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La diciassettesima edizione del torneo continentale si è chiusa con una Spagna da record, che ha superato i titoli della Germania e ha dato dispiaceri a diverse Nazioni, tra cui l’Italia

Tre, zero, quattro. Con le dita. Il gesto dell’attaccante spagnolo Lamine Yamal, 17 anni compiuti il giorno prima della finale, è l’immagine più potente di Euro 2024. Più della perfetta pennellata del talento del Barcellona che ha mandato in vacanza l’armata francese con una partita di anticipo. Più del suo sorriso di adolescente quando ha sollevato con i compagni la coppa davanti a una tribuna letteralmente reale, con re Felipe IV che applaudiva e il principe William che si sforzava di mantenere il doveroso aplomb dopo la seconda finale europea persa consecutivamente.

Tre, zero e quattro sono le ultime tre cifre di un codice postale: il quartiere operaio e multietnico di Barcellona nel quale è cresciuto Yamal. Uno dei quartieri che Vox, l’estrema destra spagnola, definisce “sterco culturale”, uno di quei luoghi nei quali tirare avanti significa fatica e qualche volta riscatto, emancipazione. I suoi gol, l’ex pupetto immortalato con il divino Messi mentre gli fa il bagnetto, in uno scatto fatto per promuovere l’integrazione, li festeggia ricordando le sue origini, le sue radici. Il calcio regala anche favole, ma tra un dramma e l’altro.

E che drammi. Se Yamal è stato l’astro nascente della competizione continentale numero 17, Cristiano Ronaldo si farà ricordare per le scenate agli arbitri e per le lacrime dopo il rigore sbagliato contro la Slovenia nell’ottavo di finale poi comunque vinto dal suo Portogallo. Alla soglia dei 40 anni (è il giocatore più anziano ad aver segnato in un Europeo), il calciatore più pagato e più googlato del mondo, piange in mondovisione per un errore quasi banale, che nessuno dei più grandi si è fatto mancare. Scarpini al chiodo? No, sembra voglia rimanere in attività finché non giocherà con il figlio dodicenne, appena arrivato dal Manchester alle giovanili dell’Al Nasr, la squadra emiratina dove gioca papà. Almeno altri due anni. Quindi potrebbe scapparci anche il mondiale USA 2026.

L’Italia, campione uscente di Euro 2020, cede alla Svizzera e non supera gli ottavi. In foto durante la partita, finita in pareggio 1-1, contro la Croazia nella fase a gironi

I vincitori del torneo hanno giocato il ruolo dell’antagonista in altre due tragedie pallonare, senza lacrime ma con molta disperazione. Contro l’Italia di Luciano Spalletti, non arrivata in Germania da favorita ma comunque da detentrice del titolo: le Furie rosse si sono prese la briga di spiegare con i fatti al Paese che la competizione degli Azzurri sarebbe durata poco o niente. Dopo 10 minuti della seconda partita del girone di qualificazione, lo sguardo di Barella e compagni tradiva un grande smarrimento, un sentimento che non ci si può permettere nemmeno ai Giochi della gioventù scolastici. Grazie a un Gigio Donnarumma in stato di grazia, gli spagnoli non erano riusciti a gonfiare la rete e erano andati in vantaggio solo grazie ad un autogol. Un gesto di sportività decisamente eccessivo. Italia a casa agli ottavi, sconfitta dalla Svizzera, e, dopo appena 24 ore, i quotidiani sportivi sono tornati ad occuparsi del calciomercato dei club. Decisamente un periodo azzurro cupo. «Siamo andati a giocare una quarta partita sulla scorta delle paure accumulate nel girone: c’è stata una mancanza di fiducia assoluta. Questo può dipendere da tante cose, che noi non sappiamo. E lì bisogna fermarsi, tutto il resto è show», è stato il commento di mister Marco Giampaolo, che, fuori dal coro, non si sente di bocciare Spalletti, anzi.

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Di ben altra portata il dramma vissuto dalla seconda vittima eccellente dell’armada iberica, la squadra di casa, la Germania: “una finale anticipata” ai quarti, come l’ha definita mister Giampaolo. I teutonici del giovanissimo Julian Nagelsmann, classe ‘87, non erano i favoriti solo in virtù del campo amico, ma anche perché la compagine si presentava solida ed efficace. Purtroppo, nel secondo tempo supplementare, vuole lasciare il segno anche l’arbitro Anthony Taylor, 46enne di Manchester, non nuovo nell’essere protagonista in negativo: sull’uno a due non vede un limpido rigore per i padroni di casa e la Spagna passa il turno. Parlare di Europeo falsato sarebbe ingiusto nei confronti del predominio rojo nell’arco della competizione, ma resterà per sempre un “però”.

Ex aequo con Taylor, si aggiudica l’Orso d’oro per l’arbitro protagonista il rumeno István Kovács che, sfoderando 18 cartellini (16 gialli e due rossi) durante Turchia-Czechia, agli ottavi, è diventato primatista nella storia degli Europei. E non è stato l’unico momento memorabile della prima fase del torneo. Resterà nell’album dei ricordi anche l’esplosiva e commovente esultanza della Georgia, dopo aver battuto per due a zero il Portogallo di Ronaldo: partita come la Cenerentola del girone, per non dire del torneo, ha compiuto l’impresa, qualificandosi per la prima volta nella sua storia agli ottavi di una competizione internazionale.

Per la prima volta nella sua storia la Nazionale della Georgia raggiunge gli ottavi di finale di una competizione internazionale: batte il Portogallo 2-0 ma si ferma 4-1 contro la Spagna. Crediti: Pawel Andrachiewicz/Newspix via ZUMA Press

Non ha superato la prima fase, invece, l’Ucraina di Sergiy Rebrov, ma resterà indelebile nella memoria dei tifosi passati per Monaco di Baviera l’esposizione dei seggiolini dello stadio di Kharkiv crivellati dai colpi dei militari russi nel 2022. Probabilmente ha costretto a un momento di riflessione anche gli esuberanti tifosi scozzesi, ai quali di aver esordito contro i padroni di casa subendo cinque gol (il record di questa fase) e di aver racimolato solo un punto (però contro la Svizzera) evidentemente non è importato molto: cori, colori, folklore e soprattutto tanta birra hanno accompagnato la comparsata della “tartan army”.

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E non si è persa granché: Euro 2024, fino alle semifinali, è stato un torneo noioso in cui tutti (Spagna a parte) hanno giocato per non prenderle, comprese Inghilterra e Francia, che hanno ingabbiato i propri campioni in assurdi schemi di gioco. Un dato su tutti: la stella francese Kyle Mbappé ha chiuso il suo torneo con un personale di un solo gol e su rigore. Si sono viste una quarantina di partite tutte uguali con le big a dare l’assalto ad avversari già piazzati a ridosso delle proprie porte, in attesa che l’infinita rete di passaggi portasse il pallone almeno sulla trequarti offensiva. Poveri centravanti e fantasisti, che brutta fine che hanno fatto. Infine, la sensazione è che Euro 2024 segni un punto di svolta: una generazione di campioni saluta e passa il testimone a talenti più giovani. E chissà che non si torni a divertirsi, giocando un calcio meno cervellotico.

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