Il segretario parla della “soffocante occupazione” del popolo palestinese
All’apertura della riunione speciale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il segretario generale Antonio Guterres ha dichiarato: «sono profondamente preoccupato per le evidenti violazioni del diritto umanitario internazionale a cui stiamo assistendo a Gaza». Come riporta Sky News il segretario ha condannato, nuovamente, l'”orribile e senza precedenti” attacco compiuto da Hamas, ma ha aggiunto che “nulla può giustificare” l’uccisione dei civili. Il segretario ha poi sottolineato che anche la guerra “ha delle regole: dobbiamo chiedere a tutte le parti di impegnarsi e di rispettare i loro obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale“. Guterres poi, nella riunione dedicata alla situazione mediorientale, ha aggiunto che sono oltre 600mila i palestinesi che cercano rifugio nelle strutture dell’Onu e che almeno 35 lavoratori delle Nazioni Unite sono stati uccisi. Il segretario generale ha ribadito che “incessante bombardamento di Gaza da parte delle forze israeliane, il livello delle vittime civili e la distruzione dei quartieri continuano a crescere e sono profondamente allarmanti“.
Guterres, secondo quanto riporta il Times of Israel, ha sottolineato che “è importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla“, aggiungendo che “il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione“. Queste parole hanno provocato una forte reazione e l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Gilad Erdan, come riporta Haaretz, ha chiesto le dimissioni di Antonio Guterres, secondo Erdan “non vi è alcuna giustificazione, né ha senso parlare con coloro che mostrano comprensione per gli atti più terribili commessi contro i cittadini di Israele, tanto meno da un’organizzazione dichiaratamente terroristica” quale è Hamas.
Il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, intervenendo all’Onu ha dichiarato che “l’Occidente sarà il prossimo. La guerra che ci è stata imposta non è solo la guerra di Israele. È la guerra del mondo libero“. Il ministro ha inoltre ribadito che per Israele “la risposta proporzionata al massacro del 7 ottobre è la distruzione totale di Hamas. Non è solo diritto di Israele distruggere Hamas, è anche nostro dovere. Per Israele è una questione di sopravvivenza. Il mondo libero dovrebbe ricordare, mai dimenticare, quello che è successo il 7 ottobre. Oggi questo barbaro terrore ha colpito Israele, domani sarà alla porta di tutti“. A seguito delle parole di Guterres il ministro ha annunciato sui social che non lo incontrerà e su X ha aggiunto che “dopo il 7 ottobre non c’è spazio per un approccio equilibrato. Hamas deve essere cancellato dal mondo“.
Anche dagli Stati Uniti arriva un commento sulle parole di Guterres. Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby, ha spiegato che Biden ha parlato “molto chiaramente e con forza su chi è da condannare“, ovvero Hamas. Aggiungendo che “la responsabilità dei 7 ottobre è di Hamas, solo di Hamas. Non di Israele né dei civili innocenti“.
Rania di Giordania: c’è un doppio standard
In un’intervista alla Cnn la regina Rania di Giordania ha sostenuto come ci sia un “lampante doppio standard” nella guerra in corso tra Israele e Hamas. La sovrana ha precisato inoltre che in Medio Oriente c’è “shock e delusione di fronte alla reazione del mondo alla catastrofe che sta accadendo“, e che “nelle ultime settimane abbiamo assistito a un lampante doppio standard. Quando è avvenuto il 7 ottobre il mondo si è subito schierato con Israele e il suo diritto a difendersi e condannato l’attacco” ma nessuno ha utilizzato gli stessi termini per la Palestina e per quanto stia accadendo al popolo palestinese. “è la prima volta nella storia moderna che vediamo tanta sofferenza umana e il mondo non chiede un cessate il fuoco“, ha aggiunto.
Esercito Israele: lanci dalla Siria, risponderemo
Secondo quanto dichiara l’esercito israeliano sono stati identificati “due lanci dalla Siria verso il territorio israeliano, caduti in aree aperte e che le forze di difesa stanno rispondendo con il fuoco dell’artiglieria sulle fonti del lancio“.
Sulla Striscia intanto non si placa l’offensiva e secondo i dati del ministero della Sanità palestinese almeno 50 persone sono morte a causa degli attacchi in una sola ora. L’Unicef parla di 2.360 bambini morti e 5.364 feriti negli ultimi 18 giorni, intanto sono entrati a Gaza dal valico di Rafah 8 camion di aiuti.
Braccio di ferro sul carburante
Intanto l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi ha reso noto su X che senza carburante sarà costretta “a sospendere le nostre operazioni nella Striscia di Gaza a partire da domani sera“. Dal portavoce dell’Esercito israeliano, Daniel Hagari, arriva però la notizia che “il carburante non entrerà a Gaza poiché Hamas lo utilizza per le sue esigenze operative” e che “Hamas può restituire agli ospedali il carburante che ha rubato all’Unrwa“.
In Italia
Di oggi l’incontro a Palazzo Chigi della premier Meloni con una delegazione dei familiari delle vittime e degli ostaggi di Hamas. In una nota Palazzo Chigi ha spiegato che la presidente del Consiglio ha ascoltato le storie dei familiari e ha espresso il “profondo sgomento per la ferocia con la quale Hamas si è accanito contro civili inermi, casa per casa, non risparmiando neppure donne, bambini e anziani“.
Secondo quanto riporta LaPresse un file audio fatto circolare in Libano inciterebbe atti ostili nei confronti di obiettivi in Italia. In questo audio, secondo quanto si apprende, sarebbero nominati anche Stati Uniti, Regno Unito e Germania, tutti Paesi responsabili di aver espresso vicinanza a Israele.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/ATEF SAFADI