Le soluzioni più gettonate a sostegno delle imprese
La richiesta di garanzie, soprattutto per le piccole imprese, diventa talvolta un ostacolo insormontabile quando si è alle prese con una crisi di liquidità. Ecco allora che, negli ultimi anni, complice anche lo sviluppo di nuove tecnologie, sono nati strumenti alternativi al credito bancario tradizionale, che possono essere annoverati all’interno della definizione di Supply Chain Finance, ovvero l’insieme di soluzioni che consentono a un’impresa di finanziare il proprio capitale circolante, facendo leva sul ruolo che essa ricopre all’interno della catena di fornitura in cui opera e sulle relazioni con gli altri attori della filiera. Il Supply Chain Finance svolge quindi un ruolo sempre più concreto ai bisogni delle nostre imprese, consentendo loro di fronteggiare con maggior sicurezza i momenti difficili, potendo contare sul proprio capitale circolante, con il ricorso alle soluzioni di filiera per ottenere nuova liquidità.
In base al livello di digitalizzazione, è possibile classificare il Supply Chain Finance in soluzioni “tradizionali” e “innovative”. Le prime hanno un livello limitato di digitalizzazione o addirittura non includono alcuna struttura ICT di supporto e richiedono l’elaborazione manuale di documenti cartacei. Le soluzioni innovative, invece, sono più recenti e pongono la digitalizzazione alla base della creazione di valore per gli stakeholder.
Tra le soluzioni tradizionali più utilizzate si segnala il factoring, ovvero uno strumento di finanziamento che consente alle imprese di ottenere liquidità immediata attraverso la vendita dei propri crediti a una società di factoring. In pratica l’impresa cede i propri crediti verso i clienti a una società specializzata, che li anticipa in cambio di una commissione. In questo modo l’azienda non deve attendere i tempi di pagamento dei propri clienti e può disporre immediatamente dei fondi necessari per far fronte alle proprie esigenze di liquidità. Il factoring può essere di due tipi: il factoring con cessione pro-soluto e il factoring con cessione pro-solvendo. Nel primo caso la società di factoring assume il rischio dell’insolvenza dei debitori, mentre nel secondo caso questo rischio rimane a carico dell’impresa cedente.
Tra le soluzioni più innovative si annovera invece il dynamic discounting che consente ai fornitori di ottenere, attraverso un accordo con l’impresa cliente, pagamenti anticipati a fronte di uno sconto (proporzionale al tempo di anticipo del pagamento) sul valore della fattura. Questa soluzione può essere implementata utilizzando i fondi dell’impresa cliente o con il supporto di un intermediario finanziario. Cresce anche il ricorso all’invoice trading, piattaforma o marketplace online per l’investimento nelle fatture emesse dalle imprese, dove investitori di terze parti le ottengono tramite asta.
Ricapitolando, le soluzioni di Supply Chain Finance costituiscono un’alternativa più veloce e digitale al credito bancario tradizionale. Il ricorso a tali strumenti, in Italia, appare quanto mai strategico in presenza di un tendenziale ritardo nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti, problema che a sua volta rischia di trasformarsi in un ritardo nei pagamenti al fornitore.
Ma attenzione, prima di indirizzare le imprese nella scelta delle soluzioni più adeguate è fondamentale una preliminare valutazione dei costi e dei benefici, qualsiasi sia l’obiettivo da raggiungere.