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Mentre la Nato discute dei nuovi ingressi, sopra Kiev si abbattono palloni spia (russi)

È in corso il secondo a Bruxelles il giorno di colloqui fra i ministri della Difesa dei Paesi Nato. Stoltenberg ha ammonito gli Alleati su una nuova offensiva militare di Putin, invitando i Paesi ad aumentare la produzione di munizioni per l’Ucraina.

La tesi di “nuove offensive e nuovi attacchi” da parte dell’esercito russo è stata confermata anche dal segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin ha riferito dell’arrivo di altre truppe sul campo di battaglia, precisando anche che si tratta di contingenti mal addestrati o mal equipaggiati.

Fra gli snodi centrali del vertice c’è l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza: «abbiamo detto e ribadito molte volte che l’Ucraina diventerà un membro dell’Alleanza – assicura Stoltenberg. – Ma l’obiettivo ora è garantire che l’Ucraina vinca la guerra, perché l’unico modo per integrarsi e per garantire che l’Ucraina possa muoversi verso una cooperazione euro-atlantica più vicina è garantire che l’Ucraina prevalga come nazione sovrana e indipendente».

In tal senso dunque diventa “urgente” anche per gli Alleati “garantire che l’Ucraina ottenga le armi e le forniture di munizioni di cui ha bisogno per respingere gli invasori russi“. L’aumento delle forniture, avvisa poi il segretario della Nato, dovrà andare di pari passo con un aumento della “nostra capacità industriale“, dato che “questo sta consumando un’enorme quantità di munizioni alleate e sta esaurendo le nostre scorte“. Conferme in tal senso anche dal ministro della Difesa tedesco Pistorius secondo cui “spendere solo il 2% non sarà sufficiente. Deve essere la base per tutto ciò che segue“.

Quanto alla questione dell’allargamento dell’Alleanza a Svezia e Finlandia, Stoltenberg ha ribadito che Helsinki e Stoccolma “sono pronte per l’adesione” e che “i protocolli di adesione dovrebbero essere ratificati da tutti gli alleati. Ma alla fine, è una decisione di due Paesi se ratificare uno o entrambi“. I due Paesi citati sono naturalmente Ungheria e Turchia, gli unici due Alleati a non aver ancora ratificato la doppia adesione.

Difesa, Crosetto: “Italia rischia di essere il Pierino della Nato”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che il 2% del Pil da destinare alla Difesa voluto dalla Nato è un obiettivo difficile da raggiungere. «La scelta non è stata fatta da me, risale al 2014 ed è stata ribadita da tutti i Governi che sono seguiti. Io sono stato l’unico ad aver detto alla riunione Nato di ieri che il 2% è un obiettivo difficile da raggiungere, stante le condizioni finanziarie. Noi siamo all’1,38%, da qui la proposta di scorporare le spese per la Difesa dai vincoli di bilancio. Altrimenti noi saremo i “Pierino” della Nato, gli unici a non raggiungere l’obiettivo del 2% quando altri parlano già di 3% o 4%. La Nato non è guerrafondaia: c’è una percezione di insicurezza nel mondo, lo scenario internazionale è problematico. Non solo per l’Ucraina, io sono preoccupato per il fronte Sud dove il terrorismo sta crescendo: il tema principale nei prossimi anni sarà l’Africa».

Oligarca dissidente: “Putin non si può fermare”

Mikhail Khodorkovsky , un tempo l’uomo più ricco di Russia e il fondatore di Open Russia (una coalizione di russi progressisti) ha avvertito l’Occidente che “Putin non si può fermare”. Secondo Khodorkovsky Putin non ha altra scelta che continuare fino alla fine l’invasione dell’Ucraina per soddisfare la propria base elettorale, composta in larga parte da “nazionalisti patriottici”. Lo ha riportato il Washington Post. “Sono convinto che Putin non si possa fermare” afferma.

Tuttavia, con l’aiuto dell’Occidente, Kiev potrebbe effettivamente “abbattere Putin” e una volta sconfitto il presidente perderebbe probabilmente il controllo sul paese. “Certo la società russa è distolta dalla propaganda – ha specificato – ma il supporto alla guerra non va sovrastimato: solo il 30% dei russi è effettivamente convinto dell’utilità del conflitto, mentre il 50% non osa discutere gli ordini”.

Mosca chiede riunione sul Nord Stream 2

Intanto la Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’obiettivo del meeting sarebbe fare luce sul sabotaggio del gasdotto Nord Stream del settembre scorso. La richiesta di Mosca giunge dopo un’inchiesta del giornalista americano Seymour Hersh, che addita come responsabili gli Usa con la complicità della Norvegia.

A rendere nota la proposta del Cremlino è l’agenzia di Stato Tass. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha anche commentato che i sabotaggi «sono diventate la ‘soluzione finale’ dell’Occidente alla questione del gas tedesco, in modo che la Germania non possa svolgere un ruolo indipendente e crescere come potenza europea di primo piano». Lo cita la fonte russa Ria Novosti.

Zelensky, tra Kiev e Berlino

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky apparirà in video domani al Festival del Cinema di Berlino. «È un onore speciale per noi poter accogliere digitalmente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – affermano i direttori della Berlinale Mariëtte Rissenbeek e Carlo Chatrian – giovedì sera all’apertura del nostro festival».

Zelensky, oggi in conferenza stampa congiunta a Kiev con il primo ministro svedese Ulf Kristersson, ha affermato che «la situazione più difficile e più calda oggi è nelle direzioni di Bakhmut e Vuhledar, ma i soldati ucraini stanno resistendo e infliggendo il massimo delle perdite al nemico».

Palloni spia, ora pure russi

Le autorità ucraine hanno annunciato di aver individuato e abbattuto sopra i cieli di Kiev diversi palloni. Si ipotizza che a lanciarli siano stati i russi per “rilevare e logorare le nostre forze di difesa aerea”, scrive lo stato maggiore ucraino, che ha anche annunciato l’analisi dei detriti.

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti: Caterina MAGGI

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