L’Europa bacchetta Roma
Il Governo ha posto la fiducia al Dl PA alla Camera. Il voto di fiducia si terrà martedì 6 giugno alle 14, al termine delle dichiarazioni di voto che inizieranno alle 12.30.
La notizia ha già provocato le dure reazioni delle opposizioni alla Camera che promettono battaglia durante la discussione generale.
Sono in particolare due gli emendamenti che hanno infiammato il dibattito: quello sui poteri della Corte dei Conti e quello sulle spese del Pnrr.
Proprio contro le possibili limitazioni all’operato della Corte si pronuncia anche il procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo, secondo cui è necessario monitorare il flusso di risorse annesse al Pnrr, “evitando che esse si disperdano nei mille rivoli degli abusi e della corruzione“.
Il Pd parla di una “forzatura inaccettabile alla quale ci opporremo duramente“. Durissima anche la linea del Movimento secondo cui “è evidente che la preoccupazione di Palazzo Chigi non sia mettere subito a terra i fondi del Pnrr ma non essere disturbati e controllati su come vengono spesi i soldi degli italiani“.
Intanto dall’Europa arrivano rimostranze sul Pnrr. L’Italia non ha ancora presentato il nuovo capito del RepowerEu da aggiungere al Pnrr, secondo quanto ha dichiarato una portavoce della Commissione Ue, che ha parlato anche di “capitolo aggiuntivo” per utilizzare i 2,7 miliardi a disposizione dell’Italia per accelerare la transizione energetica dal RepowerEu, precisando che deve trattarsi di “nuove misure e nuovi investimenti” e non di trasferimento di risorse.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI