Macron ha già annunciato che in caso di caduta dell’Esecutivo scioglierà le camere
Questo pomeriggio, oggi 20 marzo, l’Assemblée Nationale si riunirà per esprimere il proprio parere sulle due mozioni di “censura” al governo presentate dal Rassemblement National di Marine Le Pen e dai centristi indipendenti del Liot dopo la mossa sulla riforma delle pensioni.
Il quadro su come potrebbe andare la votazione è ancora poco a fuoco: la mozione del Liot è quella che potrebbe raccogliere il massimo dei voti “transpartisan”, ma mancherebbero ancora tra i 15 e i 20 voti (per lo più dei Républicains ancora indecisi) per far cadere il governo di Elisabeth Borne.
Il popolo sembra esser estato chiaro nelle sue intenzione: i due terzi dei francesi, infatti, si sono detti contrariati dalla mossa del governo di scavalcare il Parlamento per far approvare la riforma delle pensioni. Al contrario il presidente Macron ha già annunciato che in caso di sfiducia scioglierà le camere, nella speranza che la riforma possa arrivare “in fondo al suo percorso democratico”, come scritto in una lettera.
Nel frattempo le opposizioni si schierano. Marine Le Pen promette ai Républicains che decideranno per la sfiducia che non presenterà canditati concorrenti in caso di nuove elezioni mentre i sindacati e Jean-Luc Mélenchon ribadiscono che la mobilitazione continuerà anche se il governo resterà in piedi.
Le Pen, ormai rivale per antonomasia del presidente, sembra essere la più critica: «il governo gioca con dei cerini alla pompa di benzina – dice in un’intervista alla radio RTL. – La violenza dovrebbe preoccupare tutti ma mi trovo costretta ad osservare che ci sarebbe stato un buon modo di uscire da questa situazione con un referendum. Opzione rifiutata non solo dal governo ma anche dalla France Insoumise. Con il referendum proposto dal RN, ci sarebbe stato un dibattito e il popolo avrebbe deciso».
Non resta che attendere.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON