Lavrov ha accusato l’Occidente di aumentare il rischio di un conflitto globale

I lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York proseguono con il Consiglio di Sicurezza.

È intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

«La posizione del governo italiano guidato dal primo ministro Giorgia Meloni sull’aggressione russa all’Ucraina è chiara e molto nota – ha affermato Tajani – Siamo dalla parte dell’Ucraina, un popolo invaso che lotta per difendere la propria libertà e sovranità. Vogliamo una pace giusta per l’Ucraina. Pace giusta significa libertà per l’Ucraina. Volodymyr Zelensky e il popolo ucraino sanno che l’Italia è con loro e sarà con loro. Per loro, ma per l’Italia stessa. Siamo molto preoccupati per la situazione relativa alla sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia: dobbiamo continuare a sostenere il lavoro dell’Aiea, per evitare una nuova Chernobyl».

L’intervento di Scholz

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito Vladimir Putin “imperialista”.

 «La ragione delle continue sofferenze in Ucraina e nel mondo è semplice e sconvolgente: il presidente russo vuole portare avanti il suo piano imperialista per conquistare il suo vicino sovrano, l’Ucraina» ha dichiarato Scholz, denunciando che “moltissimi bambini ucraini sono stati rapiti, le truppe russe hanno ucciso, stuprato e torturato”.

«Stanno minando intere regioni, trasformando i campi di grano in trappole mortali» ha proseguito il cancelliere tedesco, che incitato Putin a rispettare la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul ritiro delle truppe e la fine del conflitto.

«Niente suona più forte oggi del silenzio della Russia in risposta a questo appello globale per la pace – ha affermato Scholz – La pace senza libertà è oppressione. La pace senza giustizia è dittatura. Quanto più saremo uniti nel respingere l’aggressione russa, tanto prima finirà questa guerra».

Scholz, inoltre, ha chiesto una riforma del Consiglio di Sicurezza.

L’intervento di Blinken

È stata, poi, la volta del segretario di Stato Usa Antony Blinken. «Un messaggio chiaro non solo per la Russia. Ci difenderemo, non resteremo in attesa in caso di sfide alle nostre regole» ha affermato Blinken.

L’intervento di Lavrov

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov è intervenuto al Consiglio di Sicurezza.

«Crescono i rischi di un conflitto globale – ha dichiarato Lavrov – Per fermarli, per indirizzare gli eventi in una direzione pacifica, la Russia ha insistito e insiste affinché tutte le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite siano rispettate e applicate non selettivamente, ma nella loro interezza e interconnessione, compresi i principi di uguaglianza sovrana degli Stati, di non ingerenza nei loro affari interni, di rispetto dell’integrità territoriale e del diritto dei popoli all’autodeterminazione».

Lavrov ha, poi, dichiarato che qualsiasi governo “anti russo” è un “pupazzo” degli Stati Uniti, suggerendo che Washington potrebbe “ordinare” a Zelensky di negoziare con Mosca. Il ministro degli Esteri russo, inoltre, ha accusato l’Occidente di aumentare il rischio di un conflitto globale. Ha, poi, accusato la Nato di essersi rifiutata di impegnarsi nel dialogo che avrebbe potuto evitare l’escalation della tensione in Europa.

«Il diritto di veto è uno strumento legittimo – ha affermato Lavrov – Mosca non rifiuta il negoziato, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha firmato un decreto per vietare un dialogo col presidente Putin». Secondo Lavrov, inoltre, i Paesi occidentali che hanno interrotto l’attuazione degli accordi di Minsk sono responsabili del “crollo dell’Ucraina” e dell’“incitamento alla guerra civile”.

L’intervento di Zelensky

È iniziato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, una sessione speciale dedicata all’Ucraina. Per primo ha preso la parola il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky.

«L’Ucraina ha diritto di difendersi» ha dichiarato Zelensky, che ha ringraziato i Paesi che sostengono Kiev.

«A Mosca ci sono individui che si basano sull’odio e sulla guerra – ha dichiarato Zelensky – Quello che abbiamo osservato nell’Onu è che in caso di violazioni dei diritti umani il diritto di veto dovrebbe essere sospeso automaticamente. Il potere di veto della Russia ostacola le iniziative sull’Ucraina e frena le iniziative per la pace. Ci dovrebbe essere una metodica per prevenire l’aggressione alla sovranità di uno Stato». Per questo Zelensky ha chiesto una riforma dell’Onu per “escludere gli aggressori”. Secondo il leader ucraino Mosca detiene il seggio “illegalmente”.

«L’umanità non ha più speranza nelle Nazioni Unite quando si parla di ricerca della pace e della difesa» ha affermato il leader ucraino, secondo il quale è importante affrontare le questioni “senza retorica” ma anche “senza trovare compromessi con gli uccisori” perché “le vite dovrebbero essere difese senza compromessi”.

«La maggior parte del mondo riconosce la verità su questa guerra. Ci sono stati 574 giorni di dolore, perdite e lotta» ha affermato Zelensky, secondo cui Mosca ha ucciso almeno “decine di migliaia di ucraini e trasformato milioni in rifugiati».

La richiesta del presidente ucraino è “il completo ritiro delle truppe russe, compresa la flotta del Mar Nero e le forze mercenarie e paramilitari, da tutto il territorio nazionale ucraino riconosciuto dalla comunità internazionale”.

Zelensky ha, poi, rilanciato la sua formula di pace in 10 punti e ha chiesto agli altri Paesi di sostenerlo. Il presidente ucraino ha lasciato l’aula prima dell’intervento del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

I bilaterali di Meloni

A margine degli interventi la premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha incontrato anche i leader di Ruanda, Canada, Algeria e Malawi.

Durante il colloquio con il presidente del Ruanda Paul Kagame la premier sottolineato il suo interesse ad approfondire la collaborazione tra i due Paesi, a partire dai settori dei biocarburanti e dell’innovazione. Kagame ha espresso apprezzamento per il “cambio di paradigma” che l’esecutivo italiano ha adottato nei confronti dell’Africa. I due leader hanno, poi, concordato di affrontare insieme le sfide e le opportunità offerte dai flussi migratori.

Durante il colloquio con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune è stata espressa “grande soddisfazione” per la solidità dei rapporti bilaterali. Sul tema dei flussi migratori sembra esserci “ottima sintonia” tra i due leader, che hanno prospettive condivise sull’Africa.

Stando a quanto riporta una nota, citata da RaiNews, nell’incontro con il primo ministro canadese Justin Trudeau è stato affrontato il tema della collaborazione tra i due Paesi in ambito G7, in vista della prossima Presidenza italiana e quella successiva, tenuta dal Canada.

Nel colloquio tra la premier e il presidente del Malawi Lazarus McCarthy Chakwera il leader africano ha manifestato il proprio apprezzamento per “l’attenzione strategica” riservata all’Africa dall’esecutivo di Roma e ha “profonda gratitudine” per i progetti di collaborazione allo sviluppo a favore del Malawi.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI