Mentre il PE e il Consiglio Ue sono ancora al lavoro sul Patto per l’asilo e le migrazioni, oggi si ricordano i 368 morti davanti all’Isola dei Conigli

Il 3 ottobre si celebra la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. Una giornata del ricordo istituita dopo che nel 2013 un barcone carico di migranti, quasi tutti provenienti dall’Eritrea, affondò davanti all’Isola dei Conigli. Una strage in cui morirono 368 persone, mentre 115 fra cui una 40ina di minori furono messe in salvo.

A meno di un miglio dalle coste dell’isola, il motore dell’imbarcazione si bloccò. A quel punto un membro dell’equipaggio incendiò uno straccio, forse per attirare l’attenzione dei soccorsi. Il fumo però fece spaventare la gente a bordo che, spostandosi, sbilanciò il mezzo facendolo ribaltare e poi colare a picco.

Per la tragedia nel 2015 vennero condannato Khaled Ben-salam, comandante dell’imbarcazione, a 18 anni per omicidio colposo multiplo, e Mouhamud Elmi Muhidin a 30 anni con l’accusa di essere uno dei trafficanti.

In questa occasione, a Strasburgo la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola ha dedicato un ricordo alla tragedia. «La triste verità – dichiara Metsola – è che il naufragio della nave migranti del 2013 non è affatto una tragedia isolata: da allora nel cimitero del Mediterraneo sono morti migliaia di donne, bambini e uomini».

«Ora – prosegue – l’Europa deve rispondere in modo equo e umano nei confronti di coloro che cercano protezione e in modo fermo nei confronti di coloro che non ne hanno diritto. E questo è forte nel caso delle reti criminali che continuano a sfruttare i più vulnerabili».

A 6 mesi dalla fine della legislatura, domani 4 ottobre il Parlamento discuterà “dell’urgenza dei pacchetti da adottare” per trovare un accordo tra PE e il Consiglio sul Patto per l’asilo e le migrazioni.

La premier Giorgia Meloni ha dichiarato: «L’impegno del Governo italiano per spezzare l’orrendo business della tratta degli esseri umani continuerà incessante, anche nel nome di tutte le vittime che hanno perso la vita in mare. Da allora troppe tragedie si sono ripetute per raggiungere le coste d’Europa ed è nostro preciso dovere porre fine a questa continua strage, anche bloccando la partenza».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/Concetta Rizzo