Valenti si occuperà della prima e della seconda accoglienza in 14 Regioni e nelle Province autonome di Trento e Bolzano
Valerio Valenti, già capo del Dipartimento per le libertà civili, è il nuovo commissario per l’emergenza migranti. L’intesa, che prevede la gestione della prima e seconda accoglienza, è stata firmata da quasi tutte le amministrazioni tranne quattro Regioni guidate da giunte di centro-sinistra (Emilia Romagna, Toscana, Campania e Puglia) che non hanno accettato il commissariamento delle proprie competenze.
A supporto di Valenti nel suo nuovo ruolo ci sarà una struttura composta da un massimo di 15 unità di personale già in servizio presso il ministero dell’Interno. Tra i compiti assegnati al nuovo commissario e alla sua squadra ci sono: il coordinamento delle attività volte all’ampliamento della capacità del sistema di accoglienza; il coordinamento dell’attività per l’accoglienza dei migranti in strutture provvisorie, nelle quali siano assicurati il vitto, l’alloggio, il vestiario, l’assistenza sanitaria e la mediazione linguistico-culturale; la ricerca di nuove e migliori soluzioni per assicurare un servizio continuativo di trasporto marittimo e aereo, dagli hotspot ai territori dove saranno individuati i centri e le strutture di accoglienza.
Il commissariamento e la nomina di Valenti arrivano dopo che lo scorso martedì, su richiesta del ministro del Mare e della Protezione Civile Nello Musumeci, il Consiglio dei Ministri aveva proclamato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale che, stando a quando riferito da fonti interne, durerà 6 mesi.
L’opposizione, tuttavia, non è d’accordo con questa decisione e i primi risultati cominciano a vedersi.
Piantedosi: stato di emergenza utile a gestire gli arrivi
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di difendere la decisione dello stato d’emergenza. «Si è fatto ricorso allo stato di emergenza anche per i profughi ucraini per avere strumenti di gestione del fenomeno adeguati al forte impatto degli arrivi concentrati di persone – spiega il ministro. – Se in un fine settimana ne arrivano 6mila sfido chiunque con strumenti ordinari a trovare un’adeguata sistemazione». Piantedosi ne ha parlato al convegno organizzato dal sindacato di polizia Coisp, e ha sottolineato che “l’emergenza non è una qualificazione del fenomeno ma è uno strumento tecnico per avere una gestione adeguata dell’accoglienza“.
In merito alla protezione speciale il ministro si è detto convinto “che i lavori parlamentari riusciranno a trovare il giusto punto di equilibrio tra il rispetto degli obblighi umanitari e costituzionali, ma nello stesso tempo senza svilire l’alto valore di un istituto giuridico trasformandolo in un meccanismo surrettizio di elusione dell’accesso al soggiorno nel territorio nazionale“.
di: Alessia MALCAUS
aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/ALICE FUMIS