L’esercito israeliano ha riferito di aver ucciso il capo dell’intelligence di Hamas. Colloquio telefonico tra Netanyahu e Putin.
Il Medio Oriente continua a bruciare.
L’ufficio stampa del governo di Gaza, citato dal New York Times, ha riferito che sono almeno 2.808 le vittime palestinesi degli attacchi attacchi israeliani, mentre i feriti sono 10.850. Il 60% delle vittime, viene riferito, sono donne e bambini.
Il portavoce delle brigate al Qassam Abu Obeida ha riferito che i bombardamenti israeliani a Gaza hanno causato la morte di 22 ostaggi sequestrati il 7 ottobre da Hamas. «La brutale aggressione sionista contro case e abitazioni ha portato finora alla perdita della vita di 22 prigionieri sionisti» ha dichiarato il portavoce, come ripotato sul sito dell’emittente televisiva al-Manar di Hezbollah.
Abu Obeida ha, poi, dichiarato che sono tra i 200 e i 250 gli ostaggi, di cui 200 in mano al braccio armato di Hamas e ad altre fazioni.
Hamas ha diffuso il primo video di una giovane israeliana di 21 anni in ostaggio a Gaza. Nelle immagini si vede la donna che dice di chiamarsi Maya Sham, della città di Shohaam, e di essere stata rapita mentre tornava da una festa a Sderot, in Israele, vicino alla Striscia di Gaza.
Nella serata di lunedì 16 ottobre le sirene d’allarme hanno suonato di nuovo a Tel Aviv e nel centro di Israele. La Knesset ha interrotto la seduta inaugurale della sessione invernale.
L’esercito israeliano ha riferito di aver ucciso il capo dell’intelligence generale di Hamas a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta The Times of Israel.
Secondo alcune fonti di Gaza, citate dall‘ANSA, Israele avrebbe colpito il valico di Rafah, al confine con l’Egitto, in un attacco sulla Striscia. Stando a quanto riferito dalla fonte, il raid sarebbe avvenuto dopo che la folla, in attesa davanti al varco nella speranza di poter uscire, si era dispersa. Non sono ancora arrivate conferme o smentite.
Nel frattempo il capo dello Shin Bet (l’agenzia di intelligence degli affari interni israeliana) Ronen Bar ha ammesso le proprie responsabilità per non aver dato “un preavviso sufficiente” e non aver “sventato l’attacco” di Hamas del 7 ottobre.
«Malgrado una serie di azioni che abbiamo compiuto – ha scritto Bar ai dipendenti – con mio dolore sabato non siamo riusciti a dare un preavviso sufficiente a sventare l’attacco. In quanto capo di questo organismo, la responsabilità ricade su di me».
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato: «trionferemo perché ne va della nostra stessa esistenza in questa regione, che è piena di forze oscure. Hamas fa parte dell’ asse malvagio con Iran-Hezbollah. Mirano a gettare il MO in un abisso. È una lotta tra umanità e animalismo».
L’Ue ha lanciato un ponte aereo umanitario per portare aiuti a Gaza. «Dopo il terribile attacco terroristico dei terroristi di Hamas contro Israele e le sue conseguenze, che hanno portato ad una situazione umanitaria disastrosa per la popolazione di Gaza – si legge in una nota della Commissione europea – l’Ue continua ad intensificare la sua assistenza di emergenza al popolo palestinese. L’Ue sta ora lanciando un’operazione di ponte aereo umanitario composta da diversi voli verso l’Egitto per portare forniture salvavita alle organizzazioni umanitarie sul campo a Gaza».
Fonti del Pentagono avrebbero riferito al Wall Street Journal che l’esercito statunitense ha selezionato circa duemila soldati per prepararsi a un eventuale dispiegamento a sostegno di Israele, quando verrà l’offensiva di terra a Gaza. Le fonti avrebbero sottolineato che i militari avrebbero compiti di consulenza e supporto medico e non sarebbero coinvolti “nel combattimento”.
Blinken a colloquio con Netanyahu e Gallant
Oggi, 16 ottobre, il segretario di Stato Usa Anthony Blinken è ritornato in Israele per avere un colloquio con il primo ministro Netanyahu. Stando a quanto riferito dal portavoce del Dipartimento di Stato usa Matthew Miller, citato dall‘ANSA, Blinken e Netanyahu avrebbero discusso degli impegni con i partner nella Regione. Il premier israeliano, viene riferito, ha aggiornato il segretario di Stato su quanto sta accadendo sul campo.
Blinken, viene riferito, “ha sottolineato il suo fermo sostegno al diritto di Israele di difendersi dal terrorismo di Hamas e ha riaffermato la determinazione degli Stati Uniti a fornire al governo israeliano ciò di cui ha bisogno per proteggere i suoi cittadini”. Il segretario di Stato usa, inoltre, avrebbe discusso con Netanyahu anche “dello stretto coordinamento degli Stati Uniti con le Nazioni Unite e i partner regionali per facilitare la fornitura di aiuti umanitari ai civili” e dell’impegno di Washington “per il rilascio rapido e sicuro di coloro che sono tenuti in ostaggio da Hamas”.
Il segretario di Stato usa ha incontrato anche il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. Stando a quanto riferito dal Guardian Gallant avrebbe dichiarato che “ci aspetta una lunga guerra”. «Il prezzo sarà alto – ha dichiarato il ministro- ma vinceremo per Israele, per il popolo ebraico e per i valori in cui credono entrambi i Paesi». Blinken ha dichiarato ai media che Israele “avrà sempre il sostegno degli Stati Uniti”.
Stando a quanto riferito dalla BBC, citata dall’ANSA, Blinken ha modificato il suo viaggio all’ultimo minuto: anziché tornare questa sera, 16 ottobre, negli Stati Uniti da Gerusalemme, si recherà ad Amman, in Giordania.
Colloquio telefonico tra Netanyahu e Putin
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha riferito l’ufficio del primo ministro israeliano.
Poche ore prima Putin, insieme agli omologhi di Egitto, Siria, Iran e Palestina ha espresso la “necessità di un tregua, esprimendo preoccupazione” per il rischio di un’escalation in “una guerra regionale”. Lo ha riferito il Cremlino, citato da Ria Novosti. In precedenza Putin ha avuto diversi colloqui telefonici con gli altri i leader durante i quali “ha sottolineato l’inaccettabilità di qualsiasi forma di violenza contro i civili”. Lo ha riferito il Cremlino, citato dalla Tass.
Putin ha affermato che Mosca è pronta a favorire una soluzione diplomatica. Lo ha riferito la Tass, che ha citato il servizio stampa del Cremlino. «È stata confermata la fondamentale disponibilità della parte russa a continuare gli sforzi mirati per porre fine allo scontro israelo-palestinese – si legge nella dichiarazione – e raggiungere una soluzione pacifica con mezzi politici e diplomatici».
Von der Leyen: “palestinesi non paghino per le barbarie di Hamas”
«Siamo qui a Tirana a lavorare per avvicinare di più i Balcani occidentali e l’Ue, ma gli occhi del mondo e anche i miei sono su Israele e Palestina – ha dichiarato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen durante la conferenza stampa dal Processo di Berlino a Tirana, in Albania – Non ci può essere giustificazione per gli efferati atti di terrore di Hamas, per il brutale massacro di 1.400 persone in Israele. Di fronte a questo orrore, Israele ha il diritto di difendersi in linea con il diritto umanitario internazionale e il diritto internazionale. E ora le persone palestinesi a Gaza hanno bisogno di aiuto umanitario. Non possono pagare loro il prezzo della barbarie di Hamas».
Meloni sente al-Sisi
La premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente dell’Egitto Abdel Fattah al-Sisi sulla crisi in Medio Oriente. Lo ha riferito Palazzo Chigi.
La conversazione si è concentrata sulla necessità di un’azione diplomatica coordinata volta per contenere un ulteriore escalation e le conseguenze umanitarie, oltre alle prospettive dei negoziati in atto sulla liberazione degli ostaggi. Italia ed Egitto, viene riferito, continueranno a collaborare mantenendosi reciprocamente informati sui contatti diplomatici in corso.
Canada invita i cittadini canadesi a lasciare il Libano
Il Canada ha invitato i cittadini canadesi residenti in Libano, molti dei quali con doppia nazionalità libanese e canadese, a lasciare il Libano. Lo hanno riferito i media libanesi, che citano un comunicato del governo canadese.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/MOHAMMED SABER