La giudice motiva la condanna a due anni per diffamazione imputando all’uomo una “vera e propria campagna di disinformazione nel fluire di una corrente innocentista e revisionista del processo”
Sono state rese note le motivazioni della condanna a due anni e mezzo per diffamazione stabilita dal giudice di Como Veronica Dal Pozzo nei confronti di Azouz Marzouk. L’uomo è marito e padre di due delle quattro vittime della strage di Erba del 2006. Secondo quanto stabilito dal giudice, che ha raddoppiato la pena chiesta dal pm, l’uomo avrebbe tenuto una condotta diffamatoria “di gravità estrema”.
Gli ex cognati di Azouz Beppe e Pietro Castagna, fratelli di Raffaella e zii del piccolo Youssef, sono stati denigrati “già una prima volta stravolte dall’efferato omicidio dei loro familiari, e nuovamente travolte dalla impressionante risonanza mediatica delle infondate accuse a loro rivolte“.
A scatenare l’ira dei fratelli Castagna erano state anche alcune dichiarazioni di Azouz rese nel febbraio 2019, quando sostenne l’ipotesi di una motivazione economica dietro alla strage, sollevando dalla colpevolezza i coniugi Rosa e Olindo Bazzi. «Indagate sulla famiglia, mio figlio Youssef conosceva l’assassino… Lo ha ucciso qualcuno vicino a mia moglie. Basta leggersi le carte per capire che qualcuno voleva l’eredità di mia moglie» aveva sostenuto l’uomo.
Accuse che agli occhi del giudice hanno acquisito ulteriore gravità inserendosi “nel fluire di una corrente innocentista e revisionista del processo, risolvendosi in una vera e propria campagna di disinformazione, fatta di sibilline allusioni ed eclatanti denigrazioni, brutalmente lesiva della reputazione dei fratelli Castagna“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/Mourad Balti Touati