Si tratta della votazione più lunga degli ultimi 164 anni. Biden annuncia un piano per i migranti dal Centro e Sud America

Kevin McCarthy alla fine ce l’ha fatta al 15esimo tentativo. McCarthy ha ottenuto 216 voti, il leader democratico Hakeem Jeffries 212 e sei rappresentanti si sono astenuti.

«Ora inizia il lavoro duro– ha detto McCarthy rivolgendosi ai suoi colleghi, nel suo primo discorso- quello che faremo qui oggi, la prossima settimana, il prossimo mese, il prossimo anno, darà il tono a tutto ciò che seguirà – sostiene il repubblicano, che ha aggiunto– in qualità di Speaker della Camera, la mia responsabilità ultima non è nei confronti del mio partito e nemmeno del nostro Congresso. La mia responsabilità, la nostra responsabilità, è verso il nostro Paese». Tra i suoi obiettivi la strenua opposizione all’avversario cinese: «ci occuperemo delle sfide a lungo termine dell’America, il debito e l’ascesa del Partito comunista cinese… creeremo una commissione bipartisan per stabilire come riportare qui le centinaia di migliaia di posti di lavoro finiti in Cina».

Il presidente Joe Biden si è congratulato con McCarthy per l’elezione, esortandolo a “agire in modo responsabile e nell’interesse degli americani” si legge in una nota della Casa Bianca, in cui Biden aggiunge di essere “pronto a collaborare con i repubblicani ove possibile e gli elettori hanno anche chiaramente indicato che si attendono dai repubblicani una collaborazione con me”

La mano di Trump sull’elezione

Nel suo discorso di insediamento McCarthy ha tenuto a ringraziare il tycoon e suo mentore Donald Trump: «è stato con me fin dall’inizio. Qualcuno ha espresso qualche dubbio, ma lui c’era e c’era completamente – ha affermato secondo quanto riportato dalla Cnn. – Mi chiamava e chiamava gli altri. Era davvero impegnato per aiutarmi a ottenere quei voti finali».

Lo stesso Trump si è congratulato per l’elezione, su Truth ha scritto “grazie Kevin, è stato un grandissimo onore” e che “il partito repubblicano si è davvero unito la notte scorsa. È stata una bellissima cosa da vedere. Storica“.

Elezione travagliata

Nell’11esima votazione l’aspirante Speaker della Camera, successore in pectore di Nancy Pelosi, ha raccolto 200 voti, contro i 218 necessari.

Solo 7 “ribelli” hanno espresso la propria preferenza per un altro candidato, mentre uno ha sostenuto Donald Trump. Altri 12 hanno disperso il voto. Un deputato non ha votato. Gli stessi voti si erano palesati alla decima votazione mentre i dem sono rimasti granitici sul loro leader Hakim Jeffrey, che ha raccolto tutte le 212 preferenze.

La seduta è stata nuovamente aggiornata alle 12 di oggi (le 18 italiane), su proposta del Grand Old Party. Quella in corso è la votazione più lunga degli ultimi 164 anni. Anche qui l’elezione non è avvenuta, il fronte dei “ribelli”, però, si assottiglia. 14 dei 20 che si erano opposti a McCarthy finora hanno votato per lui, ricevendo grandi applausi. Ma non è stato sufficiente per l’elezione dello speaker.

Al 13esimo tentativo sono stati solo 6 i “ribelli” che non hanno concesso il voto, ottenendo 214 voti.

A poche ore dalla nuova seduta, tuttavia, sembravano emergere i contorni di un possibile accordo: McCarthy avrebbe offerto modifiche delle regole alle resistenze conservatrici per dare loro più potere di plasmare la legislazione e di estrometterlo dall’incarico. Lo scrive il Washington Post citando tre fonti informate: alcuni dei “ribelli” avrebbero acconsentito a sostenere McCarthy solo dopo una “fase 1” nella quale il candidato dimostrerà di aver riacquistato “consensi” all’interno del partito. A quel punto si aprirà la “fase 2” che dovrebbe concludersi con l’elezione.

In attesa che il Congresso inizi i lavori, il presidente Joe Biden ha annunciato un nuovo pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza della frontiera col Messico. Il piano prevede l’ingresso di 30 mila migranti al mese da Cuba, Nicaragua, Venezuela e Haiti in possesso dei requisiti per due anni con permesso di lavoro. Nello stesso tempo ci sarà un giro di vite per chi entra illegalmente. Nel 2023 e nel 2024 saranno accolti inoltre sino a 20 rifugiati dall’America Latina, oltre il triplo della cifra attuale.

L’assalto a Capitol Hill

Mentre le votazioni proseguono, ieri si ricordava il secondo anniversario dell’assalto a Capitol Hill orchestrato dai sostenitori di Donald Trump contro l’allora entrate presidente Joe Biden.

Biden ha ricordato che la democrazia “non è garantita: va guadagnata, difesa e protetta. Non c’è posto in America per l’intimidazione e la violenza politica“. Il presidente degli States ha poi aggiunto che quella odierna è “la giornata per celebrare gli eroi del 6 gennaio. Grazie, siete dei patrioti” ricordando i funzionari e gli agenti che hanno fatto sì che il voto espresso dalle urne non venisse ribaltato con la forza.

di: Alessia MALCAUS

aggiornamento di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/JIM LO SCALZO