Richiesto il rinvio a giudizio per Iervolino, ex proprietario dell’università telematica Pegaso, per il segretario generale della Cisal Cavallaro e per alcuni vertici del ministero del Lavoro
A Napoli, a seguito di un’inchiesta della Guardia di Finanza, 7 persone sono state indagate per concorso in corruzione aggravata presunta corruzione al Ministero del Lavoro. Tra loro c’è anche il presidente della Salernitana ed ex proprietaria dell’Università telematica Pegaso Danilo Iervolino.
Tra gli indagati compaiono anche il segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro, la segretaria generale del ministero del Lavoro Concetta Ferrari e Fabia D’Andrea, all’epoca dei fatti vice capo di Gabinetto del ministro del Lavoro, Mario Miele, presidente del consiglio di amministrazione del Centro autorizzato di assistenza fiscale Cisal srl, ex consigliere di amministrazione dell’Università Mercatorum e attuale dirigente della Salernitana, Francesco Fimmanò, che avrebbe avuto il ruolo di mediatore e il figlio della segretaria generale del ministero del Lavoro Antonio Rossi.
L’ipotesi di reato, come riferisce Fanpage.it, è “di corruzione di una persona incaricata di un pubblico servizio per un atto contrario ai suoi doveri con l’aggravante che il reato sarebbe stato commesso in concorso da diverse persone”.
Secondo l’accusa gli atti sarebbero stati commessi per ottenere il parere favorevole, prima negato, alla divisione del patronato Encal-Inpal in Encal-Cisal e Inpal, pur conservandone i vantaggi economici e patrimoniali. Il 18 gennaio 2018 l’ufficio legislativo del ministero, infatti, disse no alla forma di scissione proposta da Cavallaro, ma nel giugno 2019 il ministero diede, invece, parere favorevole. Per la Procura di Napoli questo sarebbe avvenuto ai favori riservati, in particolare, a Ferrari. Secondo gli inquirenti Cavallaro, in cambio di vantaggi per la sua Cisal, avrebbe offerto a Ferrari e a D’Andrea alcune “utilità” come l’assunzione del figlio della Ferrari alla Pegaso. La Guardia di Finanza, però, ha vagliato anche altri episodi come una vacanza a Tropea di Ferrari e del marito, una borsa e cravatte griffate, il noleggio di una barca e di un’auto.
Il nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf di Napoli ha già eseguito il sequestro preventivo nei confronti del figlio di Ferrari per 68mila euro, pari ai compensi netti percepiti come professore dalla Pegaso dall’1aprile 2019 al 10 giugno 2022. L’iscrizione nel registro degli indagati, viene riferito, risale a oltre un anno fa.
I magistrati, il sostituto procuratore Henry John Woodcock e il procuratore aggiunto Sergio Ferrigono, hanno chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati. Il prossimo 24 novembre è prevista l’udienza preliminare.
«Prediamo atto della diffusione, tardiva e non casuale, di questa notizia – ha dichiarato il legale di Concetta Ferrari Alessandro Diddi contattato dall’ANSA- Peccato che siano già state chieste delle misure cautelari per gli indagati, tutte rigettate dal giudice per le indagini preliminari sia dal Tribunale delle Libertà di Napoli».
L’avvocato di Francesco Cavallaro Domenico Colaci ha dichiarato: «Colpisce il fatto che chi ha divulgato la notizia si sia guardato bene dal dire che il competente Tribunale della Libertà, con venti pagine di motivazione, ha ritenuto insufficienti finanche i semplici indizi di colpevolezza a carico del mio assistito».
L’Università Pegaso ha dichiarato che “si tratta di una vicenda precedente all’attuale gestione, per la quale è stata fornita piena collaborazione alla Procura, che ha qualificato Università Pegaso come parte lesa e si riserva di ricorrere in tutte le sedi a propria tutela”. Lo ha riportato l’ANSA.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO