Nessuna responsabilità umana dietro alla valanga che lo scorso luglio provocò la morte di 11 persone

Erano da poco passate le 13,40 di domenica 3 luglio del 2022 quando il seracco della calotta sommitale del ghiacciaio della Marmolada, poco sotto Punta Rocca, crollava provocando una delle valanghe più imponenti degli ultimi anni, anche per numero di vittime. I morti furono 11, 8 i feriti. Oggi, 21 giugno 2023, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trento Enrico Borrelli ha stabilito che a provocare la tragedia è stato un “crollo imprevedibile”.

Nessuno zampino umano dunque dietro al distacco di 6.480 metri cubi di materiale dalla Marmolada. A causare la valanga sarebbe invece stata una commistione di fattori naturali: lo scioglimento della neve in superficie, la formazione di torrenti sotto il ghiaccio e l’apertura di crepe.

Nei giorni precedenti al crollo si erano registrate temperature anomale molto alte anche per la stagione estiva, tanto che l’inchiesta aperta aveva lo scopo di verificare se non fosse stato possibile prevedere o in qualche modo arginare la tragedia.

I periti Carlo Baroni dell’Università di Siena e Alberto Bellin dell’Università di Trento hanno invece riportato che “la temperatura non avrebbe causato il crollo e neppure avrebbe di per sé dovuto allarmare, attesa l’assenza di segnali premonitori osservabili macroscopicamente. Il peggioramento delle condizioni del ghiaccio è un fattore rilevabile a posteriori e ciò contribuisce a confermare l’ipotesi di una imprevedibilità dell’evento“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/SOCCORSO ALPINO