Oltre che sul marito e l’amico che per ultimo l’ha vista viva, gli inquirenti starebbero indagando su un collega della 32enne
È stato ascoltato dai pm Nicholas Negrini, il marito di Alice Neri, la 32enne i cui resti bruciati sono stati rinvenuti nella sua auto distrutta in una zona di campagna nel Modenese tra il 17 e il 18 novembre scorsi.
L’avvocato di Negrini fa sapere che l’uomo ha “risposto a tutte le domande” e “resta a disposizione qualora fosse necessario sentirlo nuovamente”. Chiarisce anche che “non ci sono ombre sulla sua posizione” e che trova “che l’ipotesi di un suicidio sia assolutamente da escludere”.
L’avvocato, Luca Lugari, ha aggiunto: «siamo di fronte ad un mosaico con centinaia di tasselli che gli inquirenti stanno cercando di comporre e mettere insieme. Stanno lavorando giorno e notte per arrivare ad una verità. Il mio assistito ha confermato quanto già aveva riferito ai Carabinieri, nell’immediatezza dei fatti, ha risposto in merito a tutti i suoi spostamenti. Ha un alibi e stamattina abbiamo fornito ulteriori precisazioni sugli orari e loro cercheranno di colmare i buchi di pochi minuti che ci sono. Sull’ipotesi di un terzo uomo preferisco non rispondere».
L’ipotesi del terzo uomo
Una terza persona potrebbe infatti essere coinvolta nella morte di Alice Neri: al momento, infatti, i due sospettati per il presunto omicidio erano il marito Nicolas – che ne aveva denunciato la scomparsa – e un amico, l’ultimo a vederla viva. La nuova pista, che riguarda un collega, non ha ancora avuto conferme investigative ma è emersa dopo che i carabinieri del Ris hanno fatto un sopralluogo nell’azienda in cui lavorava la vittima.
Gli inquirenti stanno inoltre concentrando la loro attenzione sulle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. In alcuni filmati ripresi dalla strada che conduce al luogo in cui l’auto di Alice Neri è stata data alle fiamme si vedrebbe una seconda auto sfrecciare via a tutta velocità.
di: Alessia MALCAUS
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA / Alice Fumis