Un sistema brevettato in Italia e in Europa che permette di verificare il giusto utilizzo dei DPI e ridurre il rischio di incidente

La sicurezza sul lavoro è un elemento fondamentale per assicurare ai dipendenti una situazione lavorativa in cui non ci sia pericolo di incidenti. È da questo presupposto che nasce Jobsafer, un sistema di controllo che usa sensori per verificare il giusto utilizzo di dispositivi di protezione individuale. A raccontarcelo è Simone Gitti, Responsabile Ufficio Ricerca e Sviluppo.

Qual è l’idea dietro Jobsafer?
«Jobsafer nasce dalla spinta innovativa di CEA (Cooperativa Edile Appennino Scarl), una delle più grandi realtà edili nate in Emilia Romagna, presente in Italia e nel mondo con oltre 600 dipendenti, e viene sviluppato insieme alla software house Digipax di Senigallia. Nasce per rispondere in maniera efficace a un’esigenza precisa: migliorare la sicurezza sul lavoro, un tema centrale e purtroppo sempre attuale che ha bisogno di una migliore gestione per ridurre il rischio di infortuni, anche di lieve entità. Ci siamo chiesti: dove e come possiamo intervenire per affrontare questo problema? In partenza la nostra analisi si è concentrata sui DPI (dispositivi di protezione individuale) e sul loro corretto utilizzo. Tra questi: caschi, giubbotti ad alta visibilità e guanti. Così è nato Jobsafer, un’idea che oggi ha convinto grandi brand tra cui Samsung che ci ha scelto come partner. Al momento stiamo lavorando con i loro tecnici per implementare le funzionalità della nostra app anche sui loro dispositivi indossabili».

Come funziona nello specifico?
«Si tratta di un sistema digitale che collega i DPI a smartphone e verifica in tempo reale il loro corretto utilizzo a seconda delle mansioni che ogni dipendente deve svolgere. È una piattaforma personalizzabile tramite un sistema brevettato sia in Italia che in Europa. Se un dispositivo non viene indossato o viene indossato in modo scorretto, il sistema se ne accorge e si attiva segnalando l’errore o la dimenticanza e verificando che questi vengano indossati nella maniera adeguata dal lavoratore. Se la situazione persiste, Jobsafer invia una segnalazione identica al capo cantiere o al responsabile per la sicurezza così che possano intervenire a supporto del lavoratore. I sensori sono piccoli, non ingombranti e con batterie che durano fino a due anni. Tutti i dati raccolti vengono marcati temporalmente ogni giorno. Questa è una tutela in più per l’azienda e per il dipendente che, in caso di necessità, possono dimostrare legalmente il corretto uso dei DPI. Lavoriamo costantemente per aggiornare il cuore digitale della piattaforma. Grazie a questo sistemal’azienda ha la capacità di controllare anche da remoto lo svolgersi in sicurezza di ogni attività lavorativa».

Jobsafer è nata per rispondere a un’esigenza e si evolve con essa, di pari passo con le trasformazioni del mondo del lavoro. Per questo quotidianamente l’app viene plasmata sui bisogni specifici del cliente, indifferentemente da quale sia il suo settore, che produca formaggi o ripari le reti del gas, che costruisca dighe o mobili di design, che assembli automobili o che garantisca asfalti perfetti su cui viaggiare.

Come sarà la piattaforma Jobsafer del domani?
«Al fianco di Jobsafer sono presenti nuovi progetti su cui stiamo lavorando sia a livello preparatorio che in fase di test. Di recente abbiamo depositato un nuovo brevetto per un altro dispositivo legato alla sicurezza sul lavoro pensato in modo specifico per chi muove carichi pesanti e che quindi deve essere sicuro di avere una presa affidabile per tutelare la salute e il benessere del corpo. Siamo un’azienda piccola ma vogliamo crescere al più presto».

A ottobre 2022 Jobsafer è stata insignita del riconoscimento Le Fonti Awards 2022 come “Eccellenza dell’anno per innovazione & leadership” da una giuria composta da esperti nel settore finanziario, accademico, imprenditoriale e legale. Un’eccellenza, sì, con una mission ben precisa: che il lavoro sia sempre più sicuro. Per tutti.