I partiti ricevuti al Colle da Mattarella. Autonomie e Gruppo Misto verso il no alla fiducia. Calenda: “all’opposizione senza sconti”
Fra polemiche e incertezze, è arrivato il giorno delle consultazioni: da questa mattina i partiti sono chiamati al Quirinale per discutere della formazione del nuovo Governo, che secondo molti potrebbe prestare giuramento già domenica.
Consultazioni: la road map
Sergio Mattarella sentirà al telefono l’ex capo di Stato Giorgio Napolitano, prima di ricevere nello Studio alla vetrata al Quirinale il presidente del Senato Ignazio La Russa alle 10 e il presidente della Camera Lorenzo Fontana alle 11.
Alle 12 comincerà poi la sfilata dei partiti, con i gruppi Per le Autonomie e Misto del Senato alle 12 e alle 12.30. Si riprende poi dopo la pausa, dalle 16 alle 19, quando Mattarella riceverà tutti gli altri partiti, uno ogni mezz’ora, rispettivamente: il gruppo Misto della Camera, la componente Verdi-Sinistra, Azione-Italia Viva, Movimento Cinque Stelle e Pd.
I delegati del centrodestra saliranno al Quirinale domani 21 ottobre alle 10.30, in un unico gruppo in rappresentanza della coalizione con Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. La presenza di Silvio Berlusconi è stata confermata. Parteciperà anche la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, insieme ai presidenti dei gruppi parlamentari al Senato e alla Camera, Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida.
Già dalla serata di domani potrebbe arrivare l’incarico a Giorgia Meloni di formare il nuovo Governo. La leader di FdI si recherà quindi in Parlamento per ottenere la fiducia, prima alla Camera e poi al Senato, infine a Palazzo Chigi.
La lista dei ministri potrebbe essere presentata il giorno seguente, sabato 22 ottobre, quando Meloni potrebbe sciogliere la riserva e recarsi da Mattarella con le sue proposte per l’Esecutivo della XIX legislatura.
Consultazioni alla Vetrata
In questi giorni il presidente della Repubblica riceve partiti e figure istituzionali nello studio degli incontri ufficiali, la cosiddetta “Vetrata” adiacente alla Loggia d’onore. In un primo momento la sala era una loggia aperta, con grandi arche e cinque ampi finestroni.
In passato, quando al Quirinale risiedevano i papi, questo studio era la camera da letto estiva del Pontefice. In seguito, divenne camera da pranzo dell’imperatore, per poi diventare studio alla fine dell’800 con re Umberto I.
La Russa e Fontana al Quirinale
Il primo cui Mattarella dà udienza è il numero due dello Stato, il presidente del Senato. «Non c’è molto da aggiungere – ha dichiarato La Russa riuscendo nella Loggia d’Onore con la stampa. – È stato un colloquio molto cordiale ed è sempre emozionante stare col Presidente». Nessuna dichiarazione, invece, dal presidente della Camera Lorenzo Fontana.
Parlano le Autonomie
«È chiaro che che visto l’esito delle elezioni è giusto che Giorgia Meloni sia incaricata Presidente del Consiglio, ma, per quanto riguarda la fiducia il nostro orientamento è quello di votare contro perchè devono dimostrarci un cambio di atteggiamento ma non è ancora detta l’ultima parola e decideremo anche in base ai ministri». A parlare è la senatrice per le Autonomie Julia Unterberger al termine delle consultazioni con il presidente.
Gruppo Misto al Colle
Si presenta da Mattarella anche il gruppo misto, composto da 7 senatori, quattro di Avs e tre senatori a vita (Liliana Segre, Mario Monti e Renzo Piano). «Abbiamo cominciato ricordando che il centrodestra ha il 59% dei seggi, ma ha solo il 43% dei voti. È maggioranza assoluta in Italia solo in virtù di una legge elettorale pessima – esordisce il presidente del Gruppo Peppe De Cristofaro. – Abbiamo detto che il nostro primo impegno sarà di presentare una proposta di legge per tornare al proporzionale».
Quanto al nuovo Governo, “non daremo la fiducia” perché “non crediamo che le proposte del centrodestra possano dare soluzioni concrete“. «Abbiamo inoltre detto a Mattarella che vigileremo profondamente sulle grandi questioni, sui diritti – aggiungono. – Siamo preoccupati perché il primo atto è stato presentare un progetto restrittivo della 194. Sulla giustizia climatica non possiamo dimenticare che le destre sono state negazioniste in Italia e nel mondo».
Alleanza Verdi e Sinistra: pericolo deriva democratica
Esprimono preoccupazione anche i rappresentanti della componente Alleanza Verdi e Sinistra del Gruppo Misto, giunti al Quirinale con Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi. Il gruppo ha parlato di problemi “molto gravi e grandi” che “hanno a che fare con l’emergenza ambientale, il pericolo di una deriva democratica, la restrizione della libertà e dei diritti delle donne e la questione sociale che ci preoccupa e allerta davvero. La nostra preoccupazione e la nostra opposizione sarà davvero rigorosa ma anche propositiva sulla questione internazionale, sia sull’emergenza climatica che sulla guerra causata dalla Federazione russa“.
Terzo Polo: Azione e Italia Viva all’opposizione senza sconti
Ribadisce l’opposizione anche la delegazione di Azione-Italia Viva-R.E, di cui fanno parte Raffaella Paita, Matteo Richetti, Carlo Calenda e Teresa Bellanova.
«Azione e Italia Viva saranno all’opposizione di questo governo, senza sconti. Un’opposizione che cercherà di ingaggiare il governo su tematiche concrete» ha dichiarato Calenda.
Movimento 5 Stelle: opposizione unitaria non è nell’ordine delle cose
Giuseppe Conte è stato chiaro: diritti civili e reddito di cittadinanza non si toccano.
«Distinguiamo una politica conservatrice da una politica reazionaria – ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle – Questo centrodestra è molto distante dalle nostre sensibilità politiche. Se ci si incaponisce nel rimettere indietro le lancette delle nostre conquiste civili troveranno un muro in noi. Idem, li contrasteremo se vorranno smantellare i presidi di protezione sociale che sono assolutamente necessari per garantire coesione sociale all’intero Paese. Ci aspettiamo un esecutivo a forte vocazione europeista, una connotazione e una trazione necessaria e indiscutibile, un esecutivo che abbia chiara la collocazione euroatlantica e che sia pronto ad affrontare la crisi in atto. Un’opposizione unitaria non è nell’ordine delle cose».
Conte ha, poi, espresso perplessità sulla possibilità di affidare il ministero degli Esteri a un esponente di Forza Italia.
Pd: nuovo governo condanni senza ambiguità il comportamento di Putin
Il segretario del pd Enrico Letta si è concentrato soprattutto sulla condanna della Russia per l’invasione dell’Ucraina e sul caro energia.
«Abbiamo espresso la volontà di spingere il governo a prendere iniziative nazionali – ha dichiarato Letta – se non vi fossero scelte europee sul tetto del prezzo del gas e sul disaccoppiamento dei prezzi, per far abbassare le bollette. Se non ci sarà questa scelta a livello europeo, spingiamo per scelte nazionali anche sul tetto del gas. Chiediamo che il governo sia senza ambiguità sulla condanna alla Russia e sui comportamenti criminali di Putin e sul sostegno all’Ucraina».
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI