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In Israele mandato a Netanyahu per un governo di emergenza nazionale. L’Oms chiede l’apertura di un corridoio umanitario

La situazione sulla Striscia di Gaza è sempre più drammatica. Daniel Hagari, contrammiraglio portavoce dell’esercito israeliano, ha assicurato come riportato da Times of Israel che Israele ha ripreso il controllo del confine, dopo la distruzione di parte della recinzione. Da Israele arriva anche la notizia che “il valico di Rafah è ancora aperto“, secondo quanto dichiarato da un portavoce militare che invita i palestinesi a lasciare Gaza e spostarsi in Egitto, assicurando che “ognuno può uscire“. Secondo quanto riporta il Washington Post, citando l’autorità di frontiera sul lato di Gaza, un attacco aereo di Israele ha colpito stamattina il valico di Rafah tra Egitto e Gaza, colpendo il tratto di strada tra il lato egiziano e quello di Gaza del valico, creando “un buco che ostacola il transito verso e dalla parte egiziana“. Si tratta del secondo raid in meno di 24 ore. Fonti di Al Arabiya riferiscono della chiusura del valico “sine die” fatta dall’Egitto.

In Israele i partiti di maggioranza hanno dato mandato al premier Benyamin Netanyahu di “costituire un governo di emergenza nazionale” . Decisione accettata anche dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir che in un primo momento si era detto contrario.

L’esercito ha annunciato che, durante un attacco è stato ucciso il ministro dell’economia di Hamas nella Striscia Joad Abu Shmalah. Secondo Israele il ministro “ha gestito il finanziamento del terrorismo all’interno e all’esterno della Striscia di Gaza. Ha ricoperto posizioni di sicurezza nell’organizzazione terroristica e ha guidato una serie di operazioni contro i civili israeliani e lo Stato di Israele“. Secondo alcuni media sarebbe stato ucciso anche un membro dell’ufficio politico di Hamas, Zakaria Mamr.

Hamas

Il portavoce del movimento Hamas in Libano, Abdul Majeed Awad, ha spiegato che “l’obiettivo principale dell’Asse della Resistenza è quello di annientare e distruggere completamente Israele“. Dell’Asse fanno parte Iran, Siria, milizie sciite irachene, Hezbollah e gruppo Houthi dello Yemen, l’obiettivo è contrastare l’influenza statunitense e israeliana in Medio Oriente. Hamas ha poi lanciato un appello ai “popoli arabi e musulmani e i palestinesi da ogni luogo, in particolare nei campi profughi all’estero, a marciare verso i confini della Palestina occupata in solidarietà con la Palestina, Gerusalemme e la Moschea di Al-Aqsa“, in modo da sottolineare “i risultati storici ottenuti dalla resistenza palestinese contro l’occupazione israeliana“, “sostenere la resistenza“, “sventare i piani israeliani” e “difendere la moschera di al Aqsa“.

Abu Obeida, il portavoce di Hamas, ha lanciato un ultimatum agli abitanti di Ashkelon, come spiega la tv al Manar degli Hezbollah libanesi, Hamas ha intimato: “lasciate la città ma entro due ore. Vi abbiamo avvertiti“. Poco dopo lo scadere dell’ultimatum (le 17 locali) Hamas, secondo i media israeliani, ha lanciato un attacco aereo. Al Jazeera informa che le Brigate al-Qassam hanno annunciato di aver attaccato l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, notizia però smentita da un portavoce dell’aeroporto.

Gli scontri

Nel frattempo non si placano gli scontri, secondo quanto riportano i media internazionali violente esplosioni stanno devastando Gaza e l’esercito israeliano è impegnato in numerosi scontri a fuoco contro i combattenti di Hamas. L’esercito d’Israele ha anche comunicato di aver rinvenuto circa 1500 corpi di militanti di Hamas nel territorio israeliano. Secondo un portavoce militare nella notte sono stati colpiti circa 200 “obiettivi“, “soprattutto a Rimal e Khan Yunis“, luoghi considerati dall’esercito israeliano “centri terroristici” privilegiati di Hamas e proprio da lì sarebbe partito “un gran numero di attacchi terroristici contro Israele“. Le Nazioni Unite hanno sottolineato a Israele come l’assedio totale di Gaza sia “proibito” dal diritto internazionale umanitario. Contestualmente, l’Oms ha chiesto l’apertura di un corridoio umanitario per la Striscia di Gaza.

Dall’estero

Irna ha riportato le parole della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, pronunciate all’accademia delle forze armate della Repubblica islamica. Khamenei auspica una “sconfitta irreversibile da parte del regime sionista sia in termini militari che a livello di intelligence“. La Guida Suprema iraniana ha aggiunto “baciamo la fronte e le braccia delle menti intelligenti e piene di risorse” che hanno organizzato l’attacco “e dei giovani palestinesi, ma si sbagliano coloro che affermano che il recente grande evento è opera di non-palestinesi” ha sottolineato. Accogliendo al Cremlino il primo ministro iracheno, Mohammed al-Sudani, il presidente russo Vladimir Putin ha sostenuto che “per la risoluzione del conflitto palestino-israeliano è necessaria l’attuazione delle risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla creazione di uno Stato palestinese sovrano e indipendente“. Putin ha poi sostenuto che “il nuovo scoppio di violenza tra palestinesi e israeliani è “un ottimo esempio del fallimento della politica degli Usa in Medio Oriente” e ha esortato “le parti in conflitto” a “minimizzare e ridurre a zero i danni alle popolazioni civili“.

Ramzan Kadyrov, il leader ceceno, ha scritto su Telegram che di sostenere “la Palestina. E siamo contrari a questa guerra che, a differenza di altri conflitti, può trasformarsi in qualcosa di più“. Kadyrov ha aggiunto: «io stesso sono stato in Israele. E la nostra delegazione ha sperimentato in prima persona tentativi di provocazione palese. Pertanto, chiedo la fine sia della guerra che di qualsiasi forma di escalation della situazione. Se necessario, le nostre unità sono pronte ad agire come forze di mantenimento della pace per ristabilire l’ordine e contrastare eventuali fomentatori». Kadyrov prosegue: «faccio appello alla comunità internazionale affinché almeno una volta prenda all’unanimità una decisione giusta sulla situazione in Palestina. Mi rivolgo ai leader dei paesi musulmani: create una coalizione e invitate coloro che chiamate amici, l’Europa e l’intero Occidente, a non bombardare i civili con il pretesto di distruggere i militanti».

Il pontefice ha telefonato al parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli. Proprio Romanelli ne ha dato notizia, spiegando di aver “parlato con Papa Francesco che mi ha manifestato la sua vicinanza e la sua preghiera per tutta la comunità ecclesiale di Gaza e per tutti i parrocchiani e abitanti. Ho ringraziato il pontefice per il suo appello alla pace in Israele e in Palestina di domenica all’Angelus. Papa Francesco ha impartito la sua benedizione perché tutti sentano la sua vicinanza”.

L’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borell, al termine del vertice Ue-Paesi del Golfo, ha dichiarato: «condanniamo qualsiasi attacco ai civili e richiamiamo il rispetto ai principi universali del diritto internazionale. Israele ha certamente il diritto di difendersi, ma ciò va fatto in linea con il diritto internazionale. Chiediamo il rilascio degli ostaggi e che ci sia accesso a cibo, acqua e medicine. Certamente condanneremo degli atti terroristici che hanno creato tanta sofferenza e non hanno aiutato i palestinesi».

John Kirby, portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale statunitense, ha riferito che la prima tranche di aiuti militari è già in viaggio verso Israele.

Le vittime

Dal ministero della Sanità palestinese arriva invece la notizia dei cittadini uccisi negli scontri: 765, tra cui 143 bambini e 105 donne, mentre i feriti sarebbero circa quattromila. Incrementato anche il numero delle vittime straniere, il viceministro degli Affari esteri della Thailandia, Jakkapong Sangmanee, ha annunciato la morte di 18 cittadini tailandesi negli scontri a Gaza.

Fra le vittime palestinesi si contano anche tre giornalisti, morti in un attacco aereo israeliano vicino al porto di Gaza City.: Said al-Taweel, Mohammed Sobboh e Hisham Nawajhah.

200 italiani di ritorno in patria

A Pratica di Mare stanno ritornano in Italia circa 200 cittadini che si trovavano in Israele. Gli arrivi dei diversi voli sono previsti tra le 7 e le 9:30, il ministro degli Esteri Tajani ha spiegato che “circa 200 italiani stanno rientrando da Israele su due aerei militari. I voli attivati su richiesta della Farnesina e coordinati con la Difesa arriveranno a Pratica di Mare. Orgoglioso del gioco di squadra che ha coinvolto l’Ambasciata d’Italia in Israele, il Consolato a Gerusalemme, l’Unità di crisi e i militari“. Il primo e il secondo volo sono atterrati.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/HAITHAM IMAD