Il portavoce della Campagna No Profit on Pandemic sottolinea come la priorità delle multinazionali farmaceutiche sia spartirsi una torta di profitti da 52 miliardi di dollari: “con il vaiolo si sta ripetendo la stessa scena, bisogna sospendere i trattati in materia di proprietà intellettuale”
In Italia, nel pieno della campagna elettorale, la pandemia non sembra più essere una priorità. Tuttavia l’emergenza non sarebbe affatto conclusa: da gennaio ad ora, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre un milione di persone nel mondo ha perso la vita a causa del Covid e una nuova variante, in arrivo dall’India ma già presente negli Stati Uniti e altri 35 Paesi dallo scorso maggio – la variante BA.2.75, rinominata “Centaurus” – fa tremare. In questo contesto, la partita è giocata dalle multinazionali del settore farmaceutico.
Ad affermarlo è Vittorio Agnoletto, rappresentante di Medicina Democratica e portavoce della Campagna Europea Diritto alla Cura – No Profit on Pandemic: «non ci si può distrarre affatto, perché la gente continua a morire di Covid-19 e delle sue multiformi varianti e, mentre la curva contagi risale anche in Italia, assistiamo allo scempio della guerra a carte bollate fra Moderna e Pfizer Biontech: in gioco i profitti miliardari dei brevetti dei vaccini! Non ci interessa entrare nel merito dell’accusa che Moderna fa a Pfizer di aver utilizzato i suoi brevetti a tecnologia mRNA senza pagare pegno: non è la salute della gente in primo piano ma i profitti pazzeschi e una torta multimiliardaria di almeno 52 miliardi di dollari da spartirsi!».
E aggiunge: «occorre urgentemente modificare i trattati commerciali in materia di proprietà intellettuale e sospendere, almeno temporaneamente, i brevetti dei vaccini e dei farmaci anti Covid, ma non solo. Infatti, per quanto riguarda il vaiolo, si sta ripetendo la stessa situazione: un’azienda danese, la Bavarian Nordic, ne possiede il brevetto, ed è l’unica che lo può produrre, imponendo prezzi molto alti per una produzione che già oggi risulta quantitativamente insufficiente. La sospensione dei brevetti, a cominciare da quelli contro il Covid-19, è indispensabile per consentire la produzione e l’utilizzo di vaccini e farmaci anche nei Paesi del Sud del mondo, dove addirittura due terzi dei sanitari e tre quarti degli anziani non sono stati ancora vaccinati contro il Covid-19, come denunciato dal direttore generale OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus».
Il nodo degli accordi commerciali internazionali nell’ambito dei vaccini, dunque, come più volte denunciato dalla Campagna Diritto alla Cura, torna a diventare un tema caldo.
di: Alessia MALCAUS
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