Scaduto l’accordo sul grano: Russia non rinnova. Putin attacca i leader occidentali.

Secondo quanto riportano media russi e ucraini sul Ponte di Crimea durante la notte tra il 16 e il 17 luglio si sono verificate due esplosioni che hanno provocato almeno due vittime. Da parte russa le autorità parlano di un'”emergenza” sulla struttura che ne ha provocato la chiusura al traffico, l’agenzia Rbc Ukraine e il canale Grey Zone hanno dato notizia delle esplosioni avvenute alle 3:04 e alle 3:20 ora locale e riferito che le vittime erano due persone che viaggiavano in auto e sono morte a causa del crollo di una campata del ponte. Il leader regionale russo Sergey Aksyonov su Telegram aveva scritto che “traffico è stato interrotto sul Ponte di Crimea: si è verificata un’emergenza nell’area del 145mo supporto dalla regione di Krasnodar; le forze dell’ordine e tutti i servizi responsabili sono al lavoro“.

Il portavoce del Servizio di sicurezza civile ucraino (Sbu), Artem Dekhtyarenko, ha confermato la responsabilità dell’attacco al ponte: «tutti i dettagli dell’incidente sul ponte di Crimea della notte scorsa saranno rivelati dopo la vittoria dell’Ucraina sulla Russia. Nel frattempo, osserviamo con interesse come uno dei simboli del regime di Putin non sia riuscito ancora una volta a resistere agli attacchi», ha concluso.

Scaduto l’accordo sul grano

È scaduto oggi l’accordo sul grano tra Russia e Ucraina.

Il Cremlino ha infatti comunicato che non ha nessuna intenzione di rinnovarla, almeno fino a quando non “saranno soddisfatte tutte le condizioni”. Un portavoce ha spiegato ai media russi che Mosca ha notificato la decisione a Turchia, Ucraina e Onu. Le diplomazie sono al lavoro da giorni in quanto l’intesa è considerata cruciale per evitare una crisi alimentare mondiale.

«Al momento non si parla di ulteriori misure di sicurezza dopo l’attacco al ponte di Crimea. Allo stesso tempo, sapete che c’è anche un flusso turistico, sapete che ci sono code. Questo è stato discusso più volte in un incontro con il presidente e si è detto che il compito principale è garantire la sicurezza», ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin.

Lo ha riportato Interfax.

«L’iniziativa del Mar Nero, che sta per entrare nel suo primo anno, è passata alla storia come un importante successo diplomatico. Sono state spedite più di 33 milioni di tonnellate di prodotti cerealicoli. A molti Paesi è stato impedito di essere trascinati in una crisi alimentare. Grazie a tutte le parti coinvolte. Credo che il presidente Putin voglia che questo ponte umanitario continui. Quando tornerò dal mio viaggio, avrò un incontro con il presidente russo. Parleremo di questo argomento quando ci incontreremo ad agosto in Turchia», ha detto Recep Tayyip Erdogan, presidente turco.

È arrivata però subito dopo la risposta della Russia: la decisione sull’accordo è definitiva e non sono previsti negoziati. Lo ha dichiarato la missione russa alle Nazioni Unite, come riportato dal Kommersant.

L’intervento di von der Leyen

“Condanno fermamente la mossa cinica della Russia di porre fine all’iniziativa per i cereali del Mar Nero, nonostante gli sforzi delle Nazioni Unite e della Turchia”. L’Ue sta lavorando per garantire la sicurezza alimentare per le persone vulnerabili in tutto il mondo. I corridoi di solidarietà Ue continueranno a portare i prodotti agroalimentari dall’Ucraina ai mercati globali”. A scriverlo in un tweet è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Anche Zelensky è intervenuto: «l’Ucraina è pronta a continuare le esportazioni nonostante l’uscita della Russia dall’accordo sul grano. C’erano due accordi, uno tra Ucraina, Turchia e Onu e l’altro tra Russia, Turchia, Onu, questo significa che la Russia sta violando gli accordi con il segretario generale dell’Onu Guterres e con il presidente Erdogan, non con noi», ha detto Zelensky.

Anche l’ambasciatore Usa ha detto all’Onu: «la decisione della Russia è un atto di crudeltà».

Russia: “attacco al ponte guidato da Regno Unito e Stati Uniti”

«Il regime di Kiev guidato da Washington e Londra è un regime terroristico che porta tutti i segni di un gruppo criminale organizzato internazionale. L’attacco di oggi al ponte di Crimea è stato condotto dal regime terroristico di Kiev. Le decisioni sono prese da funzionari e militari ucraini con la partecipazione diretta dei servizi segreti e dei politici statunitensi e britannici. Gli Stati Uniti e il Regno Unito gestiscono questa struttura terroristica di tipo statale», ha detto Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo sul suo canale Telegram.

«I terroristi sono degli insetti e vanno distrutti con metodi disumani perché capiscono solo il linguaggio della forza», lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev.

Putin: “Se usate contro di noi utilizzeremo armi a grappolo”

Vladimir Putin, presidente russo, ha comunicato in un’intervista alla tv Rossiya-1 che la Russia ha una “scorta sufficiente” di munizioni a grappolo riferendo che il Paese “si riserva il diritto di intraprendere azioni reciproche” se l’Ucraina utilizzerà le armi controverse.

“Non l’abbiamo fatto, non le abbiamo usate e non ne abbiamo avuto bisogno“, ha detto Putin commentando la consegna di munizioni a grappolo all’Ucraina da parte degli Usa.

Zuppi negli Stati Uniti

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sta continuando la sua missione di pace per l’Ucraina inviato dal Papa. La Santa Sede fa sapere che “nei giorni 17-19 luglio, accompagnato da un Officiale della Segreteria di Stato, viaggerà a Washington quale Inviato del Santo Padre Francesco”.

Oggi l’incontro tra Stoltenberg e Meloni

Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, incontrerà oggi, 17 luglio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Bruxelles. A comunicarlo è la Nato.

Zelensky: “la sicurezza in Europa inizia con nostra sovranità”

«Oggi celebriamo il 33° anniversario della Dichiarazione di sovranità dell’Ucraina. Il 33° di tanti, tanti anniversari simili che l’Ucraina deve ancora celebrare. Il nostro paese non rinuncerà mai alla sua sovranità. Questo è già ovvio per tutti nel mondo. E qualunque sia il terrore russo, sappiamo che la libertà ucraina sarà ancora preservata e prevarrà ancora», ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky in un video messaggio.

«Ogni anno, l’Ucraina non farà che rafforzarsi e aiutare altre nazioni libere a proteggere la loro sovranità e costruire una sicurezza comune. L’Ucraina può farlo. Può perché le linee e le parole dei nostri documenti di stato fondamentali sono sostenute dalla forza e dalla determinazione del nostro popolo. Milioni di ucraini per i quali la libertà del nostro stato è la loro libertà personale. Onorando la libertà ucraina, la sovranità ucraina e la forza ucraina, onoriamo sempre i nostri eroi. Persone diverse che hanno combattuto e stanno ancora combattendo per l’Ucraina e alle quali dobbiamo la nostra libertà”. “L’Ucraina garantirà vera libertà e sicurezza per tutta l’Europa dal terrore russo. La sicurezza del nostro continente inizia qui con la sovranità e la forza dell’Ucraina».

Putin: i politici europei fanno tutto quello che gli Usa chiedono

«A volte sembra che loro (i politici europei) stiano facendo quello che gli viene detto dall’estero. Se gli viene detto domani: ‘Abbiamo deciso di impiccarvi tutti!’ faranno solo una domanda, con gli occhi bassi per la sorpresa della loro audacia: ‘Possiamo farlo con l’aiuto di corde fatte in casa?’. Ma penso che sarebbe un fiasco per loro perché è altamente improbabile che gli americani rifiutino un contratto così grande per la loro industria tessile» queste, secondo quanto riportato dalla Tass le parole del presidente russo Vladimir Putin.

Al fronte

Fino a questo momento le forze ucraine hanno liberato circa 31 chilometri quadrati di territorio nell’area di Bakhmut, di cui 7 la scorsa settimana. La viceministra della Difesa ucraina, Hanna Malyar, ha comunicato su Telegram che la situazione resta ancora difficile.

Nel frattempo un allarme antiaereo è stato lanciato in 8 regioni dell’Ucraina, inclusa quella di Kiev. È quanto riporta il Ministero della trasformazione digitale ucraino. Il segnale di avvertimento è risuonato nelle regioni ucraine di Kiev, Chernihiv, Kharkiv, Dnepropetrovsk, Poltava, Cherkasy, Sumy e Kirovohrad verso le 10 del mattino dopo l’attacco al ponte.

Al fianco delle forze ucraine, nella Legione Internazionale di difesa territoriale, stanno combattendo anche i volontari ceceni, contrapposti alle milizie di Kadyrov che invece aiutano l’esercito russo. I ceceni sostenitori di Kiev sul campo sono circa 500 e sono schierati sul fronte orientale.

di: Flavia DELL’ERTOLE

Aggiornamento di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/EPA/SERGEJ BOBYLEV