A New York è iniziata la 78esima Assemblea generale delle Nazioni Unite
Il segretario generale dell’Onu è stato il primo a prendere la parola all’Assemblea generale in corso a New York. Guterres ha espresso un pensiero alla situazione in Libia, spiegando che “Derna è una triste istantanea dello stato del nostro mondo: il diluvio di disuguaglianze, di ingiustizie, di incapacità di affrontare le sfide in mezzo a noi“. Il segretario ha poi aggiunto che “il nostro mondo sta impazzendo, aumentano le tensioni geopolitiche. aumentano le sfide globali, e sembriamo incapaci di unirci per rispondere” e che “anche ora mentre stiamo parlando corpi vengono spazzati via dallo stesso mar Mediterraneo dove i miliardari prendono il sole sul loro yacht“.
Prosegue Guterres: «il mondo è cambiato, le nostre istituzioni no. È giunto il momento di rinnovare le istituzioni multilaterali basate sulle realtà economiche e politiche del 21mo secolo, ancorate ai principi della Carta Onu e al diritto internazionale. Ciò significa riformare il Consiglio di Sicurezza, ridisegnare l’architettura finanziaria internazionale. L’alternativa alla riforma non è lo status quo – ha chiarito – è un’ulteriore frammentazione. È riforma o rottura. La democrazia è in pericolo, l’autoritarismo è in marcia, Le disuguaglianze crescono. E l’incitamento all’odio è in aumento. Come ho detto al G20, è tempo di un compromesso globale. La politica è compromesso, la diplomazia è compromesso, una leadership efficace è compromesso. I leader hanno la responsabilità di raggiungere un compromesso nella costruzione di un futuro di pace e prosperità per il nostro bene comune».
Il segretario Guterres ha anche parlato delle “azioni unilaterali si stanno intensificando e minando la possibilità di una soluzione a due Stati, unica via verso la pace e sicurezza durature per palestinesi e israeliani“, prima di passare al capitolo Russia. «L’invasione russa dell’Ucraina, in violazione della Carta Onu e del diritto internazionale, ha scatenato un epicentro di orrore. Al di là dell’Ucraina, la guerra ha gravi implicazioni per tutti. Le minacce nucleari ci mettono a rischio, ignorare i trattati e le convenzioni globali ci rende meno sicuri, l’avvelenamento della diplomazia globale ostacola il progresso su tutti i fronti. Non dobbiamo smettere di lavorare per la pace, una pace giusta in linea con la Carta Onu e il diritto internazionale».
Il segretario ha poi parlato della piaga del cambiamento climatico. «Dobbiamo essere determinati ad affrontare la minaccia più immediata per il nostro futuro: il nostro pianeta surriscaldato. Le azioni stanno precipitando, il caos climatico sta battendo nuovi record, ma non possiamo permetterci lo stesso vecchio disco rotto di trovare capri espiatori e aspettare che altri si muovano per primi – ha spiegato Guterres. – I paesi del G20 sono responsabili dell’80% delle emissioni di gas serra. Devono guidare».
Le parole di Biden
Secondo quanto anticipato dalla Casa Bianca il presidente statunitense Joe Biden all’Assemblea ha dichiarato: «la Russia crede che il mondo si stancherà e permetterà di brutalizzare l’Ucraina senza conseguenze. Ma vi chiedo questo: se abbandoniamo i principi fondamentali della Carta Onu per placare un aggressore, qualche Stato membro può sentirsi sicuro di essere protetto? Se permettiamo che l’Ucraina sia spartita, l’indipendenza di qualche nazione sarà garantita? La risposta è no. Dobbiamo opporci oggi a questa palese aggressione per scoraggiare altri potenziali aggressori domani».
Inoltre il presidente ha sottolineato che gli “Stati Uniti cercano un mondo più sicuro, più prospero e più equo per tutte le persone, perché sappiamo che il nostro futuro è legato al vostro. E nessuna nazione può affrontare da sola le sfide di oggi” e che “fin dal primo giorno della mia amministrazione, gli Usa hanno trattato la crisi climatica come la minaccia esistenziale che rappresenta, non solo per noi, ma per tutta l’umanità“, per poi ricordare le “ondate di caldo da record negli Stati Uniti e in Cina. Incendi che devastano il Nord America e l’Europa meridionale. Quinto anno di siccità nel Corno d’Africa. Tragica alluvione in Libia che ha ucciso migliaia di persone“.
Biden ha rivendicato inoltre di aver detto, lo scorso anno, “che supportiamo una riforma per l’espansione del Consiglio di sicurezza. Da allora abbiamo avuto serie consultazioni con molti stati membri e continueremo a fare la nostra parte per spingere per più riforme” e assicurato che gli Stati Uniti “cercano un mondo più sicuro, più prospero ed equo per tutti“, denunciando le disuguaglianze del mondo. L’inquilino della Casa Bianca ha poi chiesto di inviare al più presto una missione internazionale ad Haiti. E aggiunto: «sulla Cina voglio essere chiaro. Cerchiamo di gestire responsabilmente la competizione così che non sfoci in conflitto» esprimendo la volontà di collaborare con Pechino ad alcune sfide, ad esempio quella del cambiamento climatico.
Le parole di Lula
All’Assemblea ha poi parlato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva che ha esordito così: «il Brasile è tornato. Il nostro paese è tornato per dare un vero contributo nell’affrontare le maggiori sfide globali. Rivendichiamo la nostra politica estera fatta di dialogo e di rispetto per tutti». Lula ha ribadito poi la necessità di un cambiamento nelle istituzioni multilaterali, a partire dal consiglio di sicurezza dell’Onu.
Lula ha poi aggiunto che “è difficile raggiungere la pace, ma nessuna soluzione è duratura se non è basata sul dialogo. Molto viene investito in armi e poco in sviluppo” ribadendo che il Brasile è contrario a “ogni tentativo di dividere il mondo in due blocchi e tornare alla guerra fredda“. Poi ha ricordato come siano particolarmente le popolazioni del Sud del mondo a essere schiacciare dai cambiamenti climatici, aggiungendo che “il 10% più ricco della popolazione mondiale è responsabile per quasi la metà del carbonio rilasciato nell’atmosfera: noi Paesi in via di sviluppo non vogliamo ripetere questo modello“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/JUSTIN LANE