Sono stati identificati gli 843 corpi dei morti nell’attacco del 7 ottobre
La guerra in Medioriente è arrivata nel cuore di Gaza City.
Khalil al-Hayya, dirigente di spicco del movimento estremista di Hamas, al potere nella Striscia, ha dichiarato in un’intervista al New York Times rilasciata dal Qatar che l’obiettivo di Hamas è “rimettere sul tavolo la questione palestinese” e la speranza è che “lo stato di guerra con Israele diventi permanente”. «L’obiettivo di Hamas non è governare Gaza. Questa battaglia non è scoppiata perché volevamo carburante o manodopera. Miriamo a ribaltare completamente la situazione. Siamo riusciti a rimettere sul tavolo la questione palestinese, e ora nessuno nella regione è più tranquillo. Spero che lo stato di guerra con Israele diventi permanente su tutti i confini e che il mondo arabo sia al nostro fianco. Sapevamo che senza dubbio Israele a questo atto grande avrebbe risposto in maniera altrettanto grande ma dovevano dire alla gente che la causa palestinese non era morta».
Al fronte
Un attacco israeliano nel pomeriggio ha colpito una moschea molto vicina all’ospedale Nasser a Khan Younis. Lo riferisce Al Jazeera. Vicino alla moschea, distrutta, ci sono un mercato e una panetteria: al momento dell’attacco centinaia di persone erano in fila in attesa di compare il pane. Non si conosce ancora il numero dei morti ma decine i feriti che sono stati trasportati negli ospedali.
Scontri anche a Betlemme: feriti 6 palestinesi.
Intanto, la Mezza Luna Rossa palestinese tramite un post su X ha reso noto che tutte le vie di accesso all’ospedale Al-Quds nella Striscia di Gaza sono chiuse e “le squadre mediche non possono lasciare l’ospedale per raggiungere i feriti”.
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha dichiarato che la nave della Marina Vulcano, attrezzata con ospedale e sale operatorie, è in partenza per il Medioriente per accogliere feriti di Gaza. Sarà inviato a seguire anche un ospedale da campo da portare direttamente a Gaza in accordo con i palestinesi.
Il Qatar negozia una tregua
Il Qatar sta negoziando con Israele e Hamas, in coordinamento con gli Stati Uniti, il rilascio di 10-15 ostaggi in cambio di un cessate il fuoco a Gaza di uno o due giorni: lo riferiscono fonti a conoscenza del dossier citate dalla France Presse.
Usa e Israele si scontrano sulla rioccupazione
Il comandante del fronte sud israeliano ha annunciato che per la prima volta da decenni l’esercito è arrivato in questo luogo e Netanyahu lo ha definito “un successo straordinario”.
Per la prima volta dall’inizio del conflitto, però, Usa e Israele si scontrano: Washington si è opposto alla rioccupazione di Gaza da parte di Tel Aviv. Il portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel ha dichiarato: «la nostra opinione è che i palestinesi devono essere in prima linea in queste decisioni. Gaza è terra palestinese e rimarrà terra palestinese. Allo stesso tempo siamo d’accordo con Israele che non si tornerà allo status quo del 6 ottobre e che Gaza non potrà e non dovrà essere più una base da cui lanciare attacchi contro il popolo di Israele o chiunque altro». Il segretario di Stato Antony Blinken ha ribadito questo concetto in conferenza stampa da Tokyo.
Il bilancio delle vittime sale ancora: secondo il ministero della Sanità di Gaza, sono morte 10mila e 569 persone, tra cui quattromila e 342 bambini.
Un soldato intervistato dall’ANSA ha dichiarato che l’obiettivo dell’esercito è “eliminare Hamas totalmente” e sottolinea “non solo per noi, ma anche per i palestinesi”. «Dobbiamo liberare Gaza da Hamas. Usa i civili come scudi umani e i palestinesi soffrono per Hamas. Finché esisterà, Israele continuerà a essere in pericolo. Bisogna portare a termine la missione, liberare gli ostaggi ed eliminare questa organizzazione terroristica che vuole solo una Palestina dal fiume al mare senza uno Stato ebraico. Questo non lo accetteremo mai, anche se spero che sia l’ultima guerra. Alla fine anche con la vittoria, il conflitto sarà un grande trauma per tutto il Paese».
In Cisgiordania c’è una “grave escalation” negli scontri. Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato oggi un incontro urgente con i dirigenti degli insediamenti ebraici nella zona. In un comunicato, ha dichiarato: “questo incontro rientra nella visita odierna del Gabinetto di guerra nel comando della Regione militare centrale alla luce degli avvertimenti dei responsabili alla sicurezza per la grave escalation in atto nella Giudea-Samaria”.
Le reazioni nel Mondo
Continuano le proteste e le manifestazioni in giro per il mondo.
L’ex cancelliera tedesca Angela Merkel, in occasione dell’85esimo anniversario della “Notte dei cristalli”, il pogrom nazista del 1938, ha rilasciato una dichiarazione che tocca i temi della guerra in Medioriente: “gli ebrei devono potersi sentire sicuri in Germania. La maggioranza democratica del nostro Stato deve rimanere vigile. La lotta contro ogni forma di antisemitismo – di destra, di sinistra e motivato dall’islamismo – è un nostro dovere statale e civico. Tutti in Germania devono impegnarsi a sostenere i valori della Legge fondamentale: ciò include anche il fatto che la sicurezza dello Stato di Israele è parte della ragion di Stato della Germania”.
A Milano, nell’Aula Magna dell’Università Statale, un gruppo di cinque studenti con uno striscione e un megafono hanno interrotto l’Annual Meeting della 4Eu+ European University Alliance. Gli attivisti sono saliti sul palco e hanno esposto lo striscione con scritto “4Eu+: la vostra eccellenza è complicità con la filiera della morte e il genocidio palestinese”. Hanno mostrato una bandiera della Palestina e hanno detto di non voler “essere complici del genocidio del popolo palestinese“. Poi si sono seduti sul palco. Sono ripresi nel frattempo gli interventi del meeting.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/MOHAMMED SABER