Kara-Murza come Nemtsov e Navalny: i nemici di Putin sono morti o in galera

Con la condanna a 25 anni di galera per Kara-Murza, Mosca ha aggiunto un nome alla lista degli oppositori politici di Vladimir Putin che sono morti o sono stati condannati al carcere duro.

Vladimir Kara-Murza, condannato per aver criticato l’invasione dell’Ucraina ad “alto tradimento, diffusione di notizie false sull’esercito, collaborazione con un’organizzazione indesiderata”, segue da vicino il destino di Alexei Nalvany, dissidente 46enne avvelenato e poi incarcerato. E ad altri, è andata molto peggio.

Per esempio all’ex vice primo ministro Boris Nemtsov, che è stato ucciso con un colpo di pistola su un ponte di Mosca, mentre camminava verso casa: secondo quanto si scrisse all’epoca, aveva criticato duramente – poco prima di morire – l’annessione unilaterale della Crimea nel 2014.

Un altro esempio è quello della giornalista Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre 2006 nel giorno del compleanno di Vladimir Putin di fronte alla sua casa, a Mosca. La reporter lavorava per Novaya Gazeta e aveva scritto quasi 10 anni prima il saggio “La Russia di Putin” in cui criticava la gestione russa della situazione in Cecenia.

Per quanto riguarda Navalny, il suo destino è quello di cui probabilmente si è scritto di più: è stato avvelenato nel 2020 con l’agente nervino Novichok – le intelligence occidentali hanno puntato il dito contro i servizi russi – ma suoi fedelissimi giurano che ora stia subendo lo stesso trattamento dietro le sbarre attraverso una sostanza a lento rilascio inserita nel cibo.

Nel 2022 l’uomo è stato rinchiuso in carcere per due anni e nel 2022 è stato condannato a scontarne altri 9 per “frode e oltraggio alla corte”. Il dissidente russo di 46 anni ha perso 8 kg in due settimane ed è finito in isolamento per la tredicesima volta dallo scorso Agosto.

C’è anche chi è fuggito all’estero: per esempio l’ex magnate del petrolio Mikhail Khodorkovsky e il presentatore televisivo Maxim Galkin, che sono oggi voci critiche nei confronti del Cremlino all’estero. Khodorkovsky abita a Londra e finanzia progetti mediatici critici contro Mosca dopo aver scontato 10 anni di prigione; Galkin vive invece in Israele ed è diventato una delle voci contro l’offensiva ucraina sui social media.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK