L’Italia in crescita del +0,7% nel 2023 e 2024, “anticipare l’aggiustamento ed essere più ambiziosa”
Christine Lagarde in un’intervista con il Financial Times, ha dichiarato che i tassi hanno “raggiunto un livello che, se sostenuto abbastanza a lungo, darà un contributo significativo a portare l’inflazione all’obiettivo. Questo è lo scenario di base che abbiamo prodotto con le previsioni di fine settembre, ma se ci saranno altri shock dovremo rivedere lo scenario”.
Il giudizio del Fmi
Bisognerà ormai attendere il 2024 affinché il Vecchio Continente rialzi la testa: è questo il giudizio del Fmi secondo cui nel 2023 la crescita dell’Europa passerà dal 2,7% dell’anno precedente all’1,3%. Il miglioramento previsto per il prossimo anno è comunque contenuto e inferiore al dato di crescita del 2022, pari all’1,5%.
Nonostante l’inflazione sia “in graduale calo”, è l’inevitabile storia che bussa alla porta dell’Europa secondo il Regional Economic Outlook del Fondo: «dopo aver affrontato con successo le sfide della pandemia e lo shock dei prezzi dell’energia innescato dalla guerra della Russia in Ucraina, l’Europa si trova ad affrontare il difficile compito di ripristinare la stabilità dei prezzi garantendo al tempo stesso una crescita forte sul lungo termine» spiegano.
Quanto ai tassi, il peggio dovrebbe essere passato, con la politica monetaria europea che “si sta avvicinando alla fine del ciclo di inasprimento“.
La storia, continua il Fondo monetario internazionale, “suggerisce che sono necessari diversi anni affinché l’inflazione ritorni a livelli normali dopo un episodio inflazionistico” e dunque “mantenere un orientamento di politica monetaria restrittiva è fondamentale per garantire il ritorno dell’inflazione al target entro un arco di tempo ragionevole“. Ci si aspetti insomma il mantenimento di tassi alti, perlomeno per un certo periodo.
L’Italia cresce al +0,7% nel 2023 e 2024
Il Fondo si rivolge anche all’Italia, con il direttore del Dipartimento europeo Alfred Kammer che consiglia di “anticipare l’aggiustamento e di essere più ambizioso, nonché di pensare anche a riforme di bilancio strutturali e favorevoli alla crescita, che non sono previste nella bozza di bilancio 2024“.
Occhi puntati anche sui fondi del Next Generation Eu, a proposito di “problemi che molti Paesi stanno riscontrando in termini di limiti di capacità nell’attuazione“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/SHAWN THEW