L’azienda nata in ambito universitario è altamente qualificata nello sviluppo e nella produzione di PLA
Galatea Bio Tech è uno Spin-off dell’Università di Milano-Bicocca nato nel 2013. I fondatori sono tre professori universitari accomunati da passione ed esperienza nel campo della ricerca nelle biotecnologie industriali e scienze dei materiali. L’attività è iniziata con l’aiuto di un co-finanziamento arrivato da parte del MIUR. A raccontarci meglio di cosa si occupa è Stefano Bertagnoli, presidente e ricercatore senior in bioprocessi, fermentazione e biopolimeri.
Con quale scopo nasce Galatea Bio Tech?
«Nel 2013 Paola Branduardi, Danilo Porro e Adele Sassella, tre professori di Biotecnologie Industriali e Fisica della Materia, hanno deciso di far fruttare la loro esperienza nel campo della ricerca e portare i risultati ottenuti sul mercato. Il loro obiettivo era quello di produrre composti chimici tramite bioprocessi rinnovabili con l’utilizzo delle biotecnologie industriali. La mission dell’azienda è diffondere una transizione ambientale più sostenibile passando da un’economia di tipo lineare che utilizza fonti fossili come materie prime a un’economia di tipo circolare che prevede l’utilizzo di fonti rinnovabili. Si vuole quindi giungere a dei prodotti che possano essere riammessi in natura, ovvero che siano biodegradabili ed eco compatibili».
Nel dettaglio, di cosa si occupa Galatea Bio Tech?
«Il nostro focus è la ricerca sulle bioplastiche e, in particolare, sulla produzione e sullo sviluppo di acido polilattico (PLA), poliestere alifatico termoplastico che può essere processato tramite gli stessi macchinari usati per le plastiche tradizionali. Ci sono due visioni sull’utilizzo del PLA e più in generale delle bioplastiche. La prima è di pensare alla sostituzione delle plastiche utilizzate abitualmente in maniera tale da rendere il loro mercato più sostenibile. La seconda è quella di pensare al PLA come un materiale scollegato dalle plastiche tradizionali, biodegradabile e compostabile, un materiale innovativo da utilizzare sul mercato per oggetti di lunga durata. Attualmente il PLA viene prodotto da grandi multinazionali mediante un processo a due passaggi: il primo è la produzione per via fermentativa da biomasse del monomero ovvero dell’acido lattico, il secondo è il passaggio di polimerizzazione chimica tradizionale del monomero a polimero. Ciò che noi abbiamo fatto è sviluppare un bioprocesso di produzione totalmente innovativo che si basa sulla produzione di PLA in un singolo passaggio, cioè direttamente dalle biomasse al polimero finale eliminando il secondo step di polimerizzazione chimica. L’innovazione sta nella possibilità di farlo in maniera sostenibile attraverso la fermentazione usando un microrganismo per fargli trasformare gli zuccheri delle biomasse direttamente in PLA».
Tra i suoi servizi l’azienda offre anche percorsi di consulenza per lo sviluppo di bioprocessi innovativi non solo legati a PLA ma anche sulla produzione di altri prodotti chimici, come enzimi e biomasse microbiche. Al momento i professionisti di Galatea Bio Tech stanno portando avanti due diversi progetti Conto Terzi.
A quali mercati si rivolge il vostro brevetto?
«Il mercato di riferimento è piccolo ed è quello italiano ma vogliamo espanderci. Il nostro obiettivo principale sono gli Stati Uniti dove il nostro brevetto, depositato in Italia, è stato già approvato e riconosciuto. Altri mercati interessanti sono l’Europa e l’Asia e siamo in attesa di ottenere l’estensione. Attualmente il nostro processo è validato su scala da laboratorio ma abbiamo già intrapreso un percorso di scale-up industriale così da poter vendere la licenza di utilizzo a player che hanno la potenza per una produzione industriale».
Galatea Bio Tech ritiene che i vantaggi dell’utilizzo di questo bioprocesso nascano dal bypassare uno step di produzione che porta ad abbattere il costo di produzione del PLA almeno del 20%. Questo renderebbe il loro prodotto competitivo sul mercato rispetto alle plastiche tradizionali, migliorando l’impatto ambientale e abbassando o annullando le emissioni di carbonio. Grazie a questa iniziativa, nel 2015 l’azienda ha ricevuto il premio per l’approccio innovativo proposto nell’ambito della produzione di bioplastiche al BioEnergy Italy, il Salone delle Tecnologie per le Rinnovabili di Cremona.