’epoca caratterizzata da rivalità geostrategiche e instabilità. La nostra politica estera e di sicurezza deve essere concepita tenendo presente questa realtà ed essere maggiormente allineata ai nostri interessi. So che posso contare su di lei per garantire un approccio comprensivo a tali obiettivi, che funga da ponte tra le nostre politiche interne ed esterne. E per fare sì che questa rimanga una Commissione geopolitica. Sono inoltre molto lieta di affidare il ruolo di vicepresidente esecutiva per le Persone, le competenze e la preparazione a Roxana Mînzatu. Sarà responsabile delle competenze, dell’istruzione e della cultura, della qualità dei posti di lavoro e dei diritti sociali. Il contesto generale è quello della demografia. Roxana guiderà in particolare il cammino verso un’Unione delle competenze e avrà cura del pilastro europeo dei diritti sociali, concentrandosi su tutti i settori fondamentali per assicurare che la nostra società rimanga unita. Raffaele Fitto è il nuovo vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme. Sarà responsabile del portafoglio relativo alla politica di coesione, allo sviluppo regionale e alle città. Approfitteremo della sua vasta esperienza per contribuire a modernizzare e rafforzare le nostre politiche di coesione, di investimento e di crescita. Questi vicepresidenti formeranno una squadra che lavorerà di concerto, coordinandosi reciprocamente e con tutti i Commissari. Passo dunque a presentarvi questi ultimi. Inizierò con Maroš Šefčovič, al quale sono molto lieta di assegnare un duplice ruolo. Sarà infatti Commissario per il commercio e la sicurezza economica. Si tratta di un nuovo portafoglio che comprende anche la politica doganale. Il secondo ruolo, per il quale riferirà direttamente a me, è quello di Commissario per le Relazioni interistituzionali e la trasparenza. Anche Valdis Dombrovskis svolgerà un duplice ruolo. Sarà infatti il Commissario per l’Economia e la produttività, ma ricoprirà anche il ruolo di Commissario per l’Attuazione e la semplificazione. Riferirà direttamente a me su questa parte del suo lavoro. Dubravka Šuica ricoprirà un ruolo nuovo, quello di Commissaria per il Mediterraneo. Sarà inoltre responsabile del più ampio vicinato meridionale. Collaborerà strettamente con Kaja Kallas – e con molti altri Commissari – per sviluppare i nostri interessi comuni con la regione. Olivér Várhelyi sarà Commissario per la Salute e il benessere degli animali. Sarà responsabile della costruzione dell’Unione europea della salute e della prosecuzione dei lavori in materia di lotta contro il cancro e prevenzione della salute. Wopke Hoekstra sarà il Commissario per il Clima, l’azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita. Continuerà a lavorare all’attuazione e all’adattamento, alla diplomazia climatica e alla decarbonizzazione, oltre che essere responsabile della fiscalità. Andrius Kubilius sarà il Commissario per la Difesa e lo spazio. Lavorerà allo sviluppo dell’Unione europea della difesa e al rafforzamento dei nostri investimenti e della nostra capacità industriale. Per quanto riguarda Marta Kos, faccio presente che il governo sloveno l’ha proposta come membro del collegio. La procedura di nomina, che prevede la consultazione del parlamento nazionale per un parere non vincolante, è in corso. Sarà Commissaria per l’Allargamento, responsabile anche per il nostro vicinato orientale. Si adopererà per sostenere l’Ucraina, proseguire i lavori sulla ricostruzione e aiutare i paesi candidati nella preparazione all’adesione. Jozef Síkela sarà il Commissario per i Partenariati internazionali. Guiderà i lavori sul Global Gateway e garantirà lo sviluppo di partenariati reciprocamente vantaggiosi che investano in un futuro comune. Costas Kadis sarà il Commissario per la Pesca e gli oceani. Conto sulla sua esperienza per contribuire a costruire un settore resiliente, competitivo e sostenibile e presentare il primo patto europeo per gli oceani. Maria Luís Albuquerque sarà la Commissaria per i Servizi finanziari e l’Unione dei risparmi e degli investimenti. Il suo lavoro sarà fondamentale per rafforzare e completare l’Unione dei mercati dei capitali e garantire che gli investimenti privati potenzino la produttività e l’innovazione. Hadja Lahbib sarà la Commissaria per la Preparazione e la gestione delle crisi. Si tratta di un altro portafoglio nuovo, incentrato sulla resilienza, sulla preparazione e sulla protezione civile. Hadja avrà il compito di coordinare i nostri sforzi in materia di gestione delle crisi e di aiuti umanitari. Magnus Brunner sarà il Commissario per gli Affari interni e la migrazione. Naturalmente si concentrerà sull’attuazione del patto sulla migrazione e l’asilo, ma anche sul rafforzamento delle nostre frontiere e sullo sviluppo di una nuova strategia di sicurezza interna. Jessika Roswall sarà la Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva. Il suo lavoro sarà importante per contribuire a preservare l’ambiente e fare sì che conti tra le voci a bilancio. Contribuirà a sviluppare un’economia più circolare e più competitiva, oltre che guidare i lavori in materia di resilienza idrica, una grande priorità per gli anni a venire. Piotr Serafin sarà il Commissario per il Bilancio, la lotta antifrode e la pubblica amministrazione. Riferirà direttamente a me, concentrandosi in particolare sulla preparazione del prossimo bilancio a lungo termine e garantendo che la nostra sia un’istituzione moderna e capace di fornire risultati concreti ai cittadini europei. Dan Jørgensen sarà il Commissario per l’Energia e l’edilizia abitativa. Il suo lavoro contribuirà a ridurre i prezzi dell’energia, a investire nell’energia pulita e a ridurre le nostre dipendenze. Sarà il primo Commissario per l’edilizia abitativa, responsabile di tutti i suoi aspetti, dall’efficienza energetica agli investimenti e alle costruzioni. Ekaterina Zaharieva sarà Commissaria per la Ricerca e l’innovazione. Dobbiamo porre la ricerca e l’innovazione, la scienza e la tecnologia al centro della nostra economia. Il suo lavoro contribuirà a incentivare i nostri investimenti, concentrando la spesa sulle priorità strategiche e sull’innovazione radicale. Michael McGrath sarà Commissario per la Democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto. Gli ho affidato la responsabilità di farsi promotore dello scudo europeo per la democrazia. Inoltre, coordinerà i nostri lavori in materia di Stato di diritto, lotta alla corruzione e protezione dei consumatori. Apostolos Tzitzikostas sarà Commissario per i Trasporti sostenibili e il turismo, e sarà responsabile della mobilità delle merci e delle persone. Si tratta di settori essenziali per la nostra competitività, ma anche per le nostre transizioni, con l’obiettivo di collegare le persone e guidare le economie locali. Christophe Hansen sarà il Commissario per l’Agricoltura e l’alimentazione. Avrà il compito di dare un’attuazione concreta alle conclusioni della relazione del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura e alle relative raccomandazioni. Nei primi 100 giorni del suo mandato, sulla base del dialogo strategico, elaborerà una visione per l’agricoltura e l’alimentazione. Glenn Micallef sarà Commissario per l’equità intergenerazionale, la cultura, la gioventù e lo sport. L’equità intergenerazionale è un tema trasversale che interessa tutti noi, in particolare i giovani. Si tratta di garantire il giusto equilibrio in una società. Ho affidato a Glenn il compito di occuparsene».
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Affaire Fitto
In Italia per settimane si è discusso del ruolo di Raffaele Fitto e, dopo la sua nomina, la discussione si è spostata all’esaltare il successo ottenuto (secondo la maggioranza) e sostenere si trattasse di una sconfitta (secondo le opposizioni). Quello che è chiaro è che Fitto si troverà a gestire i fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) insieme a Dombrovskis, nella lettera inviata al ministro italiano von der Leyen scrive infatti che “realizzare le riforme e gli investimenti concordati stabiliti nei Pnrr dei Paesi Ue entro la scadenza del 2026 sarà una sfida significativa e richiederà sforzi costanti da parte di tutti i Paesi e della Commissione. Vorrei che tu guidassi questo lavoro, insieme al commissario per l’Economia e la produttività, e ti concentrassi sull’implementazione completa e di successo di NextGenerationEU”.

Presentando la squadra la presidente ha risposto alla domanda di un giornalista a proposito di aver concesso il portafoglio delle riforme “al politico di un partito che è sempre stato contrario alle riforme dell’Ue verso una maggiore integrazione”, von der Leyen ha risposto che “la coesione e le riforme erano già nel mandato ancora in corso. In generale tutte le decisioni per tutti i bilanci alla fin fine sono una decisione collegiale presa da tutto il collegio. Non è un solo commissario che decide circa gli stanziamenti, è tutto il collegio che decide. Questo per qualsiasi argomento e stanziamento nel bilancio europeo. Sono molto chiara su questo” e ha aggiunto che “l’Italia è un Paese importante e fondatore dell’Ue e questo dev’essere riflesso nella composizione del Collegio” spiegando che “il Parlamento europeo ha 14 vice presidenti, tra cui due dell’Ecr. E mi sono basata su questo per la composizione del Collegio, che riflette l’importanza dell’Italia”. Durante la conferenza stampa la presidente della Commissione ha sottolineato inoltre che “per tutti gli Stati membri è un periodo molto intenso per i negoziati. Nessuno di noi ha una panoramica completa. Ci sono molti desideri che sono stati espressi, circa venti Paesi avevano un forte portafoglio economico ma non ci sono venti Paesi” sul dossier economico.
Come detto la maggioranza ha salutato con favore la nomina, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social ha scritto: «congratulazioni a Raffaele Fitto per la nomina a Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme. Un riconoscimento importante che conferma il ritrovato ruolo centrale della nostra Nazione in ambito UE. L’Italia torna finalmente protagonista in Europa. In bocca al lupo Raffaele, siamo certi che svolgerai benissimo il tuo incarico nell’interesse dell’Europa e dell’Italia», mentre il capodelegazione degli eurodeputati del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ha scritto: «nasce una Commissione conservatrice specchio dei governi europei di questo momento. Un passo indietro. Ci impegneremo in parlamento per garantire un’Europa più forte e più umana. Il commissario Fitto si liberi dalla retorica anti europeista del governo che lo ha indicato».
I deputati europei di Alleanza Verdi-Sinistra ritengono “del tutto inaccettabile l’attribuzione di incarichi di particolare rilievo a rappresentanti di governi sovranisti che ostacolano ogni progetto di integrazione europea e sono subalterni a logiche di guerre e corse agli armamenti” e a proposito di Fitto sostengono che sia “del tutto inaccettabile l’attribuzione di un incarico non soltanto di Vice Presidente esecutivo ma anche di deleghe su fondi Pnrr e coesione sociale a un Ministro che in Italia ha gestito in modo del tutto inadeguato i fondi del Pnrr e ha sostenuto l’autonomia differenziata che nega ogni principio di coesione sociale della quale dovrebbe occuparsi come Commissario per tutti i paesi dell’Unione”.
I prossimi passaggi
Come anticipato i commissari europei dovranno passare l’esame del Parlamento europeo, le prime analisi sono quelle a livello legale con i candidati che vengono sottoposti a un’indagine pubblica. Non si tratta di un mero pro forma, in passato alcuni candidati sono stati bocciati a seguito dell’analisi che ha dimostrato conflitti di interesse, controversie personali o mancanza di competenze oltre che posizioni politiche divisive.

La prima azione che dovranno fare i candidati è compilare i moduli sul conflitto di interessi, segnalando lavori precedenti, attività secondarie o finanziarie che potrebbero creare attriti con il nuovo ruolo. Oltre alle attività finanziarie dei candidati devono essere segnalate anche quelle di partner e figli, se questo possono pregiudicare l’imparzialità del futuro commissario.
Dell’esame delle dichiarazioni si occuperanno gli Affari legali del Parlamento (JURI) che redigeranno una lettera per ogni candidato per confermare l’assenza di conflitti di interesse, in questa fase non si attua una vera e propria indagine, quanto un esame di quanto dichiarato dai nominati, i candidati possono essere convocati in caso si sospetti un errore nelle dichiarazioni ed essere interrogati. Come anticipato non si tratta di una mera formalità, nel 2019 l’aver omesso nella dichiarazione gli interessi di uno studio legale da lui fondato, l’ungherese László Trócsányi venne bocciato.
Superata la prima scrematura i candidati vengono interrogati pubblicamente in un’audizione parlamentare, in questa sede vengono analizzate le esperienze, le competenze e sincerato l’impegno nei confronti dei nuovi incarichi europei. Una volta terminate le procedure e ricevuta l’approvazione la presidente von der Leyen dovrebbe presentare la squadra alla plenaria dell’Eurocamera e, se otterrà la maggioranza dei voti, la squadra verrà effettivamente nominata e potranno iniziare i lavori.
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I possibili conflitti di interesse
Una volta conosciuti i nomi scelti dalla presidente l’organizzazione Corporate Europe Observatory (Ceo) ne ha analizzati i profili e messo in luce conflitti di interesse e anche legami con l’ultra destra che potrebbero fare del percorso verso l’insediamento, un percorso a ostacoli.
L’analisi di Ceo mette in luce appunto i conflitti di interesse, il sistema delle “porte girevoli”(ovvero ex funzionari pubblici che passano al settore privato o viceversa) e la affiliazione a movimenti estremisti.
Il primo nome messo sotto la lente d’ingrandimento è quello di Maria Luís Albuquerque, ministra delle Finanze del Portogallo fino al 2015 che, al termine del mandato, ha lavorato nella società di recupero crediti con sede in Regno Unito, Arrow Global. Albuquerque dalla società britannica si è dimessa nel 2021, ma continua a fornire consulenze su regolazioni europee agli enti privati.

Dall’analisi di Ceo emerge anche Jozef Síkela che, dopo oltre 30 anni di lavoro in gruppi bancari si è reinventato ministro dell’Industria e del Commercio in Repubblica Ceca e viene candidato come commissario per i partenariati internazionali. Durante la sua carriera Síkela ha curato gli interessi di numerosi gruppi bancari sui mercati internazionali, fino al 2019 ha fatto parte del CdA di Erste Group Bank e fino alla fine dell’anno successivo ne è stato consulente. Non si tratta di una cosa da poco, il gruppo austriaco in questione è uno dei maggiori fornitori di servizi finanziari dell’Europa centrale e orientale
L’attenzione di Ceo si è posata anche sull’olandese Wopke Hoekstra, che viene proposto per occuparsi di clima. Hoekstra infatti lo scorso anno ha dovuto affrontare un’indagine parlamentare per aver promosso l’esplorazione di petrolio e gas nei Paesi Bassi. Hoekstra non sarebbe nuovo, poi, ai conflitti d’interesse, dato che durante il suo mandato da senatore, collaborava con la società internazionale di consulenza manageriale McKinsey che, tra i clienti, annovera grandi aziende farmaceutiche, del tabacco e dei combustibili fossili.
Anche la bulgara Ekaterina Zaharieva candidata commissaria di Startup e innovazione è finita nel mirino di Ceo dato che nel 2018 venne accusata di aver gestito una truffa vendendo passaporti a stranieri e concedendo viaggi senza visto in tutta l’Ue.
Anche la candidata alle politiche di allargamento, la slovena Marta Kos, è un profilo che ha fatto storcere il naso a Ceo dato che ha avuto incarichi in una delle maggiori società di consulenza per le grandi imprese, Kreab che può vantare clienti quali Amazon, Google e British petroleum, oltre a banche e produttori chimici. Questo fatto aveva già destato più di qualche giudizio negativo alla sua nomina di collaboratrice del segretario generale dell’Associazione europea di libero scambio (Efta), Henri Getaz.
Gli attenzionati perché affiliati a movimenti di estrema destra sono, invece, tre. Il primo nell’analisi di Ceo è il greco Apostolos Tzitzikostas, candidato come commissario a Trasporti e turismo sostenibili; Tzitzikostas dopo la sua elezione nel 2013 invitò a una parata annuale i rappresentanti del partito neonazista Alba Dorata e, nel 2016, si rifiutò di firmare l’accordo tra Salonicco e l’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, per migliorare le condizioni dei richiedenti asilo.
Il secondo profilo analizzato è quello dell’ungherese Olivér Várhelyi, particolarmente vicino alle politiche del premier Orbán, avrebbe posizioni divisive su Israele e Palestina, Serbia e Georgia.L’ultima figura analizzata è quella del commissario alla coesione e alle riforme, l’italiano Raffaele Fitto. Non solo per le posizioni di estrema destra del partito di appartenenza, Fratelli d’Italia, ma anche per i diversi processi che lo hanno visto protagonista. Nel 2009 infatti venne ritenuto colpevole di abuso di ufficio, corruzione e finanziamento illecito di partiti politici, condannato a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici più una pena detentiva commutata di un anno, venendo poi assolto da tutte le accuse. Parimenti venne assolto per le accuse di aver cospirato per vendere allo scoperto la società commerciale Cedis mentre era presidente della Regione Puglia.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/Philipp von Ditfurth