Con la riforma Cartabia scatta la decurtazione della pena visto il mancato appello in secondo grado della sua difesa
Verso una riduzione di pena per Alberto Genovese, l’imprenditore condannato lo scorso settembre con rito abbreviato a 8 anni e quattro mesi di reclusione per due casi di violenza sessuale nei confronti di vittime stordite da un mix di droghe. Il “re della Terrazza Sentimento” meneghina ha infatti rinunciato a ricorrere in appello contro la sentenza.
Questo, in base alle nuove norme della riforma Cartabia, gli assicurerà automaticamente uno sconto di un sesto sulla pena inflitta in primo grado. La condanna definitiva per Genovese scenderà dunque a poco meno di 7 anni.
La battaglia dei legali dell’imprenditore non è però finita. Genovese si trova infatti ai domiciliari in una clinica per disintossicazione dalla cocaina ma ora rischia di dover tornare in carcere, essendo la violenza sessuale un reato ostativo e dunque non ricompreso fra quelli per i quali si contemplano misure alternative al carcere.
La parola spetterà, in questo caso, al Tribunale di Sorveglianza che dovrà analizzare la casistica di un “pre-sofferto” avanzata dalla difesa: si tratta di un calcolo che tiene conto del tempo già trascorso da Genovese in carcere (l’ex imprenditore del web è stato arrestato nel 2020) e che potrebbe coprire la parte di pena comminata per le due violenze.
di: Marianna MANCINI