Da Pechino nuove sanzioni: colpito il deputato Usa McCaul per visita a Taipei
Nuove esercitazioni in Cina.
Nella regione occidentale dello Xinjiang l’esercito ha condotto un’esercitazione con lancio di missili terra-aria.
Lo ha reso noto l’emittente statale cinese Cctv, senza fornire una data delle manovre.
Continuano le sanzioni contro gli Stati Uniti: Pechino ha colpito il repubblicano Michael McCaul, presidente della Commissione Esteri della Camera americana, che una settimana fa ha incontrato a Taipei la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen. Le sanzioni riguardano il congelamento di beni mobili e immobili di McCaul nel territorio cinese e il divieto di ingresso in Cina.
In una nota del ministero degli Esteri, Pechino accusa McCaul: “ha spesso usato parole e azioni per interferire negli affari interni della Cina e danneggiare gli interessi della Cina, e di recente ha guidato una delegazione in visita nella regione cinese di Taiwan“.
Anche dalla Germania arriva un monito affinché la Cina non aumenti le tensioni con Taiwan. Annalena Baerbock, ministra degli Esteri tedesca, ha spiegato che “un’escalation militare nello Stretto di Taiwan sarebbe uno scenario da orrore per il mondo intero” durante l’incontro a Pechino con il suo omologo cinese. Inoltre ha precisato Baerbock “una riunificazione di Taiwan alla Cina con la forza non è accettabile per l’Europa“.
Il ministro degli Esteri cinese Qin Gang ha risposto che “l’indipendenza di Taiwan e la pace non possono coesistere” e che la questione taiwanese è “un affare interno della Cina e non ha bisogno di interferenze esterne”.
Intanto sul suo blog l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell scrive: «la fiducia tornerà solo se riusciremo a capirci sulle grandi questioni politiche internazionali e fare progressi verso una risoluzione pacifica dei conflitti. So che dal tuo punto di vista una questione chiave è Taiwan. Ne sono pienamente consapevole. A questo proposito, sappiate che la posizione dell’Unione europea è coerente e chiara. Non è cambiata. Rimaniamo fondamentalmente impegnati nella politica dell’Ue di ‘Una sola Cina’. Non vediamo alcun motivo per metterla in discussione. Dobbiamo abbassare la tensione; evitare sfoghi verbali o provocazioni che possono solo alimentare diffidenza. Tuttavia, qualsiasi tentativo di modificare lo status quo con la forza sarebbe inaccettabile».
di: Micaela FERRARO
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