EPA/Juan Carlos Torrejon

Ospedali prossimi al collasso, finora 26 vittime. Da gennaio sono 7mila i casi segnalati

Per ora le vittime sono “solo” 26, ma gli ospedali della Bolivia sono sempre più in difficoltà contro l’epidemia di febbre dengue che ha colpito il paese. Si tratta della peggiore esplosione di contagi del morbo, veicolato dalle zanzare, che il Paese si trovi ad affrontare dopo l’epidemia di coronavirus. A essere colpista in particolare è la regione più popolosa dello Stato sud americano, cioè Santa Cruz, nell’Est della Bolivia.

Da Gennaio si sono registrati almeno 7 mila casi accertati in questa regione, dove sono state rintracciate le due varianti più letali della dengue. E gli ospedali sono già al collasso. «L’ospedale è pieno, non c’è più spazio, i pazienti devono dormire nei corridoi e negli ingressi per poter entrare – lancia l’allarme a una radio locale Fredy Rojas, pediatra del nosocomio pediatrico di Santa Cruz – molti bambini qui sono in serie condizioni e non abbiamo abbastanza tempo per controllare la situazione».

Appuntamento mortale

La dengue è endemica in Bolivia, dove tende a proliferare nel periodo tra Dicembre e Marzo, cioè nella stagione delle piogge. Sebbene molte persone affette dalla malattia riescano a guarire, il morbo può anche degenerare rapidamente in sanguinamento, collasso generalizzato degli organi e morte. Non c’è un trattamento specifico per la malattia, anche se negli ultimi anni è stato reso disponibile un vaccino.

La dengue è responsabile di gravi patologie collegate e di decessi in almeno 120 Stati latino americani.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/Juan Carlos Torrejon