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Francesco tornerà in Vaticano domenica 6 agosto

Papa Francesco è in Portogallo, a Lisbona, meta del suo 42esimo viaggio internazionale. Bergoglio, partito la mattina del 2 agosto dall’aeroporto di Fiumicino farà rientro in Italia nella serata del 6 agosto.

Rivolgendosi ai giovani, il Papa ha lanciato un appello: «cercare e rischiare: ecco i verbi dei pellegrini. Pessoa ha detto, in modo tormentato ma corretto, che ‘essere insoddisfatti è essere uomini’. Non dobbiamo aver paura di sentirci inquieti, di pensare che quanto facciamo non basti. Essere insoddisfatti, in questo senso e nella giusta misura, è un buon antidoto contro la presunzione di autosufficienza e il narcisismo. L’incompletezza caratterizza la nostra condizione di cercatori e pellegrini perché, come dice Gesù, ‘siamo nel mondo, ma non siamo del mondo’. Siamo chiamati a qualcosa di più, a un decollo senza il quale non c’è volo. Non allarmiamoci allora se ci troviamo assetati dentro, inquieti, incompiuti, desiderosi di senso e di futuro, com saudades do futuro. Non siamo malati, ma vivi».

Parlando invece con gli universitari dell’Universidade Catòlica Portuguesa, il Pontefice ha invitato i giovani a usare coraggio: «l’autopreservazione è una tentazione, un riflesso condizionato della paura, che fa guardare all’esistenza in modo distorto. Se i semi preservassero sé stessi, sprecherebbero completamente la loro potenza generativa e ci condannerebbero alla fame; se gli inverni preservassero sé stessi, non ci sarebbe la meraviglia della primavera. Abbiate perciò il coraggio di sostituire le paure coi sogni: non amministratori di paure, ma imprenditori di sogni!».

Alla Nunziatura con i pellegrini ucraini

Nel suo secondo giorno di missione, il Papa ha incontrato, prima di lasciare la Nunziatura, un gruppo di 15 giovani pellegrini dall’Ucraina accompagnati dal Consulente per il dialogo con le organizzazioni religiose presso il Governo di Kiev, Denys Kolada. Il Papa ha rivolto ai ragazzi alcune parole, manifestando la sua vicinanza, “dolorosa e di preghiera”. Poi, al termine dell’incontro, hanno recitato tutti insieme il Padre Nostro con il pensiero rivolto alla “martoriata Ucraina”.

L’incontro con le vittime di abusi

Dopo gli incontri istituzionali Bergolio ha ricevuto in Nunziatura 13 persone vittime di abusi da parte di alcuni esponenti del clero. Il gruppo era accompagnato da alcuni rappresentanti delle istituzioni della Chiesa portoghese incaricate della tutela dei minori. «L’incontro si è svolto in un clima di intenso ascolto ed è durato più di un’ora» hanno comunicato fonti del Vaticano.

Poco prima, durante l’incontro con i vescovi e i sacerdoti del Portogallo, il Papa aveva parlato dei casi di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica. Il Pontefice ha evidenziato la “delusione” e la “rabbia” che “alcuni nutrono nei confronti della Chiesa, talvolta per la nostra cattiva testimonianza e per gli scandali che ne hanno deturpato il volto, e che chiamano a una purificazione umile e costante, a partire dal grido di dolore delle vittime, sempre da accogliere e da ascoltare”. Il Papa ha, poi, invitato a non restare “impigliati nelle reti della rassegnazione e del pessimismo”.

Da una recente inchiesta, commissionata dalla stessa Chiesa del Portogallo, sono emersi 4815 casi di abusi su minore nel Paese dal 1950.

Francesco in Portogallo: “mancano rotte di pace”

Il papa giunto in Portogallo ha dichiarato che mancano “rotte coraggiose di pace” e ha chiesto all’Europa “verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo?“. Francesco ha poi sottolineato la preoccupazione “quando si legge che in tanti luoghi si investono continuamente fondi sulle armi anziché sul futuro dei figli. Io sogno un’Europa, cuore d’Occidente, che metta a frutto il suo ingegno per spegnere focolai di guerra“.

Telegramma a Mattarella

Il papa ha inviato un telegramma al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per inviare un “augurio di pace e di prosperità” all’Italia, mentre in Portogallo il Pontefice si appresta a incontrare i giovani di tutto il mondo e, prosegue il telegramma, “animato dalla gioia di ritrovarmi con i giovani provenienti da ogni parte del mondo, auspico che, spinti dalla fede e desiderosi di ‘alzarsi e mettersi in cammino’ essi attingano forza dall’incontro con Cristo e siano incoraggiati nella ricerca della verità e del senso della vita“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI