Quali sono, a cosa servono, i pro e i contro
I beni rifugio sono quelli che possiedono un valore intrinseco reale, considerati più affidabili nei momenti economici più delicati. Rappresentano un porto sicuro in cui approdare durante la tempesta e per questo vengono scelti dagli investitori più prudenti che vogliono proteggere il portafoglio in una fase di recessione economica, di crisi finanziaria e di forte instabilità dei prezzi.
I beni rifugio sono in altre parole assetdi tutela e di investimento che hanno pochi legami con gli avvenimenti della stretta attualità economica e possono rispondere alla duplice esigenza di: conservazione del capitale e crescita del valore in caso di rivendita.
Il bene rifugio per eccellenza è l’oro, una commodity, una materia prima, considerata un fortino nel quale trovare riparo quando sul piano internazionale vige l’incertezza. Basti pensare che nel 2022, un anno segnato dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina e dalla coda della pandemia globale causata dal Covid-19, la domanda di oro è cresciuta del 18% rispetto all’anno precedente. Sui mercati poi l’oro gode di maggiore considerazione quando la stretta monetaria si allenta. Se i tassi d’interesse sui prestiti scendono, si abbassano anche i rendimenti degli strumenti a reddito fisso e allora investire in oro può risultare più attraente che puntare sulle obbligazioni. Tra i beni rifugio rientrano anche l’argento e il platino, sempre metalli preziosi seppure meno pregiati.
Anche i titoli di Stato sono considerati beni rifugio, in particolare quelli emessi da Paesi solidi dal punto di vista economico e con un giudizio di affidabilità elevato. Due su tutti il Bund tedesco e il Treasury USA, entrambi a 10 anni. Perché? Secondo le agenzie di rating l’affidabilità creditizia di Germania e Stati Uniti è alta, cioè difficilmente Berlino e Washington avranno difficoltà a rimborsare i loro debiti alla scadenza dei titoli emessi. Analogamente le valute di un Paese o un’area economica stabile sono decisamente meno esposte alla svalutazione e, dunque, sono viste come un possibile rifugio.
Case e garage diventano beni rifugio di maggiore o minore affidabilità a seconda di una serie di variabili, tra cui la località di ubicazione: ogni scelta deve ricadere sulle grandi città, sui luoghi di attrazione turistica o direttamente interessati da progetti di espansione o ammodernamento. E rientrano nella casistica anche gli oggetti da collezione, le opere d’arte e i preziosi.
Ma se è vero che nei momenti di turbolenza la richiesta di questo tipo di beni si fa più alta, per il cosiddetto “flight-to-quality” (ovvero lo spostamento in massa degli investitori su posizioni in grado di garantire uno scudo di protezione durante le difficoltà), è anche vero che nei momenti di maggiore stabilità economica solitamente offrono rendimenti inferiori rispetto agli asset più rischiosi come le azioni, facendo perdere opportunità a chi potrebbero impegnare risorse su segmenti ben più redditizi.
Risulta fondamentale quindi, prima di effettuare ogni tipo di investimento, definire i propri obiettivi in base a disponibilità economica, predisposizione al rischio e orizzonte temporale, facendosi aiutare da un professionista che può fare la differenza soprattutto quando decidiamo di addentrarci nel campo minato dei beni di lusso e del collezionismo.
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