Incendi in alcune camere, una quarantina di stranieri in rivolta; un uomo è ricoverato per intossicazione
Tensione questa notte a Milano per alcuni tafferugli avvenuti nel Centro per il rimpatrio dei migranti di via Corelli. Nella notte una quarantina di residenti in attesa del rimpatrio hanno inscenato una protesta al termine della quale è stato appiccato il fuoco in alcune camere. Costretta a intervenire, la polizia è riuscita a ristabilire la calma solo all’alba.
Gli scontri tra cittadini in attesa di rimpatrio e polizia hanno coinvolto due blocchi della struttura. Durante questi sarebbe stato dato fuoco a lenzuola e materassi all’interno di alcune camere, rendendo temporaneamente inagibili due padiglioni. Un uomo è stato trasportato all’ospedale Fatebenefratelli per sintomi da intossicazione, altri 7 sono stati assistiti sul posto. Una situazione di tensione simile si è verificata anche in via Cagni. Qui oltre 600 cittadini stranieri si erano radunati sempre durante la notte davanti alla caserma Annarumma. L’assembramento è stato sciolto intorno alle 6:30.
Già bersaglio di critiche
Non è la prima volta che il Cpr di Via Corelli finisce al centro di proteste e critiche dei suoi fruitori. Un anno fa il deputato oggi gruppo misto Gregorio de Falco lo aveva definito: «un istituto che non può funzionare. Incompatibile col principio stesso della democrazia e dello Stato di diritto».
di: Caterina MAGGI
FOTO: ANSA