L’anarchico sta scontando i 23 anni inflitti in Appello a Torino nel processo Scripta Manent

Non è finita per l’anarchico Alfredo Cospito. Dopo essere stato protagonista assoluto delle cronache italiane e non solo con il suo sciopero della fame, ora il suo caso torna a far discutere: la Procura di Torino ha infatti avanzato il ricorso in Cassazione rispetto alla sentenza di condanna firmata in appello pochi mesi fa.

Lo scorso 26 giugno la Corte d’Assise d’Appello di Torino lo aveva condannato a 23 anni di carcere nel processo Scripta Manent, riducendo quindi la pena rispetto all’ergastolo chiesto dall’accusa. All’anarchico la Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche e della lieve entità, a lui come alla compagna Anna Beniamino, condannata a 17 anni e 9 mesi.

È proprio contro queste due attenuanti che si scaglia il pg di Torino Francesco Saluzzo, che parla di una “sentenza contraddittoria e di manifesta illogicità. Nessuna particolare tenuità, nessuna lieve entità” per gli atti di Cospito che nel 2015 appose un ordigno fuori dalla Scuola Allievi dei Carabinieri di Fossano.

Mentre l’Appello ha riconosciuto la lieve entità, la Procura si appella alla Cassazione che lo aveva già classificato come “strage politica”. L’accusa preme invece sui possibili danni letali dell’ordigno, oltre che sul trascorso degli anarchici attorno ai quali Cospito gravitava che evidenzia un carattere affatto occasionale dell’attentato. Nella rivendicazione del gesto, accusa ancora la Procura, si inneggiava a “10, 100, 1000 Nassiriya“.

Cospito dopo lo sciopero della fame: come sta l’anarchico?

Dopo che la Consulta aveva aperto ad uno sconto di pena, lo scorso 19 aprile Cospito aveva interrotto lo sciopero della fame perdurato per 181 giorni e mosso per protesta contro il regime del 41-bis.

Il medico Andrea Crosignani, il 27 aprile, aveva confermato le “buone condizioni” di Cospito che “è aumentato di peso arrivando a toccare 74,7 kg“.

«Prosegue il percorso di prudente rialimentazione. Mangia cibi solidi, carne di pollo e vitello e ha ridotto gli integratori calorico-proteici» proseguiva il dottore, aggiungendo che si stava risolvendo il deficit neurologico periferico provocato dal prolungato digiuno.

Al momento Cospito sta scontando la pena nel carcere di Sassari ed è ancora in regime di 41-bis.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TINO ROMANO