SENATO

Con l’intervento di palazzo Chigi è stato reintrodotto il riferimento ai trattati internazionali che l Lega aveva fatto eliminare

Tensioni sul Dl Cutro. Il Senato, dopo un’ulteriore modifica del testo, ha approvato l’emendamento sulla stretta alla protezione speciale. Con 92 voti favorevoli e 64 contrari il Senato ha approvato il decreto Cutro. Passa adesso alla Camera che dovrà convertirlo entro il 10 maggio.

Con l’intervento di Palazzo Chigi è stato reintrodotto il riferimento ai trattati internazionali a cui l’Italia è obbligata e che la Lega aveva fatto eliminare.

Il Carroccio aveva, infatti, chiesto – e inizialmente ottenuto, prima della riformulazione – l’eliminazione, nell’emendamento sulla protezione speciale, qualsiasi riferimento ai trattati internazionali che sovrintendono a questa misura. Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha dato “parere conforme” in merito all’emendamento.

Approvato senza modifiche l’articolo 8, che introduce il nuovo reato di morte o lesioni procurate da parte di chi organizza il traffico illegale di migranti. Secondo l’articolo il reato introdotto nel codice penale prevede che “chiunque, in violazione delle disposizioni” del testo unico sull’immigrazione “promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato” in modo irregolare e pericoloso per la vita dei migranti, è punito con pene da 20 a 30 anni, se da tale azione deriva la morte.

«Questo è un decreto che la Lega ha voluto nel tentativo di riportare in vita i decreti Salvini, lo sappiamo benissimo, è molto chiaro. Abbiamo visto le divisioni nella maggioranza. Il sottosegretario Molteni, che è sempre così capace e affidabile, ieri a un certo punto non sapeva più che cosa fare e quando il senatore Gasparri ha detto che avrebbe riformulato il suo stesso emendamento in Aula ha dovuto chiederci di sospendere i lavori per capire che cosa fare», ha detto il senatore di Azione-Italia Viva Ivan Scalfarotto intervenendo durante le dichiarazioni di voto in Senato sul decreto immigrazione, annunciando “il nostro voto fermamente contrario a questo decreto”.

«Il Governo non sapeva cosa fare in quel momento, ma il Governo non sa cosa fare in un senso ancora più strategico, che è quello che veramente mi preoccupa – ha aggiunto – ma da un Governo con una maggioranza politica così importante, che aspira a restare al potere per cinque anni, mi aspetterei una strategia, un piano di visione a lungo termine, su un tema che è fondamentale, strutturale, epocale, che non andrà via e che non sarà certamente la Lega a poter fermare».

di: Francesca LASI

Aggiornamento di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI