Il rapporto dell’Onu sul clima è drammatico
Il segretario generale delle nazioni Unite, Antonio Guterres, non ha lasciato spazio all’interpretazione: «la bomba climatica sta ticchettando». Il report dell’Ipcc, il ramo scientifico dell’Onu, è “una guida alla sopravvivenza dell’umanità“.
Per la presentazione del testo si sono ritrovati in Svizzera scienziati da tutto il mondo che hanno unito gli sforzi degli studi condotti dando così vita al documento più importante in materia di clima e cambiamento climatico. Dallo studio emerge che negli ultimi cinque anni le emissioni sono aumentate e non c’è mai stata un concentrazione di Co2 nell’atmosfera come al momento attuale, ciò ha portato all’aumento medio della temperatura di 1,1 gradi (rispetto ai livelli preindustriali). Quasi l’80% delle emissioni arrivano da settore energetico, industria, trasporti e dagli edifici. Il 22% dipende invece da agricoltura e sfruttamento della terra. Questi cambiamenti provocano eventi estremi sempre più frequenti come le ondate di calore e le alluvioni che mettono a repentaglio la vita di miliardi di persone, specialmente di quelle che non hanno contribuito alla attuale crisi climatica.
Dal report emerge che “quasi la metà della popolazione mondiale vive in aree altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici egli ultimi 10 anni il numero dei morti per siccità, nubifragi e uragani è stato 15 volte più alto“. I rischi sono tangibili anche in Europa a causa dell’innalzamento delle temperature. Spiegano gli scienziati che “in questa decade un’azione accelerata di adattamento ai cambiamenti climatici è essenziale. Nel frattempo occorre tagliare subito le emissioni di gas serra in tutti i settori e dimezzarle entro il 2030“.
L’obiettivo mondiale, come dimostra l’accordo di Parigi, è quello di non superare un grado e mezzo di riscaldamento, ma secondo l’Ipcc c’è solo il 50% di possibilità di riuscire a raggiungere questo obiettivo. L’Ipcc mette però in luce anche dei flebili segnali di speranza, in settori come quelli dell’energia il costo del solare ed eolico si è ridotto rispettivamente dell’85% e del 55% negli ultimi 10 anni, stesso vale per le batterie al litio. Con le energie rinnovabili più accessibili si aprono nuovi scenari.
Guterres ha spiegato che questo rapporto è una sfida ai governi a cercare di accelerare in materia di obiettivi climatici, con una serie di azioni come lo stop a nuove esplorazioni, finanziamenti e autorizzazioni per il petrolio e il gas. Il segretario cerca di spronare anche gli Ad dell’industria del fossile spiegando che è possibile divenire parte della soluzione, una stilettata alla Cop che si terrà quest’anno a Dubai. «Ciascun Paese – sostiene Guterres – deve essere parte della soluzione. Chiedere agli altri di fare la prima mossa, vuol dire soltanto essere certi che l’umanità arriverà per ultima».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/AHMED JALIL