L’anarchico, in sciopero della fame da più di 10 giorni, vuole sospendere anche l’assunzione degli integratori
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio riferirà alle 18 di oggi, mercoledì 1 febbraio, alla Camera sulla vicenda di Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto in regime di 41bis nel carcere milanese di Opera. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Cospito ha deciso di portare avanti lo sciopero della fama e di interrompere gli integratori. Lo ha riferito il suo legale, Flavio Rossi Albertini.
L’avvocato ha dichiarato che il suo assistito è stato visto da una “sostituta processuale che ho nominato, che lo ha trovato provato e ha appreso che ha deciso di interrompere gli integratori. Questa decisione mi inquieta, spero di farlo recedere”.
Dopo un acceso dibattito a Montecitorio sulla vicenda, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha annunciato la nomina di un giurì d’onore incaricato di verificare la correttezza delle affermazioni dei deputati.
Il parlamentare di Fdi Donzelli difende però le sue scelte. «Non erano intercettazioni, ma una conversazione captata in carcere e inserita in una relazione del ministero della Giustizia del cui contenuto, in quanto parlamentare, potevo essere messo a conoscenza. Paradossale che i parlamentari del Pd, invece di spiegare perché sono andati a trovare Cospito e cosa pensano del 41 bis, attacchino me», ha detto al Corriere della Sera. E poi ha aggiunto che non ha violato segreti: «non mi hanno dato nessun documento riservato. Volendo approfondire la vicenda Cospito, ho chiesto notizie dettagliate al sottosegretario Andrea Delmastro. Chi non ha senso delle istituzioni è chi è andato a trovare Cospito perché, nonostante sia prerogativa dei parlamentari far visita ai detenuti per verificarne le condizioni l’esito della visita qual è stato? Il 41 bis mette in sicurezza lo Stato e viene riconosciuto non da un governo, ma dai giudici, nella loro autonomia. Nel caso di Cospito, poi, la firma sotto il provvedimento l’ha messa un ministro di un governo del quale il Pd faceva parte, mentre noi eravamo all’opposizione. Ma noi difendiamo le istituzioni dell’Italia, non una parte».
Donzelli ha concluso che dal Giurì andrà “volentieri”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/JESSICA PASQUALON