Biden: “non è momento di abbandonare l’Ucraina”. A Kiev torna la corrente ma solo due ore al giorno
“Alienare la Crimea dalla Russia è fuori discussioni“. Così risponde il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass, alla proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di restituire “la Crimea in modo non militare“. «Ma tali dichiarazioni dimostrano ancora una volta l’impreparazione, la mancanza di volontà e l’incapacità della parte Ucraina di essere pronta a risolvere il problema con metodi non militari», ha aggiunto Peskov.
In un’intervista al Financial Times, infatti, Zelensky ha detto di essere disposto a prendere in considerazione opzioni per la liberazione non militare della Crimea. «Capisco che tutti sono confusi dalla situazione e da cosa succederà alla Crimea – ha dichiarato. – Se qualcuno è pronto ad offrirci una via per liberare la Crimea in modo non militare, non potrò che essere favorevole. Ma finché la Russia non si ritirerà da tutti i territori occupati non può esserci una soluzione durevole al conflitto. Dobbiamo riavere tutti i territori perché credo che il campo di battaglia sia la strada (da seguire) quando non c’é la diplomazia. Se non possiamo riprenderci tutta la terra, la guerra viene semplicemente congelata. È una questione di tempo prima che ricominci», ha sottolineato.
Bergoglio agli ucraini: “vostro dolo è mio dolore”
Papa Francesco indirizza una lettera al popolo ucraino: «io vorrei unire le mie lacrime alle vostre e dirvi che non c’è giorno in cui non vi sia vicino e non vi porti nel mio cuore e nella mia preghiera. Il vostro dolore è il mio dolore – scrive. – Nella croce di Gesù oggi vedo voi, voi che soffrite il terrore scatenato da questa aggressione. Le immagini cruente che ci sono entrate nell’anima, che fanno levare un grido: perché? Come possono degli uomini trattare così altri uomini?».
Porte Nato “aperte” per l’Ucraina
La Nato, nella persona del suo segretario generale Jens Stoltenberg, continua a mostrare sostegno all’Ucraina. Risponendo a una domanda in merito alla richiesta di adesione dell’Ucraina, nel corso della conferenza stampa di presentazione della ministeriale Esteri della Nato che si terrà il 29 e 30 novembre a Bucarest, il numero uno dell’Alleanza ha dichiarato: «la porta della Nato è aperta. Certamente il percorso affinché l’Ucraina si muova per diventare membro prevede che ci muoviamo con loro dando sostegno anche pratico. Adesso il focus più urgente è fornire sostegno all’Ucraina, anche sostegno militare per garantire che Putin non vinca la guerra e che gli ucraini siano capaci di liberare i territori».
Ha poi rivolto un attacco alla Russia: «il Cremlino sta fallendo in Ucraina e dunque procede con maggiore brutalità, attaccando gli obiettivi civili, privando le persone di luce, acqua e cibo: per l’Ucraina si tratta di un orrendo inizio d’inverno», ha detto, definendo l’attacco deliberato di infrastrutture civili “un crimine di guerra” e sottolineando che i responsabili dovranno risponderne davanti alla giustizia.
Stoltenberg ha poi spiegato che durante la ministeriale gli alleati discuteranno su come “aumentare la cooperazione di lungo termine con l’Ucraina” e questo comprende “il graduale passaggio” agli armamenti di standard Nato, “l’interoperabilità” con gli eserciti alleati e più in generale “l’integrazione nell’area euroatlantica“. «Nell’immediato – ha aggiunto – dobbiamo essere sicuri che Putin non vinca la guerra», ha ribadito.
Ancora supporto arriva anche dagli Usa: il presidente Joe Biden ha ribadito che questo “non è il momento di abbandonare l’Ucraina“.
Per Mosca Nato complice di Kiev
Mosca, nel frattempo, continua a puntare il dito contro l’Alleanza. Rispondendo alle affermazioni di Stoltenberg, la portavoce del ministro russo degli Esteri, Maria Zakharova ha scritto su Telegram: «la Nato è complice dei crimini del regime di Kiev».
Londra esorta Kiev
«Dato il vantaggio che gli ucraini hanno nell’addestramento e nella qualità del loro personale rispetto ai russi, che sono demoralizzati, poco addestrati e male equipaggiati, sarebbe nell’interesse dell’Ucraina mantenere lo slancio durante l’inverno», ha dichiarato il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, in un’intervista al giornale online statunitense The Daily Beast.
Al contrario, da Washington arriva l’invito degli alti funzionari – tra cui il capo di stato maggiore americano Mark Milley – di lasciare il campo di battaglia e preferite il tavolo dei negoziati
Pechino chiede il dialogo
La soluzione del dialogo e del negoziato è preferibile anche per la Cina. La portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, ha infatti dichiarato che la posizione del Dragone “è sempre stata chiara: abbiamo sempre attribuito importanza alla situazione umanitaria in Ucraina“. «È la massima priorità raffreddare la situazione il prima possibile attraverso il dialogo e la negoziazione, che è il modo fondamentale per risolvere il problema», ha specificato.
Ucraina al buio
A Kiev torna la corrente ma solo per due o tre ore al giorno “fino a quando la quantità di elettricità che arriva alla capitale non aumenterà“, fa sapere il direttore della società energetica Dtek Dmytro Shaaruk. Dopo che il sistema si sarà stabilizzato, Dtek prevede di passare ai programmi di interruzione programmata già stabiliti. Secondo Saharuk al momento circa il 30% della popolazione di Kiev dispone di energia elettrica.
Le autorità per l’erogazione energetica, citate da Unian, hanno fatto sapere che in mattinata è stato erogato “oltre il 70%” del fabbisogno di energia del Paese. «Alle 11, i produttori di elettricità hanno fornito oltre il 70% del fabbisogno di consumo del Paese. Innanzitutto, l’energia è stata fornita alle infrastrutture critiche in tutte le aree: caldaie, stazioni di distribuzione del gas, servizi idrici, impianti di trattamento, il trasporto pubblico elettrico opera in alcune regioni», si legge.
Il sindaco Vitali Klitschko, dal canto suo, sostiene che “metà degli utenti è ancora senza elettricità” e “durante il giorno i tecnici dell’energia elettrica prevedono che collegheranno all’elettricità tutti i consumatori a turno per tre ore”. Aggiunge che “un terzo delle case di Kiev è già riscaldato” e che “gli esperti continuano a ripristinare il riscaldamento nella capitale”.
Notizie dal fronte
I media di Stato russi riferiscono che in Crimea nella città di Armiansk si sono attivati questa mattina i sistemi di difesa aerea. Il sindaco, Vasily Telizhenko, ha rassicurato su Twitter gli abitanti della città, affermando che le minacce, presumibilmente missili o droni lanciati dall’Ucraina, sono state respinte.
Una serie di raid russi su Kherson ieri sera hanno provocato la morte di 7 persone e oltre 20 feriti. Lo riporta il governatore della regione, Yaroslav Yanushevych, che ha condiviso sui suoi canali social anche alcuni video che mostrano i palazzi distrutti dopo i bombardamenti di Mosca. Nelle immagini si vede la città immersa nel buio dopo che il sistema elettrico è stato compromesso dalle bombe russe.
Nella regione molti ospedali sono stati evacuati a causa dei continui bombardamenti russi. Lo ha annunciato il capo della regione, Yaroslav Yanushevich.
Un attacco avvenuto ieri sera sulla città di Zaporizhzhia avrebbe provocato danni a un ospedale, fortunatamente senza provocare feriti come ha riferito il governatore della regione, Oleksandr Starukh.
di: Micaela FERRARO
aggiornamenti di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/VATICAN MEDIA