Alfredo Cospito da 108 giorni porta avanti lo sciopero della fame. Intanto sale la tensione per le manifestazioni a Milano e Roma
Il personale medico dell’istituto Opera e il tribunale di sorveglianza di Milano stanno valutando il possibile trasferimento di Alfredo Cospito al reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo.
L’ipotesi del trasferimento sarebbe abbastanza concreta se l’anarchico continuasse a rifiutare gli integratori, dato che la loro interruzione, insieme allo sciopero della fame che sta portando avanti da 108 giorni, potrebbe portare a una crisi cardiaca e alla necessità di trattamenti salva vita. Al momento i parametri vitali di Cospito sono ancora compatibili con la detenzione.
Manifestazioni a sostegno dell’anarchico, tensioni a Roma e Milano
Intanto la tensione sale nelle piazze di Roma e Milano dove si attendono delle manifestazioni non autorizzate degli anarchici. Per questo da ieri sera i controlli sono aumentati a Roma e Milano.
Nella capitale la manifestazione dovrebbe iniziare alle 15 in piazza Vittorio, dove sono già stati rimossi i bidoni dell’immondizia, come anche nell’area di San Giovanni e del Pigneto dove potrebbero giungere i manifestanti.
Il tam-tam per la mobilizzazione ha viaggiato su internet. Sul sito di Rivoluzione anarchica è stato pubblicato un appello “ricevuto via mail”: «a più di 100 giorni dall’inizio dello sciopero della fame di Alfredo Cospito, estendiamo l’appello a tutti gli individui, i gruppi, le organizzazioni e i collettivi ad organizzare, nei propri territori, una mobilitazione davanti le ambasciate italiane per fare pressione sullo Stato italiano e sui carnefici di Alfredo – si legge. – Il compagno sta morendo perché lo Stato Italiano ha deciso così Questo non è solo un problema di carattere umanitario, la lotta del compagno è un appello alla rivoluzione internazionale. L’indifferenza e la passività non saranno mai nostre alleate; la solidarietà sì. Facciamo sapere allo Stato italiano che se Alfredo muore saremo il suo peggior nemico. I compagni del Cile e della Colombia saranno presenti venerdì 3 febbraio davanti alle loro ambasciate. Ci auguriamo che questa iniziativa si possa diffondere ulteriormente».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA / MASSIMO PERCOSSI