Gli avvocati hanno fatto ricorso contro la decisione del giudice che vuol far deporre l’ex vice Mike Pence. Trump: “Macron è andato a leccare i piedi a Xi”

Donald Trump non molla: nonostante sia stato incriminato con 34 capi d’accusa, l’ex presidente ha dichiarato che “non abbandonerà mai” la corsa alla Casa Bianca.

L’ex presidente ha dichiarato che Joe Biden “non è in grado di ricandidarsi“. Il tycoon ha poi affermato che nulla gli impedirebbe di candidarsi, nemmeno una condanna: “non mi ritirerei mai, non è il mio stile”.

Pence verso la testimonianza, Trump cerca di bloccarlo

Il giudice James Boasberg, che si occupa del caso dell’assalto a Capitol Hill, ha chiesto all’ex vicepresidente Mike Pence di rispondere ad alcune domande sul tentativo di bloccare la certificazione della vittoria di Biden alle elezioni presidenziali del 2020.

Pence ha dichiarato di non voler ricorrere in appello contro la decisione del giudice, pertanto lo ha fatto il team di legali che assiste Donald Trump, impegnato dunque a fermare la testimonianza di Pence. Abc news riporta infatti la notizia che gli avvocati di Trump hanno presentato appello contro l’ordine per l’ex vice presidente Mike Pence di testimoniare davanti al procuratore speciale.

Trump a NY per un’altra causa

Nel frattempo l’ex presidente degli Stati Uniti si trova a gestire una nuova causa, quella intentata dalla procuratrice generale Letitia James contro Donald Trump, i suoi figli e la Trump Organization. La notizia è stata diffusa dalla Cnn.

Si tratta di un’accusa di coinvolgimento della famiglia Trump in una truffa decennale che avrebbe portato alla manipolazione del valore degli asset in modo da avere migliori condizioni con le banche e le assicurazioni. Secondo i commentatori Trump potrebbe avvalersi del quinto emendamento, che garantisce la facoltà di non rispondere. L’ex presidente aveva già fatto appello al quinto emendamento in agosto, quanto ha rifiutato di rispondere ad oltre 400 domande.

Chiesto il rinvio per una causa per diffamazione e aggressione sessuale

Un’altra causa sta per aprirsi per il tycoon e ne ha richiesto il rinvio. Si tratta del processo per diffamazione e aggressione sessuale ai danni di Elisabeth Jean Carroll. L’inizio del processo dovrebbe essere il 25 aprile a New York, ma dal team di legali dell’ex presidente è stato chiesto il rinvio perché l’attenzione mediatica intorno a Trump a seguito del processo legato a Stormy Daniels sarebbe ancora troppo alta. Joe Tacopina, avvocato di Trump, ha spiegato che la proroga sarebbe utile a “raffreddare” la situazione ed evitare che i giurati possano venire suggestionati e influenzati.

Tacopina nella richiesta al giudice ha scritto: «il presidente Trump è un argomento costante nei media, ma la situazione attuale è particolare perché la recente copertura mediatica fa riferimento a una presunta condotta sessuale inappropriata, lo stesso tema che è al centro di questo processo». Elisabeth Jean Carroll ha accusato l’ex presidente statunitense di averla violentata in un camerino di un grande magazzino negli anni ’90 e averla accusata di mentire in merito alla vicenda.

I commenti di Trump verso Macron

Il presidente francese è il primo bersaglio di Donald Trump che non pone un freno ai commenti poco piacevoli nei confronti dei colleghi politici mondiali. Ha imputato il capo dell’Eliseo di essere andato a “leccare i piedi” a Xi dopo la recente visita a Pechino. Trump ha utilizzato proprio questi termini un’intervista trasmessa da Fox News. La reazione della presidenza francese è stato un laconico commento: “Volgare”.

«Hai questo mondo pazzo, che sta esplodendo ovunque, e gli Stati Uniti non hanno assolutamente voce in capitolo», ha denunciato Trump. L’amministrazione Biden aveva cercato, di minimizzare la controversia, ritenendo che gli Stati Uniti avessero una “straordinaria relazione bilaterale” con la Francia.

di: Micaela FERRARO

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE e Alice GEMMA

FOTO: EPA/CJ GUNTHER