Per Biden l’occupazione israeliana di Gaza sarebbe “un grosso errore”
Non si placa l’escalation di violenza nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riporta il Guardian 14 membri dell’Unrwa, l’agenzia umanitaria dell’Onu per i rifugiati palestinesi. A renderlo noto il capo dell’agenzia, Philippe Lazzarini, in conferenza stampa. Lazzarini ha inoltre aggiunto che il mondo ha “perso la sua umanità” e ha spiegato di aver organizzato la conferenza stampa per “lanciare l’allarme” perché i colleghi di Gaza non sono in grado di fornire assistenza umanitaria nell’enclave. L’Agenzia dell’Onu ha poi riferito che “non ci sono abbastanza sacchi per i morti a Gaza“, sottolineando poi che, per il quinto giorno consecutivo, “Gaza è rimasta senza elettricità, portando sull’orlo del collasso i servizi vitali, compresi quelli sanitari, idrici e igienici, e aggravando l’insicurezza alimentare“, aggiungendo inoltre che la popolazione ha “un accesso fortemente limitato all’acqua potabile“. L’Agenzia ha inoltre reso noto che “almeno un milione di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case in una sola settimana. E un fiume di persone continua a muoversi verso Sud. Nessun posto è sicuro a Gaza” e “almeno 400mila sfollati si trovano ora nelle scuole e negli edifici dell’UNRWA, e la maggior parte non sono attrezzati come rifugi di emergenza. Le condizioni sono semplicemente spaventose e abbiamo notizie secondo cui centinaia di persone condividono solo un bagno. Gli anziani, i bambini, le donne incinte, le persone con disabilità vengono private della loro fondamentale dignità umana, e questa è una vergogna totale“.
Secondo quanto riporta il ministero degli Interni di Gaza a sud della Striscia non è stata ripristinata la fornitura di acqua (al contrario di quanto annunciato ieri). Il portavoce Eyad al-Bozom ha spiegato che “i residenti bevono acqua malsana. Una grave crisi sanitaria che minaccia la vita dei cittadini“, la notizia del ripristino della fornitura d’acqua è stata smentita anche dall’Onu che conferma come per i palestinesi sia sempre più difficile trovare acqua potabile. L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un monito: o gli aiuti essenziali alla popolazione saranno forniti entro 24 ore o nella Striscia si verificherà una “catastrofe”.
Secondo i dati del ministero della Sanità di Gaza riportati dal quotidiano israeliano Haaretz i palestinesi che hanno perso la vita sono 2750 e i feriti sono 9700. Intanto il portavoce militare israeliano Daniel Hagari, ha annunciato che sono state informate le famiglie dei 199 ostaggi a Gaza e ha sottolineato che Israele sta svolgendo “uno sforzo nazionale di priorità suprema“, inoltre Israele ha anche informato 295 famiglie di militari caduti finora nel conflitto con Hamas. A proposito degli ostaggi dal ministero degli Esteri iraniano arriva la notizia che Hamas si sarebbe detto pronto a rilasciarli a patto che Israele interrompa gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanaani ha spiegato che funzionari di Hamas “hanno dichiarato di essere pronti a prendere le misure necessarie per rilasciare i cittadini e i civili detenuti dai gruppi resistenti, ma hanno sottolineato che tali misure richiedono preparativi impossibili sotto i bombardamenti quotidiani dei sionisti contro varie parti di Gaza“. Dal gruppo palestinese non è arrivata la conferma alla notizia. Ahmed Abdul-Hadi, rappresentante di Hamas in Libano, ha spiegato che sia Iran sia Hezbollah non intendono permettere a Israele di “schiacciare Gaza” o di lanciare un “attacco di terra” anche se non hanno spiegato come e quando risponderebbero al fuoco israeliano dato che “dipende dagli sviluppi della situazione in quel momento“, ma in caso di “attacco di terra, indipendentemente dal suo livello” o se “sempre più massacri continueranno a essere commessi” a Gaza e Hamas si troverà in difficoltà verranno “annunciate sorprese“. Netanyahu non cede di un centimetro e anzi avverte Ira e Hezbollah di non “metterci alla prova” durante un discorso alla Knesset, aggiungendo che tutto il mondo deve unirsi nella lotta ad Hamas dato che “questa guerra è anche la vostra guerra” e ha paragonato Hamas ai nazisti, impegnati in “una guerra tra forze della luce e forze dell’oscurità, tra umanità e bestialità“. Il premier ha assicurato che il Paese è “unito verso un unico obiettivo, la vittoria. Trionferemo perché ne va della nostra stessa esistenza in questa regione, che è irta di forze oscure. Hamas fa parte dell’asse del male dell’Iran e Hezbollah mirano a gettare il Medioriente nell’abisso del caos“, aggiungendo che “ora, molti in tutto il mondo capiscono chi sta affrontando Israele capiscono che Hamas rappresenta una nuova versione del nazismo. Proprio come il mondo si è unito per sconfiggere i nazisti e l’Isis, così deve unirsi per sconfiggere Hamas“. La seduta del Parlamento, poi, è stata sospesa perché sono riprese a suonare le sirene di allarme aereo a Gerusalemme, e i partecipanti alla seduta sono stati diretti ai rifugi antiaerei.
Sui social si vedono video drammatici della situazione a Gaza. Gli obitori degli ospedali sono al collasso e i corpi delle vittime del conflitto sono posti nelle celle frigorifere dei furgoncini dei gelati. Un medico spiega che “gli obitori degli ospedali sono piccoli e non possono ospitare tutti i cadaveri di questi giorni, per questo siamo costretti ad utilizzare i freezer dei furgoncini dei gelati o del cibo delle aziende della zona per poter conservare i cadaveri. Siamo completamente al collasso“. Il fatto che la situazione sia drammatica è confermata anche da Kamis e Abu Saleh, medici dell’Unione medica Euro Mediterranea, che a LaPresse hanno spiegato si una “situazione molto tragica, stiamo cominciando a selezionare i casi più gravi e a decidere chi curare. È una scelta obbligata, non ci sono farmaci e strumenti chirurgici sufficienti. Stanno selezionando i casi di emorragia, ci sono casi di ferite aperte che non vengono chiuse. Abbiamo paura che finiscano i fili di sutura e gli aghi. Nessuno di noi vuole lasciare l’ospedale e chiediamo perdono se non riusciamo a curare tutti i pazienti perché stiamo lavorando senza strumenti e senza armi chirurgiche“.
Intanto secondo quanto dichiarato da Kamel Khatib, funzionario dell’Ambasciata palestinese a Washington, gli stranieri e i palestinesi con nazionalità straniera potranno uscire da Gaza attraverso il valico di Rafah con l’Egitto nella mattina di oggi, 16 ottobre. Il valico dovrebbe rimanere aperto cinque ore. L’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che “non c’è per il momento un cessate il fuoco né l’ingresso a Gaza di aiuti umanitari in cambio della fuoriuscita di cittadini stranieri“, commentando la notizia dell’apertura del valico. Al momento i funzionari al valico di Rafah hanno completato tutti i preparativi per l’apertura ma dall’Egitto non è passato alcun aiuto umanitario per Gaza e nessun cittadino ha passato il valico. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che “oggi speriamo di far uscire dalla Striscia di Gaza i 10-12 italiani che vivevano qui“.
Il primo ministro ad interim del Libano, Najib Mikati, ha scritto in un comunicato che “il Libano è nell’occhio del ciclone e l’intera regione è in una situazione difficile. Nessuno può prevedere cosa potrebbe accadere“. Mikati ha poi annunciato di aver parlato telefonicamente con alti funzionari statunitensi, capi di Stato e diplomatici di Regno Unito, Francia, Turchia, Qatar, Giordania e Italia. E ha assicurato che il Paese sta cercando di allentare le tensioni lungo il confine meridionale con Israele e di evitare di trascinare il Paese in una nuova guerra.
Dagli Stati Uniti il presidente Joe Biden ha dichiarato, nel programma tv 60 Minutes, che l’occupazione israeliana di Gaza sarebbe “un grosso errore” e che “Hamas e gli elementi estremi di Hamas non rappresentano tutto il popolo palestinese“. L’inquilino della Casa Bianca inoltre sottolinea che Hamas debba essere eliminato, ma anche l’importanza di uno Stato palestinese, anche se non si dice persuaso che Israele intende perseguire questa possibilità. Il presidente Biden ha poi sottolineato di essere convinto che lo Stato ebraico “capisca che una parte significativa del popolo palestinese non condivide le opinioni di Hamas e Hezbollah“. Secondo quanto riferisce il giornale Haaretz il presidente statunitense dovrebbe visitare Israele nel giro dei prossimi giorni. Intanto Blinken, il Segretario di Stato americano, è tornato a Tel Aviv per colloqui sulla crisi e incontrerà nuovamente il primo ministro.
Secondo il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che ha incontrato l’omologo russo Serghei Lavrov, la soluzione del conflitto “è attivare la ‘soluzione dei due Stati’ il prima possibile, lottare per un consenso più ampio e promuovere la formazione di calendario e tabella di marcia per ripristinare i diritti legittimi della nazione palestinese“. La Cina, ha assicurato il ministro, condanna “tutte le azioni che danneggiano i civili e si oppone a qualsiasi violazione del diritto internazionale: è necessario che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu agisca e che le grandi potenze svolgano un ruolo attivo” e “la priorità assoluta è cessare il fuoco e porre fine alla guerra, spingere entrambe le parti a tornare al tavolo dei negoziati, stabilire i canali di soccorso umanitario di emergenza e prevenire maggiori disastri umanitari“. Dalla Russia Yuri Ushakov ha fatto sapere che il presidente Putin oggi ha in programma una serie di colloqui telefonici con il premier israeliano Netanyahu e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abbas. Putin, ha spiegato il suo assistente Ushakov, ha inoltre già parlato con il presidente siriano, Bashar al Assad, e con quello iraniano, Ebrahim Raisi e ha in programma di ascoltare anche il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi. Ushakov ha ribadito che per Putin “la cosa più importante in questa situazione è cessare immediatamente il fuoco e avviare il processo per una soluzione politica“.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in occasione della conversazione con l’omologo iraniano Ibrahim Raisi ha ribadito la necessità di evitare passi che portino all’ulteriore escalation di violenza, e che è fondamentale porre fine al conflitto il prima possibile, sottolineando gli sforzi che la Turchia sta compiendo nel fornire aiuti umanitari alla popolazione di Gaza.
Sergio Mattarella, parlando alla Fao, ha dichiarato che “il Medio Oriente è nuovamente in fiamme, a causa di un vile attacco che è già riuscito ad elevare a livelli inusitati la spirale dell’orrore e delle violenze. Assistiamo a un preoccupante aumento delle tensioni internazionali, a un allargarsi delle faglie fra Paesi e fra regioni del mondo e a un ritorno di atteggiamenti imperialistici e dei nazionalismi“.
Una nota di Palazzo Chigi fa sapere che il colloqui avuto tra la presidente Meloni e il re di Giordania Abdallah II Ibn Al Hussein “ha rappresentato un’occasione per uno scambio di vedute sulla necessità di rilanciare un orizzonte politico con le legittime Autorità palestinesi per il processo di pace israelo-palestinese“. In quest’occasione “è stato rilevato che la tradizionale forte amicizia tra Italia e Giordania potrà contribuire ad affrontare le sfide complesse in corso nella regione” e durante l’incontro sono state analizzate “le possibili iniziative per evitare l’allargamento della crisi in corso. L’Italia e la Giordania sono in prima linea per favorire la soluzione dei problemi umanitari più urgenti e per la liberazione degli ostaggi“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/ABIR SULTAN