Il presidente della Repubblica in videocollegamento alla cerimonia di auguri da parte del Corpo Diplomatico
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte alla cerimonia degli auguri da parte del Corpo Diplomatico. Il Capo di Stato è intervenuto in videocollegamento perché positivo al Covid.
Mattarella ha criticato la durissima repressione delle proteste in Iran e le esecuzioni dei manifestanti.
«Si condanna da sé uno Stato che respinge e uccide i propri figli – ha dichiarato Mattarella – Purtroppo in questi giorni si assiste a ripetuti, brutali, tentativi di soffocare le voci dei giovani che manifestano pacificamente per chiedere libertà e maggiori spazi di partecipazione. Questi comportamenti vanno fermamente condannati».
Il presidente della Repubblica ha affrontato anche il tema dei migranti, ricordando che è necessaria “umanità” perché “dietro ai numeri ci sono vite”.
«Se ricordassimo che dietro i numeri che freddamente vengono enunciati nelle statistiche sui migranti, ci sono bambini, donne, famiglie, sarebbe più semplice credo farci guidare soprattutto dal principio di realtà e di solidarietà nell’individuare soluzioni in grado di governare, collettivamente, questo fenomeno – ha dichiarato Mattarella – Un fenomeno con caratteristiche complesse, che non ci devono però far dimenticare che il primo irrinunciabile obiettivo della comunità internazionale deve essere quello della tutela dei diritti dei migranti».
Il capo dello Stato ha parlato anche della guerra in Ucraina. «Un anno fa, in questa stessa circostanza, ci auguravamo un futuro migliore dopo le sofferenze causate in ogni Continente dalla pandemia. Mai avremmo pensato di dover assistere, pochi mesi dopo, all’immane disastro causato dalla guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l’Ucraina – ha affermato – Un’aggressione che ha fatto ripiombare l’Europa in un incubo che eravamo certi fosse destinato a rimanere nelle pagine più buie della nostra storia. Mai avremmo pensato che quell’incubo potesse ripresentarsi. Mai avremmo pensato che un Paese come la Russia, a noi così vicino per cultura e storia, potesse arrivare al punto di attaccare le infrastrutture civili dell’Ucraina al fine crudele di privare la popolazione di luce, acqua e riscaldamento per tutto il lungo e rigido inverno di quei luoghi».
di: Francesca LASI
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