Previsto in tarda serata (ora italiana) l’intervento di Giorgia Meloni
Appuntamento al Palazzo di Vetro dove proseguono le audizioni dei rappresentanti dei membri delle Nazioni Unite. Ieri l’apertura di Biden, seguita dall’intervento di Zelensky che ha chiesto sostegno e un vertice di pace internazionale, ribandendo la dura condanna alla Russia.
Anche se pare che Zelensky e Lavrov siederanno allo stesso tavolo del Consiglio di Sicurezza, l’Assemblea non sarà occasione per il ministro degli Esteri russo di incontrare separatamente fuzionari americani né la delegazione ucraina.
La presidente Meloni è arrivata ieri, partecipando alla deposizione di corone davanti al Columbus Monument. In quell’occasione ha risposto alle domande dei cronisti sull’immigrazione in Italia.
Guterres sul clima
Nella mattinata newyorchese la parola va al segretario delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che preme l’acceleratore sul clima. L’uomo, dice, “ha aperto le porte dell’inferno, il caldo terribile sta avendo effetti devastanti, agricoltori sconvolti che guardano i raccolti portati via dalle inondazioni, migliaia di persone fuggono spaventate mentre infuriano incendi storici“.
Ricordando ai leader che “il futuro dell’umanità è nelle vostre mani“, Guterres sa che “un vertice non cambierà il mondo“, ma prova a dare slancio ai Paesi, invitando i Governi dei Paesi sviluppati a raggiungere lo zero netto di emissioni “il più vicino possibile al 2040” e le economie emergenti al 2050.
Per farlo ci sarà bisogno di “piani credibili per l’uscita dal carbone entro il 2030 per i paesi Ocse ed entro il 2040 per il resto del mondo, mettendo fine ai sussidi ai combustibili fossili e fissando obiettivi ambiziosi in materia di energie rinnovabili“.
L’Iran chiede la rimozione delle sanzioni
Fra i sorvegliati speciali dell’Assemblea c’è l’Iran. Il presidente Raisi ha preso la parola chiedendo che gli Usa eliminino le sanzioni nei confronti del suo Paese perché “non hanno prodotto i risultati sperati” ed “è ora che gli Stati Uniti scelgano di stare dalle parte giusta“. Critiche anche per il sostegno all’Ucraina che soffierebbe sul “fuoco della violenza per indebolire i Paesi europei“, anche se Teheran si è detta disponibile ad un accordo di pace.
Gli interventi di oggi
Dalle 14 (ore italiane) gli interventi di Seychelles, Ruanda, Cipro, Namibia, Romania, Suriname, Bosnia ed Erzegovina, Ghana, Lituania, Ecuador, Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Guyana, Croazia, Angola, Lettonia, Corea del Sud, Tagikistan e Honduras.
Dalle 21 italiane la sessione pomeridiana con Estonia, Comore, Repubblica Dominicana, Moldavia, Sierra Leone, Monaco, Cile, Mongolia, Mauritania, Liberia, Repubblica Democratica del Congo, Eswatini, Isole Marshall, Botswana, Italia, Spagna, Sao Tome and Principe, Belgio, Libano e Libia.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/JUSTIN LANE