Come funzionano: caratteristiche e vantaggi
Un exchange-traded fund, noto come ETF, o in italiano fondo scambiato in borsa, è un tipo di fondo d’investimento quotato sui mercati azionari che può essere comprato e venduto proprio come le azioni normali. Il suo obiettivo è quello di replicare il più fedelmente possibile l’andamento, e quindi il rendimento, di indici azionari, obbligazionari o materie prime. Gli ETF si limitano a scattare una fotografia del mercato in cui investono. Per questo si parla di strumenti a gestione passiva, perché il gestore punta a replicare la performance di un mercato piuttosto che a batterla.
Il primo ETF della storia è stato lanciato nel 1993 in America, indicizzato all’S&P500 (azionario USA). In Europa, invece, i primi prodotti sono arrivati nel 2000, inizialmente quotati sulle piazze di Francoforte e Londra giungendo nel settembre 2002 anche in Italia.
Oggi sono disponibili sul mercato centinaia di ETF che offrono la possibilità di investire su indici di borsa (anche dei mercati emergenti), sulle principali aree geografiche mondiali, su interi settori azionari, su indici obbligazionari, sulle materie prime e sui metalli preziosi. Sono negoziati nei loro mercati specifici (in Italia nell’ETFplus), e per acquistarli o venderli bisogna servirsi di un intermediario finanziario (una banca, un broker o una banca di investimenti).
Quando si comprano azioni o altri titoli tramite ETF si paga una commissione di gestione annuale (TER) in proporzione al periodo di detenzione. La buona notizia è che in linea di massima si tratta di quote molto basse. Solitamente il TER varia da 0,15% dell’investito per gli ETF obbligazionari a circa lo 0,20% per gli azionari, fino allo 0,50% per gli ETF con strategie più complesse su indici meno liquidi come quelli delle materie prime o dei mercati emergenti.
Negli ultimi anni questi strumenti sono diventati sempre più popolari tra gli investitori per diversi motivi: offrono la possibilità di diversificare efficacemente il proprio portafoglio, condizione necessaria per riuscire a ottenere un rendimento nel medio-lungo periodo, e possono essere acquistati e venduti in qualsiasi momento. Sono poi trasparenti visto che è sempre possibile sapere cosa contengono.
Gli ETF e i fondi comuni di investimento condividono alcune caratteristiche, ma esistono importanti differenze. Quando si investe in un fondo comune di investimento, si possiede una quota delle azioni sottostanti, cosa che non accade con gli ETF. Questi ultimi sono acquistabili direttamente in borsa e replicano un indice. Ecco perché hanno costi più bassi. Un’altra differenza tra ETF e fondi comuni è che i primi si possono comprare e vendere durante la giornata come normali azioni a un prezzo pari al valore dell’indice in quel preciso momento, mentre i fondi comuni sono valorizzati solo una volta al giorno alla fine della giornata di negoziazione.
Tirando le somme gli ETF sono alternative interessanti per costruire qualsiasi tipo di portafoglio ma, data l’ampiezza della gamma di offerta, è sempre bene rivolgersi ad un gestore professionale per capire come e dove investire per avere i rendimenti sperati.