La notizia è stata diffusa dal quotidiano francese Le Figaro, l’attore nega ogni accusa
L’attore francese Gerard Depardieu è stato accusato di violenza sessuale da 13 donne. La notizia rimbalza in tutti i giornali francesi e il primo a diffonderla è stato Le Figaro, citando il sito investigativo Mediapart.
Secondo quanto emerge il celebre attore 73enne, che il 10 marzo aveva visto confermare dalla Corte d’Appello di Parigi l’incriminazione per “stupro” e “aggressione sessuale” avvenute nel 2018 denunciate dell’attrice Charlotte Arnould, ha visto testimoniare in tribunale altre tre vittime che hanno raccontato di aver subito molestie sessuali ma non aver denunciato l’accaduto.
Una 24enne ha raccontato di essere stata aggredita durante le riprese del film “La casa grande“, spiegando che l’attore “è diventato aggressivo, ha cercato di togliermi le mutandine. Ho capito che non stava interpretando il suo personaggio. Se non l’avessi fermato, avrebbe funzionato“
Secondo quanto scrive Le Figaro “le violenze sono avvenute sul set di undici film e in luoghi all’aperto. Secondo quanto riferito, tre di queste donne hanno testimoniato in tribunale senza sporgere denuncia” e “alcuni si sono arresi, altri non ci hanno nemmeno pensato. In questione, la sensazione che la loro parola peserebbe poco contro il monumento del cinema francese. E che potrebbe anche firmare la fine della loro carriera“. Il giornale ha inoltre spiegato che alcuni attrici hanno chiesto l’anonimato, altre hanno chiesto uno pseudonimo.
L’attrice Sarah Brooks ha accusato Depardieu di un tentativo di contatto che avrebbe addirittura provocato risate e imbarazzo da parte della troupe cinematografica, parlando di una violenza compiuta “alla luce del sole”. L’inchiesta avrebbe inoltre ricostruito una vicenda del 2007, quando il regista Fabien Onteniente avrebbe denunciato il comportamento inappropriato di Gérard Depardieu al suo direttore del casting.
Da par sua l’attore nega ogni accusa tramite i suoi avvocati, che dichiarano: «nega formalmente tutte le accuse e si affida agli avvocati per eventuali cause di diffamazione».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/CLEMENS BILAN