Il 71enne praticava atti sessuali e violenti alla giovane approfittando del legame di “dipendenza e soggezione” instauratosi
È dalle righe del Corriere della Sera che si apprende di una storia di cronaca che vede come protagonisti uno psichiatra della “Roma bene” e una sua paziente di 25 anni. L’uomo è stato condannato con rito abbreviato a quattro anni e 6 mesi per violenza sessuale: avrebbe infatti approfittato della sua posizione e della sua influenza per creare un “legame di dipendenza e soggezione” con la sua paziente.
La vicenda risale al 2019. Come risulta dagli atti processuali, il 71enne Stefano Maria Cogliati Dezza avrebbe preso in cura la 25enne, affetta da un disturbo bipolare di personalità. La giovane riscontrava problemi nella perdita di peso e per questo motivo il medico le avrebbe prescritto dei farmaci.
Una volta instaurato un “legame di dipendenza”, lo psichiatra avrebbe poi approfittato della giovane costringendola a pratiche estreme, dotato di strumenti quali fruste, candele, pinze e bastoni. L’uomo le infligge pratiche che “provocano sofferenza fisica” alla giovane, come scrive il Corsera, legandola al letto, bendandola, frustandola e facendole colare sulla schiena cera bollente.
Non basta: il medico alternava queste pratiche del dolore a momenti in cui le iniettava sostanze per abbassare la soglia del dolore; era proprio in questi momenti che la giovane veniva stuprata. È solo nel 2020 che la 25enne trova la forza di raccontare l’accaduto ai genitori.
Il gup ha riconosciuto all’uomo aggravanti anche per l’uso di strumenti di offesa alla vittima. La condanna, inizialmente chiesta a 6 anni e 6 mesi, è stata decurtata sulla base di quanto previsto dal rito abbreviato.
Oltre a una provvisionale di 40mila euro, l’uomo ha ricevuto anche “l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno, la sospensione dell’esercizio della professione medica, nonché dai pubblici uffici per cinque anni“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/CARABINIERI