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Il Movimento potrebbe ritirare la sua compagine governativa, agevolando di fatto il rimpasto di un Draghi bis

La politica italiana si sveglia questa mattina per raccogliere i cocci della crisi di Governo apertasi ieri. Il premier Draghi, dopo il voto di fiducia al Senato conquistato al netto dell’Aventino dei 5stelle, ha rassegnato le sue dimissioni al presidente Mattarella che però le ha respinte.

Draghi è stato invitato a riferire alle Camere mercoledì, dopo il suo viaggio in Algeria in programma lunedì e martedì. Un’occasione in più, come avrebbe spiegato Mattarella al premier dimissionario, per “effettuare, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata“. Nel primo pomeriggio è stato comunicato che il premier rientrerà lunedì sera da Algeri e martedì alle 15:30 riferirà in Senato.

Una verifica di maggioranza dunque che metterebbe Draghi nella posizione di trovarsi davanti a fronte comunque ampio come quello formatosi ieri in occasione del voto. Secondo molti l’indicazione di Mattarella andrebbe verso la costituzione di un Governo Draghi bis.

Per quanto riguarda Conte, il presidente dei pentastellati ieri sera, lasciando il Consiglio Nazionale del Movimento convocato dopo la crisi, si è riservato di commentare gli sviluppi politici della giornata: «ci siano confrontati e abbiamo preso atto delle dichiarazioni di Draghi» commenta laconico alla stampa, fra chi lo accusa di poca lungimiranza politica e chi invece ne studia la tattica.

Il mondo intanto guarda con apprensione alla crisi di Governo, come riassume bene il commissario Ue Gentiloni che assiste “con preoccupato stupore” alla frattura; «totale incredulità per gli sviluppi politici» espressa anche dal presidente di Confindustria Bonomi.

Oggi Giuseppe Conte è impegnato in una serie di riunioni informali con i vertici del Movimento. Secondo alcune indiscrezioni emerse, i 5stelle potrebbero ritirare i ministri al Governo già prima di mercoledì. L’ipotesi non è stata confermata dalla capogruppo del M5s al Senato Mariolina Castellone secondo cui “il Consiglio nazionale si riunirà di nuovo oggi e faremo le nostre valutazioni“.

In serata dovrebbe essere resa nota la linea del Movimento. Secondo fonti interne, fra le ipotesi che si stanno valutando c’è anche il ricorso a una votazione online per consultare gli iscritti sulle prossime possibili mosse politiche, come il ritiro dei ministri 5s dal Governo e la posizione da prendere in caso di un’eventuale nuova votazione sulla fiducia all’esecutivo.

Di Maio: “Governo deve andare avanti, serve atto di maturità”

«Il Governo Draghi e la coalizione che lo sosteneva devono andare avanti, ma in questo momento la vedo molto difficile»: così questa mattina il ministro degli Esteri Luigi Di Maio commenta le dimissioni del premier di ieri e auspica un “atto di maturità da parte di tutti i partiti nella maggioranza” per mercoledì.

Sull’ipotesi del voto anticipato il ministro glissa: “non è un problema per i partiti ma per il Paese” spiega, aggiungendo che “a me piange il cuore nel vedere che a Mosca stavano brindando, Medvedev brindava ed era contento perché gli era stata servita la testa di Draghi a Putin su un piatto d’argento“.

«Draghi è una persona di parola, come abbiamo sempre detto, e questa era una maggioranza di unità nazionale. Nel momento in cui il partito di Conte decide di non votare per la fiducia non c’è più la maggioranza di unità nazionale e il Governo non c’è più. Adesso con anche la guida del Presidente della Repubblica si arriverà a questo momento di chiarimento in aula mercoledì. Mercoledì ci sarà ovviamente il presidente del Consiglio in aula che parlerà e spiegherà quanto accaduto», ha concluso.

Antonio Tajani: “italiani sperano Draghi ci ripensi”

Da Forza Italia Tajani dichiara: «gli italiani sperano che Mario Draghi ci ripensi. Nemmeno noi abbiamo paura delle elezioni. Però se siamo responsabili e verifichiamo se è possibile avere di nuovo Mario Draghi alla presidenza del Consiglio, magari con una maggioranza diversa, per affrontare i problemi degli italiani e se non ci si riesce allora si va al voto. Ma non sono possibili nemmeno ricatti, come anche dire che il governo si può fare solo con M5s. Un governo può vivere altri 9 mesi sotto il ricatto di M5s?».

Della stessa linea anche il deputato di Forza Italia e Sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto che dichiara: «il M5S ha perpetrato un vero e proprio “omicidio premeditato” del governo, creando uno sconquasso inaccettabile e assumendosi una responsabilità immensa davanti al Paese. Forza Italia è stata sempre coerente e leale al progetto di un governo di larghissime intese in soccorso del Paese. Oggi manteniamo lo stesso atteggiamento di fronte a una crisi che non ha alcuna ragione di esistere».

Calenda punta invece su un “Draghi bis“.

Le reazioni della stampa estera

Il Washington Post questa mattina ha dedicato un lungo articolo alla situazione politica italiana, sottolineando che ci sono “evidenti ragioni” per cui il Paese “trarrebbe vantaggio dal mantenere intatto” il Governo Draghi ancora per un po’, soprattutto viste le scadenze dei prossimi mesi, dall’approvazione della legge di bilancio alle riforme necessarie per ricevere i fondi del piano europeo per la ripresa dalla pandemia.

«Draghi, se si riuscirà a convincerlo a restare, potrebbe rimettere insieme le cose con l’ennesimo voto di fiducia, legato esclusivamente all’esistenza del Governo – ha dichiarato il WP – i prossimi saranno giorni di negoziati dietro le quinte tra i partiti che porteranno a una pacificazione o a una rottura netta. Draghi per 17 mesi è stato una rara forza unificante nella politica italiana, ma quell’unità ha vacillato quando le preoccupazioni per la pandemia sono state sostituite da quelle per l’inflazione, la siccità record e la guerra in Europa. Mentre alcuni partiti politici percepiscono che potrebbero avvantaggiarsi dalle elezioni anticipate. Anche se l’Italia trova una soluzione, è a breve termine. Draghi è sempre stato un leader a tempo, anche se con un peso significativo. L’Italia ha bisogno di un nuovo presidente e di un Governo stabile. Mario Draghi non può essere la risposta a entrambi».

All’Ansa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato: «gli sviluppi politici a Roma sono un affare interno italiano. Noi auguriamo all’Italia tutto il bene possibile, e di riuscire a superare i problemi creati dai precedenti governi. Con l’Italia vogliamo avere buoni rapporti. Non solo i responsabili, ma la maggioranza del popolo russo considerano l’Italia come un buon partner. Abbiamo molte cose in comune, e obiettivi comuni».

di: Marianna MANCINI

Aggiornamento: Micaela FERRARO

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